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Parrucchiere picchiato in centro:
«Ero andato al bancomat delle Poste,
in tre mi hanno preso a pugni»

MACERATA - Il titolare di Fenix è stato aggredito in via Gramsci: «Prima hanno iniziato a fare gli spiritosi, poi sono venuti vicino e gli ho chiesto di allontanarsi. Quando hanno visto che chiamavo i carabinieri mi sono saltati addosso. Ho passato la notte in ospedale, ho una prognosi di 30 giorni e domani devo fare una visita a Torrette. Non posso mangiare e non so come fare per il lavoro»
giovedì 13 Dicembre 2018 - Ore 20:59 - caricamento letture
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Isen Suljejmani mostra la mandibola gonfia dopo l’aggressione

 

di Gianluca Ginella

«Mi hanno preso a pugni in via Gramsci, mi ero fermato un attimo al bancomat per poi raggiungere degli amici. Ho una frattura alla mandibola, domani devo andare a fare una visita all’ospedale di Torrette». Ha la faccia gonfia Isen Suljejmani, 32 anni, parrucchiere, ha difficoltà a parlare, «non posso mangiare, mi fa molto male», e gli vengono le lacrime agli occhi pensando a quello che gli è accaduto questa notte. Una aggressione avvenuta in pieno centro a Macerata, con tre persone che lo hanno preso a pugni in via Gramsci dopo averlo seguito dalle Poste, per poi fuggire. Una aggressione che sarebbe nata senza un particolare motivo. Isen è albanese e da 15 anni vive a Pollenza, in pratica da quando è arrivato in Italia. A Macerata fa il parrucchiere e il suo negozio, Fenix, si trova in Galleria del commercio. «Non ho mai avuto problemi con nessuno, non mi spiego quello che è successo» racconta Isen. Questa notte era stato «ad una festa di compleanno di un mio amico qui in centro. Siccome non ho l’auto – racconta il parrucchiere –, alcuni amici mi dovevano riaccompagnare e li stavo raggiungendo al bar Jolly. Mentre andavo da loro mi sono fermato un attimo alle Poste per fare il saldo al bancomat. Sulla ricevuta ho l’ora esatta: l’una e due minuti».

Isen mostra i referti del pronto soccorso

Mentre stava lì e parlava al telefono con un connazionale, «tre ragazzi hanno iniziato a fare gli spiritosi e sono venuti vicino al bancomat. Io gli ho detto, cortesemente, di allontanarsi perché non li conoscevo». Le cose però sono precipitate, viste le continue provocazioni «ho detto che chiamavo i carabinieri. Ho preso il telefono per telefonare. Loro mi hanno detto: “Chiami i tuoi amici albanesi di m…?”, perché probabilmente hanno sentito che parlavo albanese. Quando hanno capito che chiamavo i carabinieri mi hanno dato tre, quattro pugni in faccia e sulla testa e sono fuggiti verso piazza della Libertà. Io sono caduto a terra. C’erano altre persone al bar di fronte alle Poste che stava chiudendo ma nessuno ha fatto in tempo a intervenire. Io ho recuperato il telefono che mi avevano fatto cadere e gli sono andato dietro. Hanno girato da via Gramsci in un vicolo verso corso della Repubblica, lì hanno raggiunto piazza della Libertà e si sono divisi. In piazza – continua il racconto di Isen – c’era una pattuglia della polizia con i lampeggianti accesi e sono entrato in questura per raccontare quello che era successo. Poi gli amici mi hanno accompagnato al pronto soccorso dove sono rimasto fino alle 10 di questa mattina. Oggi pomeriggio sono andato in questura a fare la denuncia. Da quando sono in Italia non mi era mai successa una cosa del genere». Isen, che in centro a Macerata è molto conosciuto per la sua attività di parrucchiere, dice di non avere mai avuto «problemi con nessuno. Anzi, come commerciante è importante avere buoni rapporti con le persone». Domani dovrà andare a Torrette «mi hanno dato 30 giorni di prognosi. Il problema è che io sotto Natale ho bisogno di lavorare e adesso non so come fare. Inoltre non posso mangiare, non possono muovere la mandibola. Anche i denti sono rotti» racconta Isen. I tre aggressori li descrive come persone giovani «avevano più di 25 anni, erano italiani. Comunque nella zona ci sono le telecamere e hanno ripreso quello che è successo» dice.

La scritta in Galleria del commercio

Telecamere che invece non ci sono in Galleria del commercio lungo le scale che scendono verso via Armaroli, dove Isen ha il suo negozio. «Qui davanti trovo sempre bottiglie, mozziconi, e devo lavare con la varechina perché la notte c’è chi urina – dice il parrucchiere –. Inoltre è poco illuminato. Chiedo al Comune di mettere delle telecamere anche qui e di migliorar l’illuminazione». Tra l’altro su uno dei pannelli di vetro ci sono altre scritte (altre, con offese, erano comparse in centro nei giorni scorsi), che con ogni probabilità hanno oggetto il questore di Macerata, Antonio Pignataro: «Pigna de qua (con l’accento, ndr), Pigna de là». Nella stessa zona dove il giovane parrucchiere è stato aggredito, due settimane fa, ma per questioni che sarebbero legate alla politica, un giovane vicino ai centri sociali era stato picchiato. Un episodio su cui sono in corso le indagini della Digos. Sull’aggressione di Isen sono in corso le indagini della polizia di Macerata, al lavoro gli uomini della Squadra volanti. 



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