Industria 4.0 e digitalizzazione:
dall’operaio al manager,
formazione ad ogni livello
MACERATA - Presentato il corso promosso da Confindustria in partnership con l’Università di Camerino, Confartigianato, l’Istituto ‘Gentili’ di Macerata e l’Istituto superiore ‘Mattei’. Iscrizioni entro il 10 dicembre

di Mauro Giustozzi
(foto di Fabio Falcioni)
Industria 4.0 e digitalizzazione. Questa la sfida da affrontare riconvertendo la manodopera a tutti i livelli, dall’operaio al manager, attraverso una formazione costante e continua.
Assindustria servizi, ente di formazione di Confindustria Macerata, in partnership con l’Università di Camerino, Confartigianato, l’Istituto ‘Gentili’ di Macerata e l’Istituto superiore ‘Mattei’ di Recanati organizza questo appuntamento che è una vera e propria opportunità per i giovani, i disoccupati e gli inoccupati che potranno acquisire competenze innovative e specialistiche di forte interesse aziendale. Il corso, finanziato dalla Regione Marche, prevede un totale di 800 ore di formazione di cui 472 ore di lezioni teorico/pratiche tenuto da esperti provenienti dal mondo del lavoro e 372 ore di stage presso aziende del territorio. Le iscrizioni scadono il prossimo 10 dicembre e i posti disponibili sono solo venti: potranno partecipare giovani e meno giovani in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore o diploma professionale di tecnico. La selezione si svolgerà il 13 e 14 dicembre presso la sede maceratese di Confindustria in via Weiden. Ad illustrare questo progetto i vertici di Confindustria Macerata, col presidente Gianluca Pesarini ed il vice Paolo Carlocchia, il direttore Gianni Niccolò, Andrea Spaterna, pro rettore di Unicam, Carlo Rogante imprenditore di Confindustria con delega ai rapporti con università e scuola.
«Industria 4.0 è al centro dei processi evolutivi che abbiamo di fronte a noi – ha ribadito Paolo Carlocchia presidente dei giovani imprenditori – ed al centro di questa evoluzione viene messo il capitale umano che si deve specializzare avviando questo processo che riguarda il futuro di fare azienda. Attualmente nel nostro Paese appena il 16% delle imprese sta lavorando con l’Industria 4.0 ed è necessario ampliare questa platea. Anche perché si è riscontrato che adottando queste tecnologie si ha un aumento del 10% del fatturato grazie alla digitalizzazione. Sono posti di lavoro evoluti ed è per questo che la nostra associazione da tempo sta spingendo per una formazione sempre più mirata verso questo obiettivo». Carlo Rogante ha sottolineato l’importanza della sinergia che ha prodotto l’unione di più soggetti in questo importante percorso di formazione. «Si tratta di 20 posti a disposizione di giovani ed adulti, del tutto gratuiti, e fatti in partnership con Confartigianato –ha spiegato l’imprenditore- per creare figure nuove che diano valore aggiunto alle aziende. L’integrazione del 4.0 con sistemi web e digitali è in grado di attivare e gestire processi produttivi sempre più automatizzati ed interconnessi. La figura professionale promuove, inoltre, l’integrazione tra tecnologie esistenti, le analisi complesse attraverso Big Data e gli adattamenti real-time».
Particolarmente innovativa la presenza anche dell’Università di Camerino in un corso di formazione rivolto principalmente a creare nuove figure pronte ad essere immesse nelle aziende. «Si è meno abituati a vedere un’università –ha affermato il docente- coinvolta in un’offerta formativa destinata al lavoro. Però questa sta sempre più diventando una terza missione che gli atenei devono affrontare individuare nuove frontiere legate anche alle richieste del territorio: non a caso Unicam ha promosso da tempo un corso di laurea in Scienze gastronomiche che molto si attaglia al suo territorio. Peraltro la partecipazione a questo corso consente di poter avere 10 crediti formativi (equivalenti a 2/3 esami) che saranno validi in caso di iscrizione ad un nuovo corso di laurea». Chiusura affidata al presidente di Confindustria Macerata, Gianluca Pesarini, che ha rimarcato l’importanza della presenza di molti soggetti attorno a questo tavolo ed a questo progetto formativo che sta per partire. «C’è un salto di qualità, anche culturale, che le imprese debbono fare –ha sottolineato Pesarini- che inizia proprio da questo percorso di formazione che ha visto lavorare in sinergia molti attori diversi ma protagonisti del nostro territorio. Ci sono nel Maceratese tante imprese fatte da giovani che bisogna sostenere per aprire il loro cassetto dei sogni. La manifattura italiana da sempre rappresenta un brand di qualità coi suoi prodotti in Italia e nel mondo. Oggi con la digitalizzazione le maestranze, di qualunque livello, dall’operaio al manager, hanno bisogno di essere formate. In un momento dove il governo centrale non sembra troppo interessato a finanziare progetti come quello dell’alternanza scuola-lavoro è nostro compito non abbandonare orientamento e formazione che sono le strade maestre per far sì che l’industria contribuisca come è stato in passato a creare lavoro e benessere delle comunità».



