Allarme per la cascata di Sefro,
esposto in procura

DIFESA - A presentarlo, per lavori relativi ad un aumento della portata d'acqua alla centrale idroelettrica, l'associazione Ascent, che chiede anche sia fatta la valutazione di impatto ambientale
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La cascata

 

Sefro rischia di perdere la bella cascata dello Scarsito, o di vederla aperta ad orari e giorni prefissati, a causa dei lavori di derivazione per una centrale idroelettrica, per questo l’associazione Ascent ha presentato un esposto alla Procura di Ancona. I lavori hanno l’obiettivo di aumentare la portata d’acqua che affluisce alla centrale. L’Associazione salute cultura enogastronomia natura territorio (Ascent) “Terra dei Camulani e dei Varano” ha così deciso di intervenire. «Nei giorni scorsi questa associazione, avvalendosi dell’avvocato Tommaso Rossi del foro di Ancona, ha inviato alla Procura di Ancona un circostanziato esposto per segnalare i gravi danni apportati dalla realizzazione nel centro di Sefro, sulla “cascatella”, di una nuova centrale idroelettrica lungo il torrente Scarsito in luogo della vecchia centrale dismessa 50 anni fa – spiega il direttivo dell’associazione – è da ricordare che l’acqua dello Scarsito ha caratteristiche di elevata purezza con la presenza di specie di pesci (trota fario e dello scazzone) di alto valore naturalistico». A darne conferma è la carta ittica d’Italia, che riporta la presenza della trota fario e dello scazzone, una specie di interesse comunitario inserita nelle direttive europee, che imporrebbe a detta dell’associazione approfondimenti scientifici. «Nonostante l’opposizione del Comune di Sefro, i lavori sono iniziati senza che la Regione, o meglio qualche suo funzionario, sentissero la necessità di attivare almeno una valutazione di impatto ambientale – spiegano i componenti dell’associazione, ritenuta invece necessaria poiché il sito è tutelato dal piano paesistico ambientale regionale delle Marche in quanto esso ricade nelle aree di “rilevante valore” e di “qualità diffusa” nonché in area di “alta percettività visiva”».

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Nell’esposto l’associazione Ascent fa riferimento anche ad alcuni vincoli esistenti nella zona: «Sull’area interessata dai lavori risulta l’esistenza di vincoli relativi anche ai corsi d’acqua di seconda classe ed ai centri e nuclei storici che avrebbero dovuto rendere obbligatoria l’assunzione di valutazioni efficaci per la messa in sicurezza così come richiesto e disposto più volte dall’Autorità di Bacino, cosa che non risulta avvenuta per cui si ritiene che non sia stato adeguatamente valutato il carattere e l’entità delle variazioni morfologiche dell’ambiente fluviale a monte e a valle della traversa della nuova centrale». La nuova centrale è di proprietà di un’azienda di Brescia, in passato esisteva una centrale che alimentava un mulino: «Si rappresenta, inoltre, che l’edificio dell’ex-centrale-mulino dovrebbero essere interessati solo da lavori di restauro conservativo tanto che la stessa Soprintendenza ha recentemente respinto una richiesta di variante avanzata dalla ditta, mirante alla demolizione e ricostruzione dei manufatti. I lavori invece hanno comportato la pressoché totale demolizione dell’immobile di rilevante interesse pubblico dei quali sono rimasti, in buona sostanza, solamente parte dei muri perimetrali – concludono i componenti di Ascent -. Per questi ed altri motivi ancora, ma soprattutto per preservare il paesaggio ed i beni culturali e dare un futuro a Sefro legato ad un turismo di qualità che l’associazione ha deciso tale azione legale e confida nell’opera della magistratura». Tra i progetti di valorizzazione turistica che Ascent sta portando avanti c’è la proposta di sottoporre a tutela Unesco dieci comuni dell’entroterra di Marche e Umbria tra i quali: Camerino, Castelraimondo, Sefro, Pioraco, Fiuminata, Matelica, Esanatoglia, Serravalle e Nocera Umbra attraverso percorsi di escursionismo e di valorizzazione delle bellezze naturali considerata la ricchezza del paesaggio , delle grotte e delle sorgenti. Nelle cosiddette “Grotte di Sefro in località “ Trivio di Agolla” soggiornò il primo discepolo di San Francesco, il Beato Bernardo Quintavalle. Primo obbiettivo raggiunto dall’Associazione nel 2015 , con l’apertura del percorso naturalistico che conduce alle grotte.

Rocco ha vinto la sfida

Rocco catturato all’alba, il cigno dello Scarzito portato in una località segreta



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