Operaio ferito da braccio meccanico:
«Azienda all’avanguardia sulla sicurezza
presentata tutta la documentazione»
TOLENTINO - L'avvocato Andrea Netti (nella foto) assiste la Spl, ditta dove ieri si è infortunato un dipendente. «La prognosi è di 30 giorni. Per sua stessa ammissione ha dimenticato di inserire il dispositivo di sicurezza»
«L’azienda ha dispositivi all’avanguardia sulla sicurezza e ha già presentato tutta la documentazione richiesta. L’incidente è avvenuto perché il dipendente non ha inserito il dispositivo di sicurezza». Così l’avvocato Andrea Netti che insieme al legale Valentina Romagnoli, assiste l’azienda Spl di Tolentino dove ieri mattina un operaio è rimasto ferito, colpito da un braccio meccanico e poi trasportato in eliambulanza all’ospedale di Torrette. «Il titolare è stato a trovarlo per sincerarsi delle sue condizioni. La prognosi al momento è di 30 giorni» spiega Netti. Il legale aggiunge che la Spl è «un’azienda che opera in un settore molto delicato della produzione primaria, è un tipo di azienda nella quale la casistica di incidenti è elevata, proprio per queste ragioni si è dotata dei più elevati standard di sicurezza. Nel deposito documentale fatto alle autorità l’azienda ha fin da subito dimostrato al servizio ispettivo intervenuto di aver rispettato tutto quello che richiedono le norme sulla sicurezza sul lavoro. In più le testimonianze hanno dimostrato che il dipendente aveva con sé il dispositivo di sicurezza ma non lo ha utilizzato. Alla luce di questo non ravvediamo alcuna responsabilità penale in capo all’amministratore». L’operaio è stato colpito da un braccio meccanico «con sé aveva il moschettone di sicurezza che doveva inserire per evitare che la linea di produzione si attivasse – spiega Netti -. L’operaio stesso ha dichiarato che per dimenticanza non l’ha usato. Tra l’altro è un operaio che lavora nella ditta da 10 anni, parliamo di una azienda che impiega dipendenti che sono pienamente informati e istruiti».
(Gian. Gin.)
Operaio colpito da braccio meccanico, soccorso con l’eliambulanza

E’ uso comune che in molte fabbriche per accelerare il lavoro o renderlo meno pressante si saltano alcune norme di sicurezza. Io ricordo quella di mettere del nastro adesivo ad un tasto della pressa in maniera che si potesse usare con una sola mano. naturalmente in questi casi se non autorizzati la colpa dell’operaio non è da minimizzare soprattutto per i rischi che corre. Però, mi ha sconcertato che il pachistano ance se entrato in luogo a lui vietato, sia stato assalito da un braccio meccanico e che visto l’intervento dell’elicottero dovrebbe essere stato un attacco piuttosto violento anche se come diceva un commentatore, a Macerata ad esempio, curano solo le escoriazioni se non troppo estese, sennò interviene l’eliambulanza e via tutti a Torrette.
Un’osservazione peregrina anche perché basata sulla mera lettura dell’articolo. Se il moschettone di sicurezza non inibisce l’attivazione della linea di produzione, dove sta la sicurezza?