Folle di gelosia, Alina ferita con 3 fendenti
«72 ore per essere fuori pericolo»

CHOC A CIVITANOVA - Sheval Ramadani, 32enne macedone, è in carcere dopo aver gettato l'acido e accoltellato la 30enne con cui aveva una relazione. Lei voleva lasciarlo, lui le ha chiesto di incontrarla: dopo il rifiuto l'agguato. Per gli inquirenti è stato un gesto premeditato. La ragazza è stata operata. Il chirurgo Matteo Annesi: «La ferita più grave all'addome, ieri c'era più di un litro di sangue»
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di Laura Boccanera

Si sarebbe trattato di un gesto premeditato, aveva intenzione di ucciderla. Questa l’ipotesi che gli inquirenti hanno maturato dopo aver sentito in commissariato Sheval Ramadani, il 32enne macedone che ieri sera ha accoltellato l’ex compagna che non voleva più saperne di lui. Prima le ha gettato in viso una bottiglia di acido muriatico che però non ha raggiunto i tessuti, se non marginalmente l’esterno di un occhio, imbevendo però il giubbetto della ragazza, Alina Emilia Pavel, 30enne romena, ballerina in un night.

accoltellamento-corso-vittorio-emanuele-polizia-soccorsi-civitanova-FDM-5-325x191La motivazione la gelosia di lui che non si voleva arrendere ad una crisi di coppia. Lei infatti pare volesse lasciarlo. Lui ieri sera voleva parlarle, ma lei ha rifiutato, da qui l’aggressione e l’agguato con in tasca nel giubbotto una bottiglia da 0.75 di acido per sfregiarle il volto e cancellarne la bellezza. Questo il quadro che è emerso ieri sera alla Polizia che ha condotto il macedone in carcere ad Ancona in attesa della direttissima. Lui nel commissariato di via Alighieri avrebbe confessato tutto e ribadito che l’ha fatto perché lei gli aveva rovinato la vita. Ramadani aveva infatti una famiglia in Macedonia, una moglie e dei figli che avrebbe lasciato per la Pavel. La coppia è stata insieme per parecchio tempo: entrambi risultano senza fissa dimora. L’ultima residenza di lui è nel grossetano dove anche lei aveva vissuto, poi si erano spostati ma non si sa ancora bene dove vivessero.

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I rilievi della Scientifica

Il macedone poi saltuariamente lavorava come bracciante agricolo, lei invece aveva trovato lavoro al Top club, il night club di Civitanova dove aveva lavorato come ballerina fino a qualche giorno fa. Ma poi nella coppia qualcosa si incrina, lui è sempre più geloso, non tollera che lei lavori al night e teme che abbia altre relazioni. Lei non vuole più vederlo. Ieri sera all’ennesimo rifiuto lui l’ha prima colpita con l’acido e poi l’ha accoltellata dentro al ristorante Tonno e Salmone dove la romena aveva cercato rifugio.

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Il reparto di chirurgia dell’ospedale di Civitanova

Sono state tre le coltellate inferte: la prima l’ha raggiunta tra collo e scapola, la seconda, la più grave all’addome e la terza alla schiena. Solo l’intervento di uno dei titolari, Riccardo Scoponi ha permesso alla giovane donna di salvarsi. Scoponi, infatti, rischiando la sua stessa vita ha placcato da dietro il macedone e gli ha impedito di portare a termine il suo proposito. La telecamera di videosorveglianza interna del locale ha catturato la scena durata al massimo un minuto: si vede la ragazza che entra e in lacrime e agitata si dirige in bagno. Pochi secondi di smarrimento da parte anche del personale in sala e lui dietro entra e si scaglia sulla donna con il coltello. La tempestività e l’audacia di Riccardo Scoponi le hanno salvato la vita. E’ lui che lo placca e lo sbatte a terra poi aiutato dal cuoco. Un eroe involontario che ha permesso anche alle forze dell’ordine arrivate dopo appena 5 minuti di fermare l’aggressore.

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I due chirurghi dell’ospedale di Civitanova che hanno operato Alina Emilia Pavan. Da sinistra Sara Bartola e Matteo Annesi

La ragazza è stata poi portata al pronto soccorso e operata d’urgenza: la lama del coltello di 7 centimetri aveva raggiunto il fegato. Ad operarla l’equipe della chirurgia dell’ospedale civitanovese composta dal primario Stefano De Luca e dai chirurghi Matteo Annesi e Sara Bartola. «La paziente è arrivata con una lesione al fegato, abbiamo tamponato il sangue nell’addome, tre le ferite inferte, di cui quella all’addome la più grave – ha spiegato il dottor Annesi – La coltellata è stata dal basso verso l’alto e ha raggiunto il fegato nell’arcata intercostale. Al momento la paziente è in prognosi riservata in rianimazione, la situazione è migliore di quella di ieri quando c’era più di un litro di sangue in addome. Abbiamo provveduto a farle delle trasfusioni e bisognerà attendere almeno 72 ore prima di dichiararla fuori pericolo». Pare che la donna avesse subito nel 2017 un’altra aggressione, ma non si sa chi fosse l’autore di quell’agguato.

 

 

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