Un piatto di Peppe Cotto
insignito della “De.c.o” 

LORO PICENO - Manifestazione ufficiale ieri mattina in teatro dove si è riunito in seduta straordinaria il consiglio comunale con in testa il sindaco Ilena Catalini. La creazione culinaria è stata chiamata “Scudo Piceno” per ricordare un rinvenimento archeologico di epoca romana. Numerosi interventi hanno esaltato le tante eccellenze gastronomiche dei territorio maceratese
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di Ugo Bellesi

Ieri  mattina, il consiglio comunale di Loro Piceno, riunito in seduta straordinaria nel teatro comunale, sotto la presidenza del sindaco Ilenia Catalini, ha conferito il riconoscimento della “De.c.o.” (Denominazione comunale di origine) ad un piatto destinato così a diventare una delle eccellenze gastronomiche del territorio. Si tratta di una preparazione culinaria realizzata dal macellaio Giuseppe Dell’Orso, più noto come “Peppe Cotto”, protagonista di tante sagre e manifestazioni gastronomiche di mezza Italia ed anche in Tv, la cui ultima impresa è stata quella di percorrere 1.400 chilometri in bicicletta da Loro Piceno a Parigi per “testimoniare, in tutte le città attraversate, il dramma del terremoto del 2016 che ha colpito la nostra terra”. Il piatto di Peppe Cotto che oggi ha ottenuto la Deco si chiama “Scudo Piceno” che viene creato con la scapola del maiale (ma anche del vitello). La scapola viene parzialmente disossata mettendo in evidenza l’osso centrale che divide due parti muscolari. Fatte salve le parti muscolari del sottoscapolare vengono asportati i tessuti connettivi e si praticano delle incisioni per inserire i condimenti: aglio, sale, pepe, rosmarino, timo, bacche di ginepro e lauro. Quindi la carne viene fasciata con fettine di grasso e magro in modo che al calore del fuoco il condimento penetrerà meglio nel tessuto muscolare. Il tutto infine viene legato con il filo, sotto il quale vanno infilati rosmarino, lauro e aglio. La cottura al forno viene fatta a 170 gradi per un’ora e mezza se si tratta di maiale (in poco meno di due ore se è vitello).

peppe-cotto-1-325x244Si tratta di un piatto saporito e gustoso, che invita alla convivialità e che può costituire un eccellente piatto unico per qualsiasi comitiva. Il costo è di 20 euro al chilo: quindi un prezzo competitivo perché con un chilo di carne possono mangiare diverse persone. Peppe Cotto preparava questo piatto già da una ventina di anni facendo la gioia dei suoi clienti ma nessuno aveva ancora pensato di valorizzarlo come merita. Fortuna ha voluto che un ristorante di Civitanova, l’Osteria della Mal’ora, abbia preso a cuore questa preparazione culinaria e con varie prove l’abbia messa a punto in modo tale che ora è stato creato un vero e proprio disciplinare. Il che ha consentito al sindaco e al consiglio comunale di Loro Piceno di creare la Deco per lo “Scudo Piceno”.

Perché il nome di Scudo Piceno? “Semplicemente perché – ci spiega Peppe Cotto – abbiamo fatto riferimento ad un reperto archeologico di epoca romana rinvenuto nelle campagne di Loro Piceno. Reperto che fa riferimento ad uno scudo piceno. E l’osso centrale che divide le due parti muscolari della scapola del maiale rassomiglia molto all’impugnatura di uno scudo. E quando questa preparazione viene estratta dal forno può essere impugnata proprio con quell’osso!” La manifestazione al teatro comunale di Loro Piceno è andata avanti per ore con la partecipazione non solo di tutti i consiglieri comunali e di cittadini, ma anche di ospiti venuti da Ravenna, Bergamo, Macerata, Offida, Fiuminata e anche da Colmurano, con il sindaco in testa. Numerosi gli interventi a cominciare da Giampiero Feliciotti, presidente della Comunità montana dei monti Azzurri, proseguendo con il giornalista Rai Massimo Cerofolini, Fosca Maurizi, giornalista di “Mondo del gusto”, Sergio Giorgi presidente dell’Unpli Marche, e altri personaggi, compreso Peppe Cotto che ha declamato una poesia dedicata allo “Scudo Piceno”. Nel frattempo il piatto era stato esposto sul palco del teatro e per tutta la platea si è diffuso un profumo invitante all’assaggio. E per fortuna che poi tutti gli intervenuti hanno potuto gustare il prelibato piatto nei locali dell’enoteca dedicata al vino cotto di Loro Piceno.



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