Sequestrato un cantiere a Civitanova,
8 imprese senza piano sicurezza
Sospesa azienda per lavoro nero
OPERAZIONE dell'Ispettorato territoriale del lavoro di Macerata, dei carabinieri del Nil e della Compagnia di Civitanova. Diverse le irregolarità riscontrate. Elevate multe per oltre 40mila euro

Nessun piano di sicurezza, aperture pericolose, lavoratori in nero: l’Ispettorato territoriale del lavoro sequestra un cantiere a Civitanova in cui operano undici imprese (in 8 di queste riscontrate irregolarità). Gli ispettori delle aree vigilanza tecnica e ordinaria dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Macerata (diretto da Pierluigi Rausei e coordinato da Maurizio Battistelli), i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata (coordinati dal comandante Martino Danilo Di Biase), insieme ai militari della Compagnia di Civitanova questa mattina hanno svolto una operazione di controllo all’interno di un cantiere in via Vittorio Veneto, a Civitanova, dove sono in costruzione nuovi appartamenti. Nel corso dell’ispezione hanno trovato 4 lavoratori autonomi e 11 imprese operative nel cantiere. Di queste imprese 8 erano prive del Piano operativo di sicurezza (Pos).
Diverse le irregolarità riscontrate: nel cantiere c’era un grosso ponteggio ma mancavano completamente gli ancoraggi oltre al Piano di montaggio, smontaggio e uso (Pimus). Inoltre c’erano pericolose aperture nel vuoto nella scala di collegamento fra i piani dell’edificio in costruzione. Infine, sono stati individuati in una delle imprese due lavoratori totalmente in nero (su 5 lavoratori operanti per la stessa azienda in cantiere): sospesa l’attività di impresa per avere utilizzato più del 20% dei dipendenti senza contratto. L’operazione, disposta dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Macerata, «ha dato un fondamentale esito nelle azioni di tutela del lavoro regolare e del rispetto delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro – si legge in un comunicato della Itl -. Le gravi violazioni accertate e contestate, peraltro, stante la qualità e la quantità delle irregolarità prevenzionistiche riscontrate, hanno fatto scattare anche il sequestro preventivo dell’intero cantiere edile». Le multe superano i 40mila euro: sono state comminate al committente dei lavori, alle imprese esecutrici, e al tecnico coordinatore per la sicurezza.
(Gian. Gin.)
(Servizio aggiornato alle 14,15)


Se lavori, ti tirano le pietre. Non fai niente e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai capire tu non puoi se è bene o male quello che tu fai. Tu sei bello e ti tirano le pietre. Tu sei brutto e ti tirano le pietre. E il giorno che vorrai difenderti vedrai che tante pietre in faccia prenderai! Sarà così finché vivrai Sarà così (Antoine)
Per favorire le misure di sicurezza occorre sburocratizzare e far ‘respirare’ le imprese.
Non condivido affatto, sig. Iacobini. Non si risparmia sulla sicurezza e la vita delle persone. E’ vero che le imprese sono soffocate da tassazioni e concorrenza sleale ma si risparmia veramente poco tempo e denaro contravvenendo alle misure di sicurezza in cantiere. Per ancorare un ponteggio occorrono pochi minuti a tassello, per fare un POS un centinaio di euro, per fare i parapetti delle scale in costruzione poche centinaia di euro. Si tratta comunque di sicurezza e i morti sul lavoro, in particolare nell’edilizia, sono tantissimi, 4-5 al giorno in Italia. La questione è solo di educazione alla sicurezza. Finché chi deve applicarla e vigilarla tollera anche il solo operaio senza caschetto o che si arrampica in stile tarzan sui ponteggi non si va da nessuna parte.
Per Pantò. Lo Stato renda appetibile e conveniente percorrere la strada della sicurezza, sburocratizzando e defiscalizzando. E’ difficile perseguire la sicurezza quando mancano i soldi.
La sicurezza non deve essere resa conveniente. E’ conveniente perché salva la vita. Lo Stato deve intervenire per aiutare le imprese in ginocchio non per rendere appetibile la sicurezza.
Per Pantò. E’ vero, la sicurezza non deve essere resa impossibile.