Unimc, i giovani talenti
premiati nel segno di Mike e Totò (FOTO)
MACERATA - Si è svolta oggi la consegna delle borse di studio della Fondazione insieme a Nicolò Bongiorno e Antonello Buffardi de Curtis: «Loro erano due uomini di grande generosità»
Si sono incontrati per la prima volta proprio a Macerata Nicolò Bongiorno, figlio di Mike, e Antonello Buffardi de Curtis, nipote di Totò. «Mio padre ha girato molto l’Italia negli anni Cinquanta e Sessanta e sicuramente è stato anche qui. Tornarci in questo momento storico è estremamente significativo per noi», ha detto il primo. «Macerata – ha osservato il secondo – è una città bellissima, metafisica, come lo era mio nonno».
Un’accoppiata formidabile, la loro, resa possibile dall’Università di Macerata, che ha scelto di ricordare questa mattina due figure che, come ha sottolineato il rettore Francesco Adornato, «hanno segnato la storia della cultura, del costume e del linguaggio del nostro Paese», per celebrare un atto di generosità: la consegna delle nove borse di studio volute per Unimc della Fondazione Mike Bongiorno e finanziate con i proventi della “casella Mike” raccolti nel 2016 durante la riedizione di Rischiatutto. »L’idea è nata da un amico della Fondazione, Fabio Fazio», ha raccontato Bongiorno. «La nostra – ha aggiunto – è una piccola organizzazione di famiglia, che portiamo avanti personalmente. Vogliamo puntare sui campi della cultura e della formazione. Mio padre era il re del quiz. Negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, le sue trasmissioni erano considerate lontane dalla cultura, ma se le guardiamo dalla prospettiva odierna, possiamo considerarle parte di quel mondo, con un ruolo anche nell’unificazione linguistica degli italiani».
Almeno ottanta sono state le domande pervenute, la partecipazione più alta in Italia a detta dello stesso Nicolò Bongiorno. I vincitori, oltre ad essere stati selezionati in base a merito e reddito, dovevano anche presentare un brevissimo scritto di cinquanta parole su un tema a scelta tra tv, cinema e social media. Ad aggiudicarsi il finanziamento di circa mille euro sono studenti dei diversi corsi di laurea Unimc: Kennedy Senyo Amenu-Tekaa, Maria Antonia Campanile, Sarah Di Chiara, Federica Di Donato, Denise Ioele, Miriam Luciani, Sabrina Pietrantonio, Cecilia Quaranta, Silvia Tiburzi. La premiazione si è svolta oggi, appunto, nel segno dei due grandi mattatori dello spettacolo italiano, che si incontrarono sul set di un film rappresentativo degli anni d’oro della tv italiana, “Totò lascia o raddoppia”, girato nel 1956 da Camillo Mastrocinque. Ideatore e moderatore dell’evento è stato Antongiulio Mancino, docente Unimc, saggista e critico cinematografico. «Totò e Mike erano accumunati da una grande generosità», ha ricordato De Curtis, produttore, regista e autore di libri e racconti sulla sua vita con il celebre nonno. «Anche i bambini conoscono il linguaggio di Totò. Le sue battute, il suo vocabolario sono ancora attuali».
Nel ripercorrere aneddoti, episodi, rapporti con altri grandi maestri come Federico Fellini, non sono mancati momenti di commozione: per Bongiorno nel ricordare che sono passati quasi dieci anni dalla scomparsa del padre, fino all’ultimo attivo in tv. Per Antonello Buffardi De Curtis nel parlare della madre, figlia dell’attore, «l’unica donna che mio nonno abbia mai veramente amato, oggi molto malata. Non posso immaginare che se ne vada. La voglio godere fino all’ultimo istante». Concludendo: «Totò aveva una grande umanità. Anche Mike aveva un quid in più. Per questo tutti aspettavano che andassero in scena e i loro personaggi sopravvivono ancora oggi».












https://www.youtube.com/watch?v=IeaU8Ara7x0
E’ stato un piacere conoscere personalmente il Conte Antonello De Curtis, nipote del grande Totò, e il regista Nicolò Bongiorno, figlio del grande Mike.
Antonello aveva saputo che il maggiore Tullio Moneta viveva a Macerata. Erano anni che non lo incontrava, da bambino, quando Tullio frequentava a Johannesburg il ristorante di sua Madre Liliana De Curtis, l’amata figlia di Antonio De Curtis, ossia Totò. Un amico di Tullio – Roberto Di Paolo, maceratese – ha organizzato un breve incontro dopo la cerimonia della consegna delle borse di studio (a tutte giovani donne, e Totò ne sarebbe rimasto estasiato). Forse Antonello incontrerà di nuovo in futuro il ritrovato Tullio Moneta. Per intanto c’è questa testimonianza filmata.
Anche il regista Nicolò Bongiorno si è interessato al libro del mercenario Moneta del 5 Commando in Congo. Poiché ha trattato la tragedia degli Istriani all’epoca delle purghe titine, deve sapere che pure Tullio Moneta fu un profugo istriano insieme alla sua famiglie.
Ho visto che il regista Nicolò Bongiorno si è cimentato pure in un documentario molto equilibrato sul noto ed eccezionale chiaroveggente Gustavo Rol… Bene, bene…
Tornando a Tullio Moneta, egli ricorda che quando i profughi istriani arrivarono a Bologna alcuni energumeni rovesciarono le pentole con il latte destinato ai bambini profughi…