Open day a Bramante e Pannaggi

MACERATA - Domani pomeriggio si potrà visitare la sede di via Gasparrini e scoprire l'offerta didattica dei due istituti. Gli studenti nel frattempo hanno partecipato a un convegno incentrato sul tema delle sae e sul ruolo del geometra

- caricamento letture

AVS_2267-NXPowerLite-400x266

 

Porte aperte domani dalle 15 alle 19 nella sede del Bramante e al Pannaggi, in via Gasparrini a Macerata. Un pomeriggio per scoprire le attività e la mission di questo istituto ma anche del professionale Pannaggi che dall’anno scorso si è trasferito nella sede dell’Itcat a causa del sisma. Il professionale è una scuola all’avanguardia con numerosi indirizzi nel settore dei servizi (commerciale, turistico, comunicazione) e nel settore industria e artigianato, con una particolare sensibilità all’inclusione. L’Itcat Bramante è una presenza molto viva in città e nel mondo scolastico e ha voluto dare il suo contributo anche in vista della ricostruzione dopo il sisma. I primi di dicembre gli studenti dell’istituto e alcune classi del Pannaggi hanno partecipato infatti a una giornata di studio sulla realizzazione delle Sae, le soluzioni abitative per i terremotati. L’incontro, alla presenza di Paola Passeri, presidente del collegio dei geometri, e di Maurizio Paulini, presidente dell’ordine degli ingegneri, è nato per informare i ragazzi e preparare tecnicamente i futuri geometri. Tra gli interventi quello di Paolo Lorenzini, ingegnere che ha lavorato con i ragazzi delle scuole medie di Macerata anche in piena emergenza sismica, e quello dell’ingegnere Paolo Sabbatini, direttore dei lavori delle Sae e dipendente Erap.  «Le Sae, benché di solo 40, 60 e 80 metri quadri, – ha spiegato Sabbatini – sono attese e percepite dagli sfollati come nuove vere case e consentono di ricostituire un tessuto sociale fortemente disaggregato dal sisma». Nel corso dell’incontro i relatori non si sono soffermati quindi solo sulle problematiche tecniche ma anche sulle implicazioni sociali ed umane di un evento così drammatico.  Presente anche il sindaco di Muccia, Mario Baroni, che ha spiegato che il suo scopo è «di far entrare prima possibile i terremotati nelle Sae». Anche se a Muccia le aree erano state individuate già a gennaio ma i cantieri sono diventati operativi solo a maggio. «Ora stiamo cercando di recuperare il tempo – dice Baroni -. Le problematiche post sisma sono anche sociali e umane, con la gente che sta ancora nei dormitori e altra giù nella costa, con la disgregazione pure delle famiglie, che è il lato peggiore. Il dramma però di chi ha vissuto il terremoto è tanto profondo che chi non lo vive non lo può capire».
Ma in questa situazione quale sarà il ruolo del geometra? «È la prima figura tecnica su un territorio così profondamente colpito, e quindi lo aspetta un lavoro molto impegnativo, un ruolo attivo e fondamentale – risponde Lorenzini – un ruolo insostituibile, anche grazie alle competenze acquisite a scuola». E il presidente Paulini conferma: «Il mercato oggi è carente di queste figure e c’è grande bisogno di tecnici, a vari titoli. Quello che non funziona è la “macchina” della ricostruzione, con pochi cantieri aperti sui tanti che aspettano di partire».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X