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Pieve Torina, la nuova scuola è realtà
«Aperta una porta sul futuro»

SISMA - Inaugurata la struttura, si chiama "Museo delle cose che non conosco". Il primo cittadino Gentilucci: «Soltanto la follia di un sindaco che ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, poteva con l'aiuto e la solidarietà di tanti, rendere possibile questo giorno»
sabato 16 dicembre 2017 - Ore 12:21 - caricamento letture
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di Monia Orazi

«Chi apre le porte di una scuola, apre le porte al futuro. Soltanto la follia di un sindaco che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo rinunciando a una scuola provvisoria per una definitiva, poteva con l’aiuto e la solidarietà di tanti, rendere possibile questo giorno». Con queste parole il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci ha commentato l’inaugurazione della nuova scuola, chiamata il “Museo delle cose che non conosco”. Un sogno reso possibile dalle donazioni di tante associazioni e privati racchiuse nel motto “Succisa virescit”.  Lo stesso dell’Abbazia di Montecassino, a significare che una volta recisa rinasce. Presenti al taglio del nastro l’ex commissario Vasco Errani, l’ex presidente della Regione Vito D’Ambrosio. La nuova scuola è in legno ed acciaio e si sviluppa su 1280 metri quadrati. Ci sono otto aule per elementari e medie, due spazi interdisciplinari, un ambiente multifunzionale per attività teatrali e gli uffici della direzione didattica dell’istituto comprensivo Monsignor Paoletti. Un piccolo miracolo che è stato reso possibile dal milione e seicentomila euro di donazioni raccolte dal Gruppo Succisa Virescit, Enel Cuore onlus, Auser, la famiglia Bezos, Fondazione Teatro alla Scala, Diego e Monica Piacentini, Misericordie soggetto committente ed attuatore, con i comuni e le comunità di Sesto Fiorentino e Firenzuola in Toscana, Senigallia, Mondolfo e Maiolati Spontini nelle Marche e lo stesso comune di Pieve Torina che ha a sua volta convogliato altre donazioni. Si tratta di una struttura innovativa, ecosostenibile, sicura, completa di arredi e sistemi multimediali. Tutto il paese non è voluto mancare a questa storica giornata, con la prima scuola definitiva del dopo terremoto, costruita grazie alla generosità mostrata dai privati.

«Questa scuola è il simbolo che i privati insieme, ce la possono fare, oltre che un bellissimo segnale di speranza per i bambini», ha detto Maurizio Mangialardi, presidente Anci Marche e sindaco di Senigallia. «Ci accomuna il sogno della rinascita di queste comunità, per realizzarlo servono fatti concreti come questo, per far rivivere la speranza e ridare servizi essenziali come la scuola alla comunità, grazie alla tenacia della nostra gente», ha ricordato il presidente della Provincia Antonio Pettinari. In rappresentanza dei finanziatori, l’imprenditore Giuliano De Minicis, è partito dal motto di Montecassino, Succisa virescit.«Significa che una volta recisa rinasce – ha detto De Minicis – grazie ad un amico comune, un anno fa abbiamo incontrato il sindaco Gentilucci, ci siamo spesi come compaesani per Pieve Torina, abbiamo immaginato insieme a lui questa scuola definitiva, la gente ha avuto fiducia. Questo edificio è un elemento di speranza, forte, sicuro e trasparente, frutto della grande raccolta di solidarietà, bella sicura e sostenibile. Ringrazio lo studio Petrini che ha donato il progetto, tutti coloro che vi hanno lavorato. Abbiamo voluto ricostruire un edificio che portasse innovazione, dandogli il nome ‘museo delle cose che non conosco’, perchè a scuola si viene per conoscere ciò che non si sa».

Sono poi intervenuti Franco Gizzi di Enel nel cuore, Marco Di Luccio dell’Auser, Alessandro Speca della Misericordia, l’ingegner Nicola Fredducci. «Ricordo che abbiamo incontrato questi ragazzi sotto una tenda – ha detto il presidente della Regione Luca Ceriscioli – la cosa più bella è vedere la scuola rinascere, per questo abbiamo puntato sulle scuole e oggi quelle marchigiane sono tutte finanziate». Ha preso poi la parola l’ex commissario alla ricostruzione Vasco Errani: «Ringrazio i donatori e tutti coloro che hanno lavorato qui, è stato un lavoro impegnativo, ringrazio i cittadini che hanno avuto pazienza, questa è una situazione impegnativa. Ripartire dalla scuola vuol dire dare speranza alla ricostruzione, avete un sindaco che ha la fissa di dare un futuro a Pieve Torina, il suo impegno va riconosciuto, questa terra martoriata rinascerà». L’ex presidente della Regione Vito D’Ambrosio che ha gestito il sisma del 1997 ha ricordato come gli italiani, nell’emergenza siano eccezionali. I piccoli alunni dell’istituto Cappannini di Jesi hanno letto messaggi di speranza per gli amici di Pieve Torina. «Quando si traghetta una comunità in momenti difficili – ha concluso il sindaco Alessandro Gentilucci – con gente che ha perso tutto, con coraggio, audacia e dignità, si deveono fare scelte per dare un futuro alla propria comunità, poi ho incontrato il gruppo Succisa Virescit che mi ha dato coraggio e tutto è cambiato, una comunità riparte se e solo se, riesce a garantire un futuro alle nuove generazioni». Alla cerimonia condotta dal giornalista Paolo Notari, ha partecipato Andrea Mei, campione mondiale di ‘stone balancing’, il quale ha costruito con le macerie di abitazioni abbattute, un singolare presepio per significare la ‘ricerca di un nuovo equilibrio’.

(servizio aggiornato)

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