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Show di Benigni ad Apiro:
«Mi candido come prossimo sindaco,
l’Italia deve uscire dall’Italia»

VISITA DA OSCAR - L'attore e comico presente per il convegno sulla Divina Commedia. «Da troppi anni sono fermo, mi hanno concesso il reddito di cittadinanza. Tornerò in televisione molto presto con un progetto sull'amore e sull'Europa»
sabato 6 Ottobre 2018 - Ore 14:34 - caricamento letture
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L’arrivo di Benigni ad Apiro

di Marco Ribechi

(foto di Andrea Petinari e Federico De Marco)

«Il mio sogno? Fare il sindaco di Apiro» è la prima  battuta di Roberto Benigni appena sceso in piazza Baldini ad Apiro. Acclamato come un illustre cittadino che ritorna al paese dopo anni di peregrinazioni, l’attore, accompagnato dal professor Franco Musarra a tre anni di distanza (leggi l’articolo) è di nuovo nel borgo per continuare la declamazione della Divina commedia di Dante Alighieri.

«Non potevo non ritornare ad Apiro dove sono stato accolto con tanta amicizia e generosità – continua Benigni – anzi annuncio che prenderò il posto di Ubaldo Scuppa». L’incontro che vede la partecipazione anche di esperti dantisti non sarà il classico spettacolo sulla Divina commedia ma al contrario è l’occasione per una discussione approfondita sul modo di leggere l’opera dantesca. «E’ un orgoglio ospitare il “Maestro” per la seconda volta – spiega il primo cittadino Ubaldo Scuppa – è un evento straordinario e se Benigni ha deciso di ritornare significa che è stato accolto bene dalla nostra gente». Il ringraziamento è anche per Massimo Bacci, sindaco di Jesi dove domani si svolgerà la seconda parte del convegno e che nutre con Apiro uno stretto rapporto di collaborazione e sinergia. E proprio a Jesi sembra sia stata eseguita la prima stampa della Divina commedia nel 1472 da parte di un tipografo veneto.

Poi la parola al premio Oscar toscano che spiazza subito tutti con la sua verve: «Ormai da tre anni sono un po’ scomparso – spiega Benigni – non ho fatto più niente. Sono talmente inoccupato che ho fatto domanda per il reddito di cittadinanza, e l’hanno accettata. Poi sono vicino alla quota 100 della Fornero e con la flat tax sono in una botte di ferro. Sono tornato per questo convegno dedicato al mio modo di leggere la Commedia, al povero Dante non hanno dedicato neanche un piccolo incontro quando era in vita, neanche una ghianda d’oro e invece grazie al professor Musarra siamo qui a discutere su come declamare l’opera poetica più bella della storia dell’umanità».

Alcune indiscrezioni sui progetti futuri. «Ho tre sogni – spiega Benigni – tornerò in televisione molto presto, con un progetto sull’amore e sull’Europa. Non so bene come unirli e se unirli ma ci sto lavorando perchè sono tematiche su cui mi sono soffermato. Poi voglio fare una tournèe portando lo spettacolo anche qui nelle Marche. Ricordo un tour trionfale che partì proprio da Sirolo. Infine ripartire col cinema». E sulla situazione attuale italiana risponde positivamente: «Si dice che forse usciremo dall’Europa – scherza Benigni – ma secondo me l’Italia dovrebbe uscire dall’Italia. Oggi il clima non è dei più favorevoli ma siamo il Paese delle resurrezioni. Umanesimo, Rinascimento, Risorgimento, questo è la nostra matrice che non ha mai tradito. Oggi non siamo a questi livelli di preoccupazione, sono ottimista e ho fiducia nel popolo italiano e anche nella classe politica». Al termine della conferenza stampa l’attore si è fermato a firmare alcune copie della Divina commedia e alle 14,30 tornerà al teatro Mestica per partecipare all’inizio del convegno. Al cui centro c’è Franco Musarra, finissimo intellettuale che ha voluto realizzare l’evento portando l’attore nella sua cittadina. «Non sarà un incontro politico – spiega Musarra – non ci sono grandi e piccoli ma solo valori da mettere in campo. Qui ci sono anche giovani ricercatori perchè a volte l’assistente può dire cose più giuste di un vecchio professore che continua a ripetere ciò che ha appreso in gioventù. La cultura non deve essere separazione ma al contrario solo se si lavora insieme si può discutere di cose importanti».

Roberto Benigni al suo arrivo ad Apiro

Ubaldo Scuppa

Franco Musarra

Benigni mentre legge la Divina Commedia



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