Anpi raduna gli antifascisti,
«nuove iniziative»
CIVITANOVA
L’Anpi e la rete antifascista civitanovese non mollano la presa e tornano ad organizzare iniziative a contrasto della propaganda fascista. Domenica alle 10.30 nella sede Anpi la presidente cittadina Annita Pantanetti raduna “le truppe” per un’opposizione fatta di iniziative «per valutare la situazione venutasi a creare con la presentazione del libro “Donna Rachele mia nonna la moglie di Benito Mussolini” da parte di Ordine Futuro e Aries. Una riunione tanto più necessaria viste le provocazioni apparse dopo la presentazione. Nell’incontro verranno discusse e decise le iniziative per continuare nella città una iniziativa democratica in difesa dei valori costituzionali e antifascisti. Alla riunione sono invitati gli antifascisti e quanti antifascisti attivi nelle varie istituzioni elettive a tutti i livelli e nel mondo associativo e culturale».
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Queste proteste dovrebbero nascere dalla paura di un ritorno al totalitarismo cioè la paura che tutti i poteri siano nelle mani di un solo partito, del suo capo e dei suoi ministri. Ma allora perché non protestate contro il Pd e Renzi. Se non sono totalitari loro, ditemi chi lo è. Protestate contro chi sta dalla parte della Confindustria, delle Banche e dell’Alta Finanza se proprio volete divertirvi a fare ” la lotta di classe ” e se siete preoccupati del ritorno di un ipotetico ed improbabile fascismo, cominciate a lamentarvi di chi è all’origine delle lamentele.
E dal momento che un po’ di conoscenza non guasta mai leggetevi questo breve sunto da Wikipedia : “Il fascismo di sinistra o sinistra fascista sono termini usati da alcuni sociologi per descrivere le tendenze politiche di sinistra che contraddicono gli ideali di egualitarismo e democrazia sostenuti storicamente dalla sinistra per avvicinarsi a ideali più autoritari e appunto simili al fascismo”.
Illuminato Peroni, mi raccomando, domenica alle 10,30 non mancare e fatti fare anche le foto.
Ditemi, Compagni, se uscissero dalle tombe, verso chi rivolgerebbero i mitra i Compagni partigiani?
Mitra, bombe e pomodori marci rivolti verso i”compagni ” a Palazzo Ghigi ” che dovrebbero uscire dalla porta posteriore dove a colpirli ci sarebbero patate ben sode, dure come le pietre. Neanche capaci di andare incontro alle donne con un’altra ” Opzione donna ” che seppur decurtando l’assegno pensionistico in maniera consistente, aiuterebbero comunque tutte quelle donne che superati i 35 anni di contributi e i 57 anni di età smetterebbero di sbattere la testa contro il muro e a cercare un lavoro impossibile da trovare. Certo, le loro donne, non si troveranno mai in simile condizioni, così come non si troveranno mai loro a dover cercare un lavoro in qualche cantiere edile o tra i migranti che raccolgono pomodori che sarebbero ben disposti ad insegnar loro l’arte del lavoro, a schiena china e in un bagno di sudore. Loro sudano nelle saune dove vanno a disintossicarsi dall’opulenza, dalla loro miseria intellettuale, dalle loro coscienze ristrette a sondare solo il loro piccolo giardino dove non sentono gli odori del marciume che coltivano. Vergognatevi, prima di appartenere alla razza umana e poi al mondo animale in generale fatta eccezione per zanzare e altri animali simili come i brasiliani pipistrelli vampiri ed altri tipi di ” creature ” che succhiano il sangue dando in cambio veleni e batteri. State lì a fare leggi incomprensibili, piene di diktat come ” il reddito di cittadinanza ” che per ottenerlo se non perdi la pazienza per dimostrarlo e hai i requisiti per dire che sei proprio un morto di fame, ma nel vero senso della parola, ti danno qualche soldo. Ma non è cosi facile dimostrarlo, per loro se hai un reddito superiore a seimila e un centesimo sei un signore.
Rapanelli, per me rivolterebbero mitra, bombe e pomodori marci rivolti verso chi anche uscendo dalla porta posteriore a colpirli ci sarebbero patate ben sode, dure come le pietre. Neanche capaci di andare incontro alle donne con un’altra ” Opzione donna ” che seppur decurtando l’assegno pensionistico in maniera consistente, aiuterebbero comunque tutte quelle donne che superati i 35 anni di contributi e i 57 anni di età smetterebbero di sbattere la testa contro il muro e a cercare un lavoro impossibile da trovare. Certo, le loro donne, non si troveranno mai in simile condizioni, così come non si troveranno mai loro a dover cercare un lavoro in qualche cantiere edile o tra i migranti che raccolgono pomodori che sarebbero ben disposti ad insegnar loro l’arte del lavoro, a schiena china e in un bagno di sudore. Loro sudano nelle saune dove vanno a disintossicarsi dall’opulenza, dalla loro miseria intellettuale, dalle loro coscienze ristrette a sondare solo il loro piccolo giardino dove non sentono gli odori del marciume che coltivano. dando in cambio veleni e batteri. Creano regole incomprensibili, piene di diktat come per ” il reddito di inclusione” che per ottenerlo se non perdi la pazienza per dimostrarlo e hai i requisiti per dire che sei proprio un morto di fame, ma nel vero senso della parola, ti danno qualche soldo. Ma non è cosi facile dimostrarlo, per loro se hai un reddito superiore a seimila e un centesimo sei un signore.
Partigiano dalla tomba non uscir
perché dal ridere rischi di morir.