Decreto terremoto, Patassini:
«Va convertito il prima possibile»
Domani il voto, attesa battaglia in aula

SISMA - Oggi l'onorevole della Lega ha letto la sua relazione alla Camera: «Il modello Emilia? Inadeguato. L'opposizione continua a presentare emendamenti, molti dei quali già rigettati in Commissione». Nel testo tregua fiscale, termini più lunghi per presentare le schede Aedes, proroga dello stato di emergenza
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Tullio Patassini, relatore alla Camera del decreto terremoto

 

di Federica Nardi

Giornata di lavori alla Camera per la discussione sul decreto terremoto. Relatore di oggi il maceratese Tullio Patassini (Lega). Un intervento tecnico e accorato il suo, mosso da una forte critica al modello scelto all’indomani del sisma del 24 agosto 2016. «Il cosiddetto modello di ricostruzione Emilia Romagna è palesemente inadeguato a partire dalla mancata valutazione dell’estrema diversità geomorfologica e di antropizzazione dei territori colpiti – ha detto Patassini in apertura -. In un solo mese al governo abbiamo dovuto cercare il rimedio a due anni di non risposte e di errori sostanziali il che è oggettivamente impossibile». Il testo quindi «va visto nella sostanza – ha detto Patassini -, come un concreto inizio per superare finalmente la fase di emergenza e avviare quella della ricostruzione che coincide per i territori interessati con la cosa più importante: il ritorno alla vita». Domani si ricomincia e, secondo Patassini, sarà battaglia in aula. «L’opposizione continua a presentare emendamenti già presentati in commissione Ambiente, molti dei quali sono stati rigettati non perché sbagliati ma perché non ragionevoli in questo periodo. Questo decreto va convertito il prima possibile per evitare danni ancora più grandi al territorio». Della mole di disposizioni passate al vaglio della Commissione del Senato, Patassini ne ha elencate una ventina, ricordando che «le scelte assunte sono in linea con molteplici e legittime richieste delle comunità locali, che necessitano di risposte tempestive ed adeguate». Tra gli interventi sul piatto, oltre all’attesa misura per sdoganare dai procedimenti penali i terremotati che si sono costruiti un riparo d’emergenza per non abbandonare le zone del cratere e la sanatoria per le piccole difformità, ci sono anche la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2018, con risorse stanziate per 300 milioni. Lo stato di emergenza potrà essere ulteriormente prorogato di 12 mesi dal Consiglio dei ministri. Rimandata al 2019 la restituzione dei mutui dei Comuni, con la possibilità di adeguare l’indennità dei sindaci di Comuni sotto ai 5mila abitanti. Tra gli interventi per i territori colpiti anche la realizzazione di aree turistiche attrezzate per roulotte e camper per proprietari di seconde case distrutte, la riassegnazione ai Comuni dell’istruttoria per la compatibilità urbanistica, una nuova norma per consentire demolizione e ricostruzione di abitazioni inagibili in deroga al vincolo stradale.

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Mario Morgoni

Diverse le misure per la cosiddetta “tregua fiscale”, che rimandano di un paio d’anni la restituzione di mutui, bollette, alcune imposte e che snelliscono il procedimento di restituzione della busta paga pesante (si comincia a ripagare dal 16 gennaio 2019 in sessanta rate). Aumentano anche le centrali uniche di committenza (Comuni in primis), anche se restano ancora fuori – come ha sottolineato dall’opposizione il deputato del Pd Mario Morgoni – le università. Tuttavia «è intenzione della maggioranza inserirle tra i soggetti attuatori in un prossimo provvedimento», ha specificato Patassini. Il termine di presentazione delle schede Aedes, che attestano il danno delle case e che servono per i progetti di ricostruzione, slitta inoltre a fine dicembre. Novità anche per chi deve ricostruire casa: saranno riconosciute le spese per la Tosap per occupazione di suolo pubblico per i cantieri di ricostruzione e sarà introdotto il rimborso spese per l’adeguamento anticnendio e per l’eliminazione di barriere architettoniche di immobili distrutti o danneggiati. Infine è prevista la pubblicazione e l’aggiornamento periodico di linee guida del commissario alla Ricostruzione, che rendano fruibile il vasto corpus di norme e ordinanze prodotti negli ultimi due anni.

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Simone Baldelli

Non sono comunque mancate le critiche, specialmente per il ritardo iniziale ai rappresentanti del Governo che ha portato alla sospensione della seduta per qualche minuto. «Governo assente in aula alla Camera all’inizio della seduta dell’assemblea che ha all’ordine del giorno la discussione generale del decreto legge sul terremoto, già approvato dal Senato – ha detto il deputato di Forza Italia Simone Baldelli, che insieme al collega del Pd Enrico Borghi ha stigmatizzato il ritardo. Baldelli ha anche criticato la scelta del relatore Patassini di sedere fra i banchi del suo partito invece che sui banchi riservati ai relatori. Domani la votazione sarà accompagnata anche dal sit-in del coordinamento di comitati Terremoto centro italia, che ha espresso critiche nei confronti dell’attuale governo per aver mancato alcuni punti secondo loro fondamentali tra gli emendamenti che accompagnano il testo.

«Nel decreto sisma mancano le nostre proposte», sit in dei comitati a Montecitorio

 



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