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Roberto Benigni porta Apiro
in Paradiso

UNA GIORNATA DA OSCAR - Si è chiusa con un'emozionante declamazione la domenica dedicata al 750° anniversario della nascita di Dante. Il regista de 'La vita è bella' è stato accolto sin dalla tarda mattinata da una folla in delirio. Colloquio privato con la presidente della Camera Laura Boldrini. Commozione e tanti momenti esilaranti: "Adoro Apiro, voglio comprare casa qui". VIDEO E FOTO
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(In alto la galleria fotografica)

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Roberto Benigni con il sindaco di Apiro Ubaldo Scuppa

di Leonardo Giorgi

(foto di Lucrezia BenfattoFederico De Marco e Andrea Petinari, video di Erika Mariniello)

«L’amor che move il Sole e l’altre stelle». L’ultimo verso del XXXIII Canto del Paradiso recitato a memoria da Roberto Benigni sono state le ultime parole a squarciare il silenzio di un pubblico attentissimo che, con lo sguardo incantato e commosso, il regista premio Oscar è riuscito a divertire, emozionare, rapire e infine liberare con l’ultimo endecasillabo della Divina Commedia, regalando un ricordo che la città di Apiro, e tutti i presenti da ogni parte d’Italia, custodirà gelosamente per tutti gli anni a venire. Pochi istanti dopo, una spontanea standing ovation e una pioggia di applausi durata poco meno di tre minuti hanno definitivamente sancito e consegnato alla storia una lunga giornata in cui, il vero protagonista, più che l’attore in sé, è stato l’amore dei tanti dantisti accorsi da alcune delle migliori d’università d’Europa per raccontare un nuovo punto di vista sul sommo poeta Alighieri. Un punto di vista inedito, legato allo straordinario successo di pubblico del tour che Benigni ha portato negli ultimi anni in ogni parte del mondo, in cui il regista toscano ha declamato e spiegato davanti a platee sterminate canti dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.

Roberto Benigni con il ciauscolo

Roberto Benigni con il ciauscolo

roberto benigni dante alighieri divina commedia apiro foto ap (7)«Ero imbarazzatissimo all’idea di un convegno su di me insieme a stimatissimi e celebri dantisti di fama internazionale– spiega Benigni – e per questo all’inizio ero un po’ titubante ad accettare l’invito. Non mi era mai accaduto prima, neanche Dante mentre era in vita ha avuto una giornata di studi tutta per lui». Una giornata che è iniziata stamattina attorno le 11,30 quando Roberto Benigni è arrivato in piazza ad Apiro, accolto da centinaia di persone che si sono scatenate nel momento in cui il maestro è sceso dalla sua auto (leggi l’articolo). Entrato nel palazzo comunale, l’attore ha salutato il sindaco Ubaldo Scuppa con cui la sera prima era stato a cena a Lo Smeraldo di Cingoli, dove lo chef Diego Ciciliani ha preparato per l’occasione un menu di ispirazione medievale in onore di Dante. «Ieri quando ho conosciuto il dottor Scuppa – racconta Benigni – sembrava ci conoscessimo da una vita. A un certo punto ho pure cominciato a parlare in dialetto, quasi stavamo per raccontare aneddoti del nostro passato, ci siamo sentiti concittadini tanto che il sindaco mi ha accolto col grido “anche tu si dell’Apiru? Che te mozzichi u vampiru” – ha aggiunto tra le risate dei presenti alla conferenza stampa».

benigni apiro lb (5) Inebriato dal calore della folla e dalla attenta analisi a cura della professoressa Floriana Menichelli dell’opera Il Polittico di Allegretto Nuzi, il premio Oscar ha voluto esternare tutta la sua gioia affacciandosi dal balcone del municipio e salutando una piazza gremita e in visibilio. «Sono pieno di gioia come un cocomero, spero siate inondati dalla mia gratitudine – commenta gioiosamente Benigni – e voglio sinceramente ringraziarvi per la straordinaria ospitalità di questo paese. Adoro Apiro, quasi vorrei cercare casa qua. Anzi vorrei stabilire la mia prima casa qui, voglio pagare l’imu ad Apiro e poi continuare questo tour nei teatri magari portando Petrarca a Cingoli», ha aggiunto scherzando.

roberto benigni dante alighieri divina commedia apiro foto ap (6)Tra i tanti ringraziamenti di Benigni, il più sentito è andato al professore emerito di letteratura italiana all’Università Cattolica di Lovanio Franco Musarra, originario di Apiro e vero artefice dell’evento. «Ora che sono in pensione posso dedicarmi alla mia città – sorride Musarra – e dopo che qualche anno fa riuscimmo a portare Umberto Eco ad Apiro, il mio sogno era quello di riuscire a fare venire qui il mio amico Roberto Benigni e parlare del suo Dante assieme. Conobbi Roberto quasi vent’anni fa ad una cena con Umberto Eco. Rimasi folgorato da questo personaggio quando al termine della cena si alzò in piedi e, con un’interpretazione magistrale, recitò il XXXIII Canto del Paradiso. Qualche anno dopo, nel 2006, lo invitammo in Belgio nella nostra università sempre per parlare della Divina Commedia e in quell’occasione gli conferimmo la nostra laurea honoris causa».

