Case affittate alle squillo,
tutti assolti

CIVITANOVA - Prosciolti i due imputati accusati di aver imposto canoni di affitto doppi rispetto al mercato e sfruttato la prostituzione. Scagionata anche una 28enne alla quale veniva contestato il favoreggiamento del meretricio

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L’avvocato Alessia Pepi

 

di Gianluca Ginella

Case affittate per la prostituzione: tutti assolti gli imputati. Tre le persone che erano sotto accusa e che sono state prosciolte dal Tribunale di Macerata: «Il fatto non sussiste». Nodo della questione il fatto che, sosteneva l’accusa, venissero date in affitto case a donne che vi esercitavano la prostituzione e per le quali chiedevano un canone doppio rispetto ai prezzi di mercato. Sotto accusa, per le case date in affitto, Antonio Pietrafesa, 79 anni, di Civitanova, Luciano Bove, 49 anni, di Eboli, residenti a Civitanova. La terza imputata è Monica Luiza Avram, 28 anni, romena, residente a Civitanova, che avrebbe favorito la prostituzione di una sua connazionale. I fatti che venivano loro contestati risalgono al 2008 e sarebbero avvenuti a Civitanova. Bove, secondo l’accusa, avrebbe dato in affitto tre appartamenti di cui aveva la disponibilità a tre donne, tra cui Avram, ad un prezzo doppio rispetto a quello di mercato, essendo consapevole che le donne vi avrebbero esercitato la prostituzione. Da qui l’accusa di sfruttamento. A Pietrafesa veniva contestato di aver dato in affitto due appartamenti a due donne, tra cui Avram, ad un prezzo doppio rispetto al canone di mercato, sapendo – dice l’accusa – che le donne vi avrebbero esercitato la prostituzione. Anche per lui l’accusa era di sfruttamento. Avram era invece accusata di aver agevolato la partenza dalla Romania di una donna per esercitare la prostituzione e le avrebbe fornito alloggio e l’avrebbe convinta a mettere una inserzione sul Corriere annunci, in cui si dichiarava disponibile a prestazioni sessuali. L’avrebbe inoltre istruita su come comportarsi con i clienti, sul tempo in cui si doveva intrattenere con loro, sui pressi da chiedere. La donna era accusata di favoreggiamento della prostituzione. Oggi il pm ha chiesto la condanna per tutti gli imputati. I giudici hanno invece ritenuto che i fatti contestati non sussistessero e li hanno assolti. La difesa ha dimostrato che i prezzi richiesti alle donne erano in linea con quelli di mercato. Pietrafesa era assistito dall’avvocato Alessia Pepi, Bove dal legale Massimo Lauriola e Avram dall’avvocato Alessandro Trofino.


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