Camerino, sae lumaca:
«Aree indicate con ritardo»
SISMA - Il consigliere comunale Andrea Caprodossi critica l'amministrazione comunale lenta nella scelta delle zone che dovranno accogliere le casette. Al momento non c'è certezza nemmeno su dove fare il villaggio frutto della donazione del Lions

Andrea Caprodossi
«I ritardi nelle zone Sae a Camerino sono riconducibili anche al fatto che l’amministrazione comunale, rispetto ad altri centri, ha indicato tardivamente le aree». A dirlo il consigliere comunale Andrea Caprodossi, del gruppo di minoranza «Comunità e territorio». Prosegue il consigliere: «Il sindaco Pasqui, in un comunicato stampa del 7 settembre, citando il cronoprogramma regionale, parlava di consegna delle prime Sae entro novembre, siamo già ai primi giorni di dicembre e non abbiamo ancora visto nulla – continua Caprodossi –. E’ l’amministrazione comunale che indica alla Regione le aree in cui edificare le casette, solo per fare un esempio San Severino le ha indicate nel dicembre 2016, Camerino tardivamente. Un altro aspetto che fa riflettere è la scelta di ben tredici diverse zone, se ne potevano indicare di meno, si poteva sviluppare verso Castelraimondo, o nella zona di Morro dove i campi sono piatti, questo avrebbe comportato tempi minori I ritardi dipendono anche dalla tipologia di zone scelte, che necessitano di lavori poderosi di stabilizzazione, per cui necessariamente serve più tempo. A San Severino le zone indicate non sono mai state modificate, mentre a Camerino ci sono stati diversi cambiamenti».

Il layout delle Sae a Vallicelle
Il consigliere conclude sulla farmacia comunale e la dislocazione del Comune: «Dopo un anno la farmacia comunale viene tenuta in una sorta di loculo, uno sgabuzzino, non è del sindaco ma è un bene di tutti i cittadini. Anche i dipendenti comunali sono stipati da tredici mesi nei locali Contram, dovrebbe essere prioritario individuare per loro uno spazio idoneo, come hanno già fatto altri comuni, per poter lavorare».
Sempre per restare in tema di casette in legno, non è ancora stata individuata l’area dove sarà realizzato il villaggio con otto case in legno (dove andranno a vivere giovani coppie), oltre al centro di aggregazione sociale, dono dei Lions, annunciato nei giorni scorsi dal Comune. L’ente ha pubblicato all’albo pretorio lo scorso primo dicembre, la delibera di giunta del 19 settembre, che accetta la donazione del Lions club international foundation per la realizzazione del villaggio “Insula Lions Fonti di San Venanzio” «costituito da otto unità minime abitative, composte da due camere, bagno soggiorno e cucina, e da un centro di aggregazione, con cucinetta, servizi igienici, sede Lions club Camerino Alto Maceratese e sala multiuso, tale da contenere circa novanta persone e che consentirà l’uso per attività di informazione, formazione culturale-educativa, ludico-ricreativa, solidali, umanitari e sociali, da ubicare a Camerino, nell’area che verrà individuata dal Comune». Il Lions Club si impegna alla progettazione, già avvenuta, oltre alla realizzazione dell’opera per una donazione complessiva di circa 700mila euro, entro 6 mesi dalla consegna dell’area. La decisione dei Lions di realizzare a Camerino un villaggio di solidarietà, simile a quanto fatto a Corgneto di Serravalle di Chienti nel 1997, risale allo scorso gennaio.

Il progetto del villaggio Lions di Camerino, tratto dal video del congresso romano
Dopo vari incontri con l’amministrazione domenica scorsa c’è stato quello con i vertici del distretto 108 A Lions, ma tuttora non si conosce dove saranno realizzate le otto casette. Il Lions Club International all’indomani del terremoto ha indetto una raccolta internazionale di fondi, per l’aiuto alle popolazioni colpite dal sisma, che ammonta a due milioni e 900 mila euro. Un altro villaggio di solidarietà sarà realizzato ad Arquata del Tronto.
