Inaugurato il busto del Duca:
Sigismondo Bandini
torna all’Abbadia (FOTO)
TOLENTINO - Celebrati i 100 anni dalla morte del'ultimo proprietario della Riserva con una statua bronzea. Prima la santa messa uffiziata dal vescovo Nazzareno Marconi e la lettura di un testo in ricordo delle virtù del nobiluomo

Le autorità prima dello scoprimento del busto

Il sindaco di Toelentino Giuseppe Pezzanesi scopre il busto di Sigismondo Giustiniani Bandini
di Marco Ribechi (foto di Fabio Falcioni)
Dopo 100 anni Sigismondo Bandini torna a guardare la sua amata Abbadia di Fiastra. E’ stato inaugurato a cento anni esatti dalla sua morte, avvenuta il 4 novembre 1918, il busto che ritrae l’ultimo dei proprietari dei possedimenti di uno dei luoghi di culto più importanti della provincia. A scoprire l’opera d’arte sotto una una pioggia benaugurante il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi accompagnato anche dal primo cittadino di Urbisaglia, Pier Francesco Giubileo. In entrambe le città infatti il Duca aveva iniziato con successo la sua carriera politica, poi stroncata dalla morte prematura a soli 32 anni.

La messa nella Chiesa dell’Abbadia
Sigismondo Bandini, ultimo erede di oltre 200 anni di storia della famiglia Giustiniani Bandini, è stato immortalato nel bronzo dall’artista Ermenegildo Pannocchia e da oggi la sua figura campeggia nel parco dell’Abbadia. Un viso che emerge dalla materia così come l’intuito e la modernità del Duca ne hanno proiettato la memoria nel futuro. Sua infatti la volontà di far nascere una Fondazione che si occupasse delle sue proprietà seguendo tre principi guida: il proseguimento dell’attività spirituale, la tutela dei beni monumentali e la preservazione dell’ambiente e dell’agricoltura. Proprio per onorare la devozione di Bandini il vescovo Nazzareno Marconi ha celebrato nella chiesa dell’Abbazia cistercense la Santa Messa, ricordando l’importanza di creare un clima di pace, che valorizzi la coesione sociale l’uomo, e le sue virtù. Dopo la messa la lettura del testo “Sigismondo, l’uomo” di Pierfrancesco Giannangeli, a cura della compagnia teatrale “Oreste Calabresi” di Macerata, con la regia di Diego Dezi. Con toccanti parole è stata recuperato il lato più umano del Duca che da Roma era venuto ad amministrare con dedizione i possedimenti maceratesi. Proprio la grande consapevolezza del loro valore lo avevano infatti spinto a stipulare il testamento a soli 31 anni affinché la bellezza dei luoghi non andasse perduta. La giornata si è conclusa con una festa anche per lo stomaco con castagne e salsicce accompagnate da del buon vino offerte dal ristorante da Rosa, nonostante la pioggia battente.
L’uomo che donò l’Abbadia di Fiastra: Sigismondo Bandini 100 anni dopo







Il presidente della Fondazione Giustiniani Bandini Giuseppe Sposetti

Da sinistra Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino, Rosaria Del Balzo Ruiti, presidente della Croce Rossa e Pier Francesco Giubileo sindaco di Urbisaglia










