Abamc, spazio per giovani artisti
nel cuore della città

MACERATA - Nuovo progetto firmato dall'Accademia di Belle Arti: apre in via Gramsci 56 GABA.MC Young, locale espositivo destinato agli studenti. Il taglio del nastro è per mercoledì alle 18. La prima mostra sarà dedicata al tema “La tensione dei corpi" con le opere di Iacopo Pinelli ed Eleonora Tanucci

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Un nuovo progetto firmato Accademia di Belle Arti di Macerata: taglio del nastro in via Gramsci 56, nel cuore della città,  per il nuovo spazio espositivo GABA.MC Young, dedicato ai giovani artisti. L’appuntamento è per mercoledì alle 18.  «Il progetto di ristrutturazione e ampliamento delle varie sedi accademiche che ha caratterizzato tutto il mio mandato direttoriale – spiega Paola Taddei, direttrice dell’Abamc – ci ha consentito di ripensare anche gli spazi espositivi. Come ho fortemente voluto e auspicato, accanto alla GABA.MC di piazza Vittorio Veneto, attiva nella promozione dell’arte contemporanea e aperta al pubblico nel 2015, dalla prossima settimana ci sarà anche la GABA.MC Young, la nuova galleria, che sostituisce il precedente Spazio Mirionima ed è dedicata ai nostri giovani artisti, che già nel loro percorso di studi si sono distinti per il loro talento».

gabamc-young-2-650x488L’esposizione inaugurale è dedicata al tema “La tensione dei corpi. La memoria dell’oggetto.” A firmare la mostra, a cura di Alessandro Demma, sono Iacopo Pinelli ed Eleonora Tanucci. Nel nuovo spazio saranno esposte fino al 3 maggio le opere più interessanti e significative di questi due giovani promesse dell’arte, prossimi alla conclusione del percorso di studi, ma già insigniti di importanti menzioni e selezioni (il primo), e del Premio Nazionale Abbado (la seconda). Il loro progetto espositivo nasce dalla volontà di riflettere su alcuni dei temi più dibattuti del tempo presente, su questioni che costantemente invadono la nostra esistenza e diventano presenze liminali che galleggiano e scorrono tra le nostre esistenze: il corpo e la sua identità, il valore dell’oggetto, la forza del ricordo e delle tensioni che corpi e oggetti producono, la significazione della materia come memoria, la necessità di evidenziarne la presenza, il ricordo, l’immagine, il segno, la traccia. A partire da questi ragionamenti Iacopo Pinelli e Eleonora Tanucci hanno costruito la trama di questa mostra muovendo proprio da un’analisi strutturale del significato dell’opera, dall’architettura linguistica e concettuale, fisica e mentale, dell’”oggetto opera” e della sua durata nel tempo passato, presente e futuro. La mostra si potrà visitare fino al 3 maggio, tutti i giorni dalle 16 alle 20.

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