Sisma tra colpe e meriti
è scontro Lega-Pd,
Arrigoni: «I dem facciano mea culpa»

POLEMICA - Il senatore e responsabile Marche per il Carroccio replica alle accuse del deputato Morgoni: «Se nell’ottobre 2016 il governo non avesse bocciato le nostre proposte lungimiranti in fase di conversione del primo decreto, ora tanti terremotati non sarebbero accusati di abuso edilizio»

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Paolo Arrigoni

«Una volta per tutte – dice Arrigoni -, Morgoni e il suo Pd nei confronti dei terremotati hanno peccato in parole, opere e omissioni e dovrebbero recitare il mea culpa come un mantra invece di dare del ciarlatano alla Lega che, con l’ultimo decreto terremoto, cerca di rimediare ad anni di errori». Il senatore della Lega Paolo Arrigoni, responsabile Marche, risponde così alle critiche del deputato del Pd Mario Morgoni. Mentre il decreto sisma ancora deve essere convertito in legge con il relativo pacchetto di emendamenti (circa 300), Lega e Pd infatti si contendono il merito per la proposta – approvata in Commissione speciale – che se operativa sdoganerà il migliaio circa di terremotati al momento “abusivi” per essersi costruiti un riparo temporaneo dopo l’inagibilità della casa. Tra questi casi anche quello di Peppina, anche se la sua situazione era già stata normata da un altro provvedimento del governo Gentiloni (però a distanza di mesi, la casetta ha ancora i sigilli e la 95enne di Fiastra quindi non è rientrata). Dopo l’annuncio di Matteo Salvini e Giorgia Meloni che comunque si prendevano il merito per il rientro ancora non avvenuto di Peppina, il deputato del Pd Mario Morgoni li aveva accusati di «fare propaganda sulla pelle dei terremotati», dato che la legge “Salva Peppina” era del governo Gentiloni. Adesso a Morgoni risponde il senatore leghista Paolo Arrigoni (responsabile Marche).

«Umanamente – dice Morgoni -, posso comprendere che il protagonismo di Morgoni e del Pd è messo a dura prova dall’assenza di ruoli di governo. Ma se nell’ottobre 2016 il governo Pd non avesse bocciato le proposte lungimiranti della Lega in fase di conversione del primo decreto terremoto, ora tanti terremotati non sarebbero accusati di abuso edilizio». Per Arrigoni, Morgoni «ha una memoria, per così dire, selettiva. Si guarda bene dal ricordare che è stata la Lega a proporre l’emendamento per cui i cittadini con la casa distrutta e in attesa delle sae potessero costruire casette a proprie spese come ricoveri di protezione civile. Un emendamento che il governo Pd ha recepito nell’ultima legge di bilancio 2017 modificandone però drasticamente la portata tanto che solo nonna Peppina e pochissimi altri casi, a distanza di mesi e producendo quintali di carte bollate, forse riusciranno ad ottenere il dissequestro della casetta e sanare la situazione. E che fine fanno le centinaia di analoghe situazioni connesse a drammi? La memoria della Lega non ammette selezioni – conclude Arrigoni –. Ci sono cittadini che aspettano da troppo tempo risposte e la Lega in questo nuovo decreto è tornata nuovamente alla carica per andare incontro a tutte le famiglie dimenticate a cui nonna Peppina ha dato voce e dignità».

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