Un pezzo di Camerino riparte
dai sorrisi dei commercianti:
ecco il Vallicenter
SISMA - Taglio del nastro per la struttura a Vallicelle che ospita le attività sfrattate dal terremoto, un pomeriggio di festa per la città ducale. Il sindaco Pasqui: «E' il segno di una città che non si è mai fermata»

Il taglio del nastro
Un pezzo di Camerino riparte da Vallicelle. Riparte dal sorriso di Ilaria Lazzarelli, giovane estetista che aveva visto i locali in cui lavorava inagibili sin dal 24 agosto 2016, dai titolari dell’Osteria dell’Arte, che per la terza volta non si arrendono alla distruzione, dopo il trasloco dal centro storico ai Ponti. Insieme a loro ci sono la merceria Pam, una palestra con dentro una bellissima esposizione di Lego che anticipa la grande festa del sei e sette gennaio prossimo, in occasione del torrone dei record. Una parrucchiera, un’impresa di pulizie e due studi di un geometra ed un ingegnere sono ripartiti dai container in acciaio e lamiera zincata che hanno l’aspetto di costruzioni in legno.
Per Camerino è stato un pomeriggio di festa, tanta gente si è ritrovata nell’area commerciale adiacente ai container degli studenti, con le luci di Natale, la sfilata dei tamburini Emma Magini e l’animazione di Radio Vela International, il vin brulè della Pro loco, gli zampognari guidati da Maurizio Cavallaro, l’esposizione di tombolo dell’Uteam, lo stand della Cri, i mercatini del centro Millecolori che hanno animato il pomeriggio. Al taglio del nastro tenuto da due bimbe vestite dei colori natalizi, hanno partecipato il sindaco Gianluca Pasqui, il dirigente regionale Pietro Talarico e l’assessore regionale Angelo Sciapichetti. L’area ha una superficie totale di 660 metri quadrati ed un costo di 346mila euro. «Per noi è una grande soddisfazione vedere questi commercianti che riaprono le loro attività – ha detto il sindaco Gianluca Pasqui – non è come ripartire completamente ma quasi, è il segno di una città che non si è mai fermata». Per l’assessore Angelo Sciapichetti la riapertura «è un segnale di speranza, perché quando ripartono i servizi, riprende la vita di comunità che il sisma ha interrotto, è essenziale far ripartire l’economia delle comunità».












