I Sibillini dimenticati (cvd)
Lo spot della Regione senza la montagna
COME VOLEVASI DIMOSTRARE nella pubblicità realizzata per la Rai nemmeno l’ombra dell’entroterra colpito dal sisma. Neanche delle zone che hanno ancora strutture ricettive. L’accusa del sindaco di Sarnano: «Siamo completamente dimenticati». Anche nella didascalia la parte montana è omessa. Le Marche esistono solo, secondo il canale ufficiale Youtube di palazzo Raffaello, «dalle dolci colline al blu del mare Adriatico»

di Federica Nardi
Era nell’aria da quando era stato approvato il piano milionario con i fondi del sisma per il rilancio del turismo delle Marche, che ai Sibillini sarebbe toccata una fetta quasi inestistente di visibilità (leggi l’articolo). Et voilà: il 5 gennaio è uscito, sul canale youtube di Marche Tourism (il canale ufficiale dedicato all’informazione e alla promozione turistica della Regione), la reclame Rai per il 2018 che pubblicizza le Marche «dalle dolci colline al blu del mare Adriatico», come si legge nella descrizione del video. E le montagne? Nemmeno l’ombra, escluso il profilo in chiusura del Monte Conero, che però è un monte solitario che affaccia sulla costa. «Nemmeno un fotogramma sulla montagna – dice il sindaco di Sarnano Franco Ceregioli – che addirittura non viene citata neanche nella didascalia. Il “cratere” ringrazia. Ci siamo abituati. Non ci ha vinto un terremoto, figuriamoci se può abbatterci uno spot che si dimentica completamente di noi». Se questo spot sia realizzato o meno con i soldi del sisma non è chiaro. Anche perché, nella pubblicità annunciata a dicembre, sarebbe dovuta comparire la voce narrante di Giancarlo Giannini, che in questa appena pubblicata invece non c’è. In ogni caso, si tratta apertamente di uno spot per pubblicizzare le Marche del centro nord.
«Purtroppo – si legge in diverse istruttorie dei recenti provvedimenti che assegnano fondi per la pubblicità in Rai – il messaggio che si è oramai diffuso in Italia, fino a varcare i nostri confini, è che la Regione Marche sia stata colpita in pratica su tutto il territorio, tanto è che i primi segnali negativi sono arrivati dalle innumerevoli disdette di prenotazioni dalle strutture ricettive per il periodo natalizio e pasquale, non solo, come comprensibile, nelle aree direttamente colpite e delimitate dal sisma, ma anche su tutta la fascia costiera e collinare oltre all’intera Provincia Pesarese che di fatto non sono state interessate dal sisma». Inoltre «nelle riunioni tenutesi in questi ultimi mesi nei vari Comuni colpiti dal sisma con le organizzazioni di categoria, la popolazione stessa e gli organi politici e di Governo, sono state rilevate e poste in essere, a più riprese e con grande insistenza, delle richieste precise alla Regione Marche di farsi carico, il più celermente possibile, di interventi di promozione del territorio regionale e di mandare dei messaggi forti sia sul mercato nazionale che estero, sul fatto che non tutto il territorio della Regione Marche sia stato colpito dal sisma, ma in prevalenza solo alcune aree interne senza aver interessato la fascia costiera ed il centro nord della regione, tanto è che la maggior parte delle attività produttive e delle strutture ricettive turistiche nelle Marche rimangono tuttora fiorenti e pronte all’utilizzo. Pertanto, nel dare seguito alle richieste avanzate, con la comunicazione dell’Assessore al Turismo Moreno Pieroni, approvata dalla Giunta Regionale nella seduta del 12/12/17, sono stati individuati una serie di interventi urgenti volti al rilancio dell’economia e del comparto del turismo sul territorio regionale». Le Marche 2018, insomma, almeno per il momento, fanno a meno della montagna, delle piste da sci (tutt’ora in funzione), dei luoghi del sisma che hanno resistito e, dove hanno potuto, hanno continuato a offrire servizi ai turisti. Anche l’anno scorso la pubblicità della Regione si era concentrata sulla costa, lasciando da parte le zone del cratere sismico.
Fondi Ue per il sisma fuori dal cratere: il super governatore riscrive la geografia
” Cherry,nuoce gravemente alle Marche. Se lo vedi fumalo “.
Ma poi basta non solo a parlarne ma solo a pensarlo. Ne ha fatto una giusta finora? A me non risulta. Fatelo cadere nel dimenticatoio che tanto lui quello che decide di fare lo fa. Non sente nessuno, sicuramente gli piace fare il despota assoluto quello che non ha bisogno di consiglieri perché sa che sa benissimo sbagliare da solo come dimostra. Gli manca solo una cosa da fare. Qualcuno sta aspettando. Almeno che hanno deciso di lanciarlo non nello spazio ma a Roma oppure di buttarlo via del tutto che sarebbe anche buonproducente per far credere che una certa politica sta cambiando, però per essere credibili a centinaia si dovrebbero buttare via.
4 MARZO 1943 LUCIO DALLA
Dice che era un bell’uomo
e veniva, veniva dal mare…
parlava un’altra lingua…
però sapeva amare.
4 marzo 2018 ELEZIONI POLITICHE
per parlare la stessa lingua dei marchigiani ed Italiani in generale e per amarli, i politici che governano devono sintonizzare la loro attività con la volontà dei cittadini
e non fare i loro interessi di partito con inefficienze e fake news ! Temi molto sentiti: immigrati, sicurezza, ricostruzione zone terremotate……
Fiducioso che ci sarà un cambiamento epocale con il risultato elettorale!!!
Tra l’altro nello spot è stata utilizzata la mappa della Regione Marche comprendente anche i comuni del pesarese che sono passati, ormai da qualche anno, dalle Marche all’Emilia Romagna. Chi doveva, ha visionato sicuramente in maniera approfondita l’intero progetto pubblicitario!
Il 4 marzo sarà facilissimo per me sapere chi non votare: Renzi e tutto ciò che lo circonda, che lo ricorda o che lo sfiori soltanto ma resta sempre un grosso problema: Chi votare?
Con 1 minuto , tanto dura lo spot, cosa vuoi pubblicizzare ??
4 marzo 2018:
Dice ch’era un bell’uomo e s’era fatto, s’era fatto rifare
in un modo che la lingua non riusciva a parlare.
E quel giorno lui prese il mio voto di disperato,
l’ora più dolce prima d’essere clonato.