Il sindaco Scuppa con Roberto Benigni e Laura Boldrini

Il sindaco Scuppa con Roberto Benigni e Laura Boldrini

Un commosso sindaco, prima della firma di Roberto Benigni nell’albo d’oro degli ospiti della città di Apiro (albo iniziato su idea del professor Musarra nel 2013, quando Umberto Eco tenne una conferenza nel paese), ha voluto descrivere l’emozione di accogliere il regista de La Vita è Bella nel teatro Mestica del piccolo comune: «È un sogno, ma se a sognare la stessa cosa si è in tanti – commenta Scuppa – tutti i sogni possono diventare realtà. Anche se i costi dell’organizzazione dell’evento sono stati sostenuti interamente da sponsor privati, che io considero dei veri e proprio mecenati niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza Franco Musarra e il grande gruppo di lavoro formato da volontari che hanno lavorato da settimane per la realizzazione tecnica del convegno e dell’accoglienza dei tanti prestigiosi ospiti presenti».

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Ubaldo Scuppa. FrancoMusarra,Roberto Benigni e Laura Boldrini

 

benigni 2Il pubblico presente in piazza ha salutato calorosamente anche l’arrivo della presidente della camera Laura Boldrini che, nella sala consiliare, ha salutato Benigni, con il quale si è poi intrattenuta per una conversazione privata. All’uscita dal municipio per un breve pranzo nel poco distante agriturismo Colle Verde, Benigni è stato letteralmente sommerso da un tripudio di folla. Centinaia di persone hanno seguito l’attore fino alla macchina, chiedendo strette di mano, autografi ed omaggiandolo con prodotti enogastronomici come bottiglie di verdicchio e ciauscoli.
Prima dell’inizio del convegno, Benigni ha spiegato in conferenza stampa la capacità attuale della Divina Commedia di emozionare il pubblico di qualunque epoca: «È la capacità del linguaggio – spiega il maestro – capace di riuscire a entrare dentro il sentimento umano usando una lingua trascendentale che addirittura supera il sentimento in sé. Va evidenziato come lo stesso Dante non si emoziona troppo durante la stesura dei canti, per non rovinare l’emotività del lettore. Come in uno spartito musicale, in alcuni frangenti della Divina Commedia bisognerebbe scrivere “commosso ma non troppo”». A questo proposito, Benigni riflette sulla decadenza del linguaggio della classe politica italiana. «Fa veramente soffrire vedere certi gesti e certe uscite nelle aule parlamentari. La lingua italiana va preservata. Altrettando struggente ed assurdo è che in Italia non ci sia una scuola di lettura di Dante». Interrogato su quale cantica della Divina Commedia Benigni vorrebbe trovarsi, il premio oscar ammette: «Il Paradiso per il paesaggio, ma l’Inferno per la compagnia. Ma anche il purgatorio insieme a Dante non sarebbe male». L’artista è stato un po’ più incerto su chi, tra le personalità di oggi, metterebbe in Paradiso, al purgatorio o all’inferno. “Papa Francesco di sicuro in paradiso… Io? All’Inferno mi piace, appunto, la compagnia, se non capiti in certi gironi tremendi. Pensate ad esempio, stare con Paolo e Francesca o con Ulisse».

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Il pubblico del teatro Mestica

 

Giulio Silenzi, vicesindaco di Civitanova, chiede un autografo

Giulio Silenzi, vicesindaco di Civitanova, chiede un autografo

Nel gremito teatro Mestica il convegno ed è stato inaugurato dalla presidente Boldrini che ha sottolineato l’importanza dell’evento. «Grazie sindaco per un’occasione come questa. Nei piccoli centri – spiega la presidente della Camera dei Deputati – può e deve vivere la cultura. La lingua italiana all’estero viene apprezzata più di quanto facciamo noi ed è un peccato poiché la lingua è cultura. Oltre all’onore per me di aprire un pomeriggio come questo, sono davvero felice di aver incontrato Roberto. Una persona generosa, che ha messo a disposizione il suo talento per avvicinare gli italiani alla Divina Commedia e, addirittura, alla Costituzione. Le perone che riesco ad avvicinarci ai valori del nostro paese sono da valorizzare».

benigniDopo i saluti dell’onorevole Irene Manzi, l’assessore alla cultura della regione Marche Moreno Pieroni e del consigliere comunale delegato alla cultura Nadia Sparapani, il convegno si è svolto attraverso le relazioni del professor Musarra, del linguista Massimo Arcangeli, del professor Andrea Robiglio della KULeuven, di Carlo Pulsoni dall’Università di Perugia, della professoressa Lia Fava Guzzetta della LUMSA di Roma, del professore dell’Università di Macerata Innocenzo Mazzini e di Corinna Salvadori Lonergan, dal Trinity College di Dublino. Più di tre ore di studio e riflessione seguite da un attentissimo Benigni che ha poi preso la scena tra l’attenzione generale. «Che giornata meravigliosa. Sono estasiato – sottolinea il regista – da come questi illustri dantisti hanno analizzato il mio lavoro». Benigni, scaldando il pubblico con diversi siparietti comici legati alla città di Apiro e al suo dialetto, ha poi analizzato con una magistrale e sentita parafrasi il XXXIII Canto del Paradiso. Infine, nel momento in cui l’attore ha iniziato a declamare i versi a memoria del canto appena spiegato, l’atmosfera del piccolo teatro Mestica si è caricata di emotività e il pubblico ha seguito il maestro in ogni piccolo gesto e in ogni inclinazione vocale. Un pubblico che solo alla fine si è forse reso conto che il sogno del sindaco Scuppa si era effettivamente tramutato in realtà e che non sarebbe stato possibile senza l’amore del professor Franco Musarra, e di tutta l’organizzazione, per il proprio paese. «L’amor che move il sole e l’altre stelle».

Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova

Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova, chiede un autografo a Benigni

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