Pro Loco di Piediripa,
il calendario omaggia “lu porcu”
MACERATA - L'associazione ha presentato il tradizionale lavoro annuale, è stato dedicato al maiale e alla norcineria con scatti d'epoca. Francesca Fialdini, intanto, dice no al carnevale maceratese. I lavori in corso nell'ovale dei Giardini Diaz e le nuove norme antiterrorismo mettono a rischio la tradizionale manifestazione di febbraio

Romualdo Rapanelli
di Maurizio Verdenelli
«Chi ‘mmazza lu porcu, stavè pé un annu!», l’importanza del maiale per il welfare storico dei maceratesi. Quale dunque se non l’atteso calendario della Pro Loco di Piediripa –ormai un cult annuale- per celebrare l’animale che più di altri è servito per l’alimentazione e la sopravvivenza stessa di un territorio nei suoi anni più bui? Nessuna meraviglia, tuttavia un auspicio in vista del 2018 che verrà, atteso come quello del ‘risorgimento’ economico e, più in particolare, della ‘ricostruzione’ del Centro Italia devastato dal terremoto, seppure l’on. Paola De Micheli l’abbia già data, come noto, per avvenuta. Grazie a ‘lu porcu’ che ti fare stare bene per 12 mesi, il contadino maceratese di appena ieri l’altro si è salvato dalla pellagra che mieteva vittime al nord, in particolare nella florida Lombardia? Una storia antica, quella del suino ‘nero’ -lo è stato fino al periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale prima dell’importazione del suino ‘bianco’ inglese, ma scuro quello della ‘cinta senese’ che offre il celebre lardo di