Addio al maestro Vittorio Taviani,
sul set di Good morning Babilonia
anche il maceratese Valori
IL RICORDO - Appena 21enne ha collaborato come assistente di regia al film internazionale dei due fratelli toscani. Un'esperienza unica e toccante, quando il cinema era una forma d'arte e di impegno politico: "Giravano una scena per uno, dei veri mostri sacri, persone speciali che trasmettevano passione e bellezza. Ho potuto apprendere per osmosi, rubando con gli occhi e le orecchie"

Vittorio Taviani
di Marco Ribechi
Il mondo del cinema italiano piange uno dei suoi più grandi autori, Vittorio Taviani. Tra gli allievi delle tante generazioni di registi che si sono ispirate ai suoi capolavori, girati in coppia col fratello Paolo, anche un nome noto maceratese, Alessandro Valori (Come saltano i pesci, Tiro libero), che alla giovanissima età di 21 anni ha avuto il priveligio di lavorare sul set della pellicola “Good morning Babilonia”. Era l’anno 1986 e il quasi esordiente Valori aveva appena ottenuto la possibilità di collaborare con Taviani, di cui ammirava infintamente le opere, soprattutto per la poetica e i contenuti: «Consideravo i fratelli Taviani come dei mostri sacri del cinema – spiega Valori – tra i registi più importanti dell’intera cinematografia italiana. Era il secondo film a cui lavoravo, avevo già fatto da assistente a un altro nome immenso, Lina Wertmüller in Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti. Però allora ero giovane e venivo dagli ambienti della sinistra, le tematiche toccate dai Taviani le sentivo molto vicine e coinvolgenti. Parlo di lavori come La notte di San Lorenzo, Padre Padrone, Kaos».

Una scena di Good Morning Babilonia
Un’esperienza enorme e coinvolgente per l’allora giovanissimo maceratese: «Ho considerato subito quella opportunità come un onore e una grande possibilità di crescere professionalmente e umanamente – prosegue il regista – In tanti avrebbero voluto essere al mio posto, ero stato scelto dall’aiuto regista Mimmola Girosi. La cosa attirò su di me anche qualche invidia». Good morning Babilonia fu il film internazionale dei fratelli Taviani, con un cast stellare. «Tra gli interpreti Joaquim De Almeida, Vincent Spano, Charles Dance, Greta Scacchi David Brandon – dice il regista – tutti magistralmente coordinati da Paolo e Vittorio che avevano un’anima speciale nel relazionarsi con i loro collaboratori». Tra Toscana, Spagna e Stati Uniti il film prendeva forma e anche l’esperienza del giovane Valori assumeva i contorni di un’opportunità indimenticabile. «All’epoca mi chiedevo come fosse possibile dirigere un film in due – continua Valori – Posso confermare la leggenda che dice che eseguivano una scena a testa. Uno dei due si faceva indietro e lasciava spazio all’altro, ma era evidente che le scelte erano condivise fino in fondo, erano un’unica anima, un unico cervello. C’erano solo delle piccole differenze, delle sfumature, Paolo era quello più tecnico mentre Vittorio mostrava un lato più poetico. Ma ripeto la sintonia era assoluta».

Paolo e Vittorio Taviani mostrano l’Orso d’oro vinto a Berlino nel 2012 con Cesare deve morire
Nessun consiglio però ricevuto durante tutto il lavoro. «I veri maestri non danno consigli ma mostrano con il loro agire – spiega Valori – Vittorio era una persona sensibile, sia come artista sia umanamente, si potevano scambiare facilmente due parole con lui a differenza di molti altri colleghi che sono egocentrici e dispotici. Apprendevo per osmosi, rubando con gli occhi e le orecchie». Un’epoca d’oro per il cinema italiano: «Affrontavano temi di attualità attraverso la storia – dice il regista – non erano film di intrattenimento ma vere e proprie forme d’arte. Porto nel cuore il ricordo di quegli anni quando il cinema aveva la C maiuscola, il mercato non era così importante c’era spazio per la creatività, la sperimentazione, per gli autori».

Il regista Alessandro Valori
«Inoltre ricordo i posti magici di quel set, soprattutto la parte degli stabilimenti della Tirrenia, in Toscana, dove era stata ricostruita una San Francisco di inizio ‘900, mi sembrava di vivere un film, un’esperienza vivida anche emotivamente. Venivo dalla scuola di sceneggiatura di Tonino Guerra, a San Marino. Guerra era anche lo scenggiatore del film quindi mi sentivo nel mio ambiente ideale». Taviani, morto il 15 aprile all’età di 88 anni, resterà indimenticato: «La sensazione era di partecipare a qualcosa di importante e bello – conclude il suo ricordo Valori – raramente mi è capitato di vivere un set così emozionante, dall’ultimo runner al capo reparto più importante erano tutti affascinati dal suo modo di lavorare. A volte recitava le stesse battute per mostrare agli attori quello che dovevano esprimere, Vittorio Taviani trasmetteva enorme passione e bellezza nel fare il suo mestiere».