Civitanova regina dello shopping
Il Natale fa subito “centro”
Cuore Adriatico da record
FESTE - Dai diamanti ai libri, passando per l'hi-tech: la corsa ai regali nel primo week end di dicembre è stata da tutto esaurito. Soddisfatti i commercianti di corso Umberto I, piazza XX Settembre e zone limitrofe. Matteo Cartechini dell'omonima gioielleria: «Quest'anno si evidenzia sempre di più una forbice tra chi spende cifre importanti, a partire da 5000 euro, e chi invece sceglie prodotti adatti a tutte le tasche». Presenze a 5 zeri per il centro commerciale, nel ponte dell'Immacolata è stato visitato da oltre 100mila persone
di Laura Boccanera
(foto di Federico De Marco)
Gioielli, accessori, ma anche libri, profumi e naturalmente giocattoli. Quest’anno gli acquisti natalizi sono iniziati in anticipo sui tempi del calendario e in tanti hanno già scelto o iniziato ad acquistare pacchetti e pacchettini da donare ai più piccoli, ma anche ad amici e parenti. Dall’hi-tech, ai regali originali, passando per i grandi classici non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ma c’è anche chi sceglie per Natale di fare un investimento e regalare…diamanti. La pietra più dura in natura è un regalo per sempre che fa felici tutti, chi lo indossa e chi lo compra.
«Quest’anno si evidenzia sempre di più una forbice tra chi spende cifre importanti per i regali di Natale, a partire da 5000 euro, e chi invece sceglie prodotti di fascia più veloce e adatta a tutte le tasche e che fanno fare bella figura», spiega Matteo Cartechini dell’omonima gioielleria in piazza XX Settembre. Da qui anche la scelta di differenziare l’offerta con punti vendita dedicati al mercato di riferimento: c’è la gioielleria che ha prodotti di gamma medio-alta, i bestseller Bulgari e Damiani e a fianco il negozio per i prodotti di ampia fascia come Pandora, Dodo, oltre ad un terzo punto vendita all’interno del Cuore Adriatico. «L’acquisto dei diamanti è cresciuto – continua – è un buon investimento, si acquistano in dollari e si può godere e tramandare alle generazioni successive».
Sull’andamento delle vendite è ancora presto per stilare bilanci però secondo Cartechini un lieve incremento rispetto all’anno precedente c’è. Tra le idee regalo che non possono mancare per lui gli orologi ad alta tecnologia, come quelli che si ricaricano con la luce solare e con meccanica ecodrive, oppure quelli della Garmin, uno smart watch per i fanatici del fitness in grado di controllare il proprio allenamento senza perdere nemmeno un battito. Ma la novità è la personalizzazione, dal gioiello al profumo: «abbiamo voluto realizzare una sorta di sartoria del gioiello mettendo a disposizione un orafo, un incastonatore e una designer, il cliente può venire e proporre un disegno o un’idea che ha in mente, oppure utilizzare delle pietre che ha e che vuole rimodellare per creare un gioiello su misura e unico». La stessa filosofia che anima la linea di profumi personalizzati della Bottega Malatini che da sempre punta su questa tipologia di prodotto: «il profumo personalizzato è un regalo originale e unico, ma va molto bene anche la cosmetica e la linea per la cura del corpo. Noto però che in un Natale partito in sordina e un po’ fiacco la gente preferisce regalare un dono che sia un’esperienza, che doni un momento per sé, del tempo, piuttosto che un oggetto fisico fine a se stesso».
