Ospedale unico alla Pieve,
Carancini svela i dati:
«Nessun inquinante nel resto dell’area»

L'INTERVISTA - Il primo cittadino di Macerata, fa il punto sulla situazione del terreno dove sorgerà il nosocomio: «Solo 1 ettaro e mezzo su 15 ha dei parametri fuori soglia, e solo per certe tabelle. Ora aspettiamo i risultati delle falde. Se serve bonificheremo. E' un'opera fondamentale per il territorio». Al fronte per Montecosaro replica: «Il Pd di Civitanova si è svegliato dopo due anni. La conferenza dei sindaci? La convocherò non appena avremo il quadro completo»
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Romano Carancini

 

di Federica Nardi

«Le indagini sul suolo dell’Asur fatte su tutta l’altra area della Pieve, quella del privato, dicono che non c’è nessun inquinante. Stiamo aspettando ora i dati sulle falde». Romano Carancini, sindaco di Macerata, non ci sta a far passare il messaggio che dopo un anno e mezzo di dialogo la scelta per l’ospedale unico si possa dare in pasto all’agone politico alla prima difficoltà. Stamattina sette sindaci (Civitanova, Montelupone, Monte San Giusto, Morrovalle, Montecosaro, Mogliano e Potenza Picena), che adesso vorrebbero l’ospedale a Montecosaro, gli hanno chiesto di convocare la conferenza di Area vasta. Il motivo: i dati che indicano che circa un decimo dell’area alla Pieve è inquinata, nell’ex galoppatoio (leggi l’articolo). «Bonificheremo, e questo è perfettamente compatibile con la realizzazione dell’ospedale», chiarisce Carancini, che si leva anche qualche sassolino dalla scarpa: «Questo è lo stesso metodo usato per 40 anni per frenare importanti opere pubbliche in città. È una linea che non condivido. La conferenza dei sindaci? La convocherò non appena avremo tutti i dati».

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Ciarapica e Carancini il giorno della localizzazione dell’ospedale unico

Secondo lei, perché il sindaco Fabrizio Ciarapica che a ottobre dopo la scelta di Macerata era tornato a Civitanova in pompa magna adesso guida dei sindaci contro l’ospedale unico alla Pieve?

«Non solo è diventato un “capopopolo”, ma si sono svegliati quelli che per due anni sono stati silenti, cioè il Pd di Civitanova che ovviamente soffia su questa situazione per mettere in difficoltà Ciarapica che poi di conseguenza fa una marcia indietro. Il tema però credo che debba essere serio. Perché facendo così contraddiciamo lo spirito con il quale siamo andati avanti per un anno e mezzo con molta lealtà tra noi e con un percorso partecipato e democratico. Credo che questo senso di correttezza istituzionale tra noi sindaci debba continuare a esserci. Provo molta amarezza rispetto a una serie di situazioni che vengono fatte emergere: del Galoppatoio già tutti sapevano che fosse una ex discarica, l’avevo analiticamente comunicato in Consiglio comunale. L’Arpam non ha bocciato nessuno né ha fatto nessuna indagine, è stata l’Asur a fare le indagini. In questo la Regione e l’Area vasta hanno confermato quello che dico io. Il quadro è abbastanza diverso quindi».

Quindi qual è la situazione alla Pieve?

«L’Arpam ha sostanzialmente fatto riferimento alle indagini che erano state fatte sull’ex galoppatoio, un decimo dell’area complessiva della Pieve. E le indagini sul suolo dell’Asur fatte su tutta l’altra area, quella del privato, dicono che non c’è nessun inquinante. Stiamo aspettando ora i dati sulle falde».

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In rosso l’area dove sono stati effettuati i carotaggi che sono risultati inquinati. In giallo il terreno dove dovrebbe sorgere l’ospedale

Erano dati molto attesi. E per la bonifica dell’ex galoppatoio?

«Il Comune farà tutte le attività che servono per arrivare alla bonifica e messa in sicurezza di quell’area. In questi casi c’è una procedura da seguire. Per prima cosa avvieremo il piano di caratterizzazione. Cioè un piano per poter programmare il controllo della situazione. Sarà completato entro due mesi. Poi ci sarà un periodo di monitoraggio di tre o quattro mesi. Dopo ci sarà l’analisi del rischio. Queste sono le tre fasi. Dopo queste si deciderà con la conferenza dei servizi quali saranno gli interventi da fare. Tutto questo per un ettaro e mezzo del galoppatoio. L’area dell’ospedale si sviluppa su 15 ettari. In ogni caso, qualsiasi fosse la situazione che dovesse provenire dai dati successivi, l’amministrazione intende investire per poter bonificare perché l’ospedale è un investimento fondamentale. Gli altri 14 ettari risultano senza inquinamento sulla base delle indagini effettuate dall’Asur. Anche ci fossero dati delle falde che risultassero in una certa maniera noi provvederemo ad avviare tutta la bonifica. Perché è un diritto e un dovere del comune di Macerata. Voglio sgomberare il campo da qualsiasi dubbio».

Dubbi nati perché la Regione ha detto che non finanzierà di tasca propria la bonifica?

«Anche. Ma soprattutto perché si muove un fronte trasversale di chi non vuole l’ospedale a Macerata. Tutta una serie di figure, poche, che non pensano all’interesse dei cittadini ma a frenare un progetto che ha un’importanza decisiva per tutto il territorio provinciale. Noi pensiamo solo ai cittadini: realizzare un ospedale di primo livello provinciale che abbia la possibilità di dare risposte forti, di qualità e di servizio a tutta la provincia. Quindi in questo senso sgomberiamo il campo da dubbi: avvieremo tutte le operazioni di bonifica necessarie e la bonifica è perfettamente compatibile, anche a livello di tempistiche, con la realizzazione dell’ospedale. La Regione in questo senso va ringraziata per aver chiarito subito la situazione indicando di andare avanti. Perché è chiaro che un’eventuale messa in discussione, al momento, travolgerebbe il progetto. Non riusciremmo a ritrovare un percorso come abbiamo fatto. Significa lasciare in mezzo al mare i cittadini, infischiarsene del loro interesse. Questo è lo stesso metodo usato per 40 anni per frenare importanti opere pubbliche in città. È una linea che non condivido. Nel rispetto della legalità, delle competenze e con chiarezza di idee».

C’è chi l’ha accusata di reticenza rispetto alla situazione dell’inquinamento alla Pieve…

«Voglio ricordare che in Consiglio comunale ho indicato analiticamente tutte le indagini fatte sul galoppatoio indicando numeri precisi. Pochi parametri erano fuori soglia e tra l’altro solo considerando certe tabelle e non altre. Non per aprire polemiche ma perché ho chiaro dove vogliamo arrivare. Da questo punto di vista mi aspetto dai sindaci – che saranno informati quando avremo tutti i dati – lealtà amministrativa e istituzionale. Mi sorprende anche che le opposizioni a Macerata trovino il modo per strumentalizzare questo fatto, tentando di minare un progetto che è fondamentale. Vedo molti tentativi di inzuppare in questa situazione gli interessi di parte».

Resta il fatto che sette sindaci hanno chiesto la convocazione della Conferenza di area vasta. Quale sarà la sua risposta? 

«So che Ciarapica mi dovrebbe chiamare. Risponderò che convocherò la conferenza di Area vasta quando saranno chiari tutti i dati del monitoraggio».



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