Ma c’è anche chi, nell’era dell’e-book continua ad acquistare libri. Un immancabile della scenografia dei regali sotto l’albero il libro è uno dei regali sempreverdi per eccellenza. «E fortunatamente è passata l’era in cui a Natale si comprava solo l’ultimo libro di Bruno Vespa – commenta Sabina Mogliani della Libreria Ranieri – I lettori oggi sono più critici, non basta la pubblicità, certo ci sono i campioni di vendite come Fabio Volo, ma si vendono molto bene anche i libri per bambini, gli illustrati, la narrativa e i thriller. Qui a livello locale sono andati molto bene anche gli autori civitanovesi Melappioni e Tassetti». Spende un po’ di più, ma sceglie un regalo bello, di fattura pregiata, chi punta sull’abbigliamento: «stiamo tornando a fare regali ricercati, non solo roba che dura una stagione – spiega Margherita Caponi di Lignini abbigliamento, boutique di via Conchiglia – chi viene per un regalo spesso è accompagnato dal diretto interessato, quindi non è propriamente una sorpresa, ma sicuramente un dono utile e apprezzato. E se il prodotto è di qualità si spende anche qualcosa in più. Vanno molto i capispalla, la maglieria, soprattutto da uomo e gli accessori».
C’è poi una categoria che è l’acquirente ideale, quello che non guarda al prezzo, ma alla piena soddisfazione di chi riceverà il regalo: «i nonni sono una categoria a parte – racconta Brando Saltari di Vesprini, abbigliamento per bambini – fanno sempre un regalo un po’ più importante. Abbiamo venduto molto bene i Moncler per i più piccoli, chi fa regali poi spesso viene con un budget a disposizione e con quello si cerca la griffe per fare bella figura. Va molto in questo senso la t-shirteria, l’accoppiata sciarpa e cappello e poi parliamo di bambini quindi si cerca la praticità, capi che si possono lavare facilmente. La spesa media si aggira sui 60 euro, sui 300 per le vendite online che abbiamo attivato con l’e-commerce».
Ma c’è anche chi aspetta il Natale per una spesa attesa come il cambio degli occhiali o la scelta del modello da sole in attesa del ritorno della bella stagione. Il tondo torna di moda all’ottica Mataloni, così come pure piacciono gli occhiali creati da Saturnino Celani, il bassista di Jovanotti (la compagna è civitanovese) che ha lanciato una linea di eyewear tutta sua. E siccome il Natale è soprattutto la festa dei bambini, i giocattoli sono tra i prodotti più venduti in assoluto. Il ritorno al naturale, al legno e ai giochi vintage è la scelta di Natur Giocando. In vetrina le trottole in latta che andavano di moda negli anni ’80 e poi i mosaici, i giochi montessoriani, i puzzle e i giochi di società che stimolano l’intelligenza matematica e la curiosità per le scienze. Non a caso la proprietaria, Mariana Badulescu è una biologa prestata al commercio. E qui si gioca con i trenini in legno, con la corsa dei pinguini, con i giochi musicali. «Spesso vengono più adulti che bambini – racconta la titolare – diciamo che è un negozio da 0 a 99 anni».
E se il centro è soddisfatto, chi ancora è sbalordito per le presenze a 5 zeri è il colosso dello shopping Cuore Adriatico. Nel week end dell’Immacolato ha toccato le 100mila presenze. Un record e un’impennata rispetto allo scorso anno, frutto anche di una regia studiata di eventi, servizi e proposte. «Un risultato strepitoso – ha detto Giulia Gamberini, direttrice del Cuore Adriatico – il centro è in crescita costante, e lo vediamo soprattutto durante l’infrasettimanale. Attualmente non ci sono momenti in cui l’affluenza scende, la galleria rimane sempre frequentata anche in quegli orari in cui di solito le presenze erano poche». Una media di 33mila presenze al giorno nel fine settimana, 2777 ogni ora, un successo confermato dal boom di sabato quando anche a causa delle temperature rigide in tantissimi hanno scelto il Cuore per immergersi nell’atmosfera natalizia: «Sì, quest’anno abbiamo anche cercato di dare quelle che chiamiamo coccole ai clienti, una bella illuminazione a tema, il grande pacco dono che è diventato un’area selfie, Babbo Natale e la slitta, i trampolieri e un programma di eventi ogni fine settimana per cui siamo davvero soddisfatti. Siamo arrivati a 70 punti vendita più gli store temporanei e l’offerta è talmente varia che stanno andando tutti molto bene con le vendite. Quest’anno siamo partiti in anticipo, possiamo dire che il black friday è stato l’inizio dello shopping natalizio».








Invasione di Jedi e stormtrooper al Rossini per il film probabile campione di incassi, diamanti a gogò, ori per tutti, abiti rigorosamente costosi e firmati, una cena di capodanno per 600 persone a 100 euro a cranio, milioni di persone al centro commerciale, champagne a fiumi, luminarie che hanno fatto il giro del mondo, occhiali estivi che si vendono a Natale in attesa della bella stagione che non può non trovarci pronti, profumi personalizzati per non usare il solito Chanel n. 5 e tanti altri profumi di cui si può tranquillamente buttare l’essenza e tenere solo la bottiglietta con il nome del sarto che gliela dato. Nonni felici che non badano a spese per i loro nipotini, forti di pensioni d’oro e vitalizi. Quest’anno non si parla di tredicesime per pagare assicurazioni, bollette addietrate, bolli auto o canoni televisivi anche se rateizzati. Quest’anno ce la compriamo nuova la televisione, cambiamo il telefonino e tutto ciò che fa rima con hi tech che non so che significa ma a cui non si può rinunciare. E questo è solo all’inizio. Poi arriverà Natale con valanghe di salmoni affumicati, caviali, aragoste, scampi dell’adriatico, tonni, pesci spada e poi capponi, prosciutti rigorosamente scelti nelle migliori norcinerie con chili di tartufo bianco e nero, filetti , entrecôtes, uova di quaglia, formaggi anche francesi come Camebert e italiani di Fossa. E via fino alla Befana dove ritorneremo a fare shopping per ulteriori regali per i nostri pargoli, gonfi come uova di pasqua sempre seduti davanti a telefonini, e video giochi. Per fortuna qualcuno viene convinto a fare qualche sport da genitori più lungimiranti e presenti ma comunque sempre meno e sempre in numero ridotto un po’ diversi da quelli che oltre a supportare le spese natalizie e befanili poi passano il resto dell’anno ad inseguire anche quelle valentiniane, matriarcali, della donna in generale, patriarcali, più compleanni e onomastici senza dimenticare vacanze in montagna al mare all’estero anche con l’ausilio di navi da crociera o aeri che ti portano dove vuoi, anche nel mondo dei sogni proprio come mi sembra sia tutto questo che ho descritto. Probabilmente frequento gente che non ama diamanti, ori, ecc, non ha lavoro, si accontenta di un panettone al limite anche farcito e acquistato in qualche supermercato che non abbia niente in comune con volgari Profiterole, Torte viennesi o Saint Honoré. Ah, un bel ponchino chi ce lo tocca? Nessuno!! Al mandarino ,al cioccolato o magari quello abruzzese che è davvero ottimo. Per i vini stiamo meglio degli altri che si trovano davanti ad una scelta sterminata fatta da vini doc docg igt. Noi abbiamo solo due tipi di vino, il bianco e il rosso. Non posso chiudere senza un pensierino dedicato a Silenzi che l’anno scorso aveva decantato vendite commerciali per ben un 20% in più rispetto all’anno prima, dovuto alla sfolgorante scenografia luminosa della piazza, dei giardini, delle strade ben più scintillante di quella odierna anche se, anche se…. Comunque ritornando al Silenzi, leggendo l’articolo non sarebbe sceso sotto il 45%, nuovo record internazionale, però oramai relegato in minoranza chissà quest’anno quante lacrime virtuali farà versare ai nostri commercianti e quale sarà la percentuale di perdita rispetto a quando era lui alla guida turistica della città. Per non annoiarvi dopo i primi ( ori e gemme), i secondi ( moscatello e panettone ) non parlerò dei nostri poveri quelli più poveri che pure saranno ben felici di sapere che c’è chi è più fortunato di loro, specialmente a Natale quando capita che la miseria e la solitudine ti si mettono a ballare assieme per tirarti su il morale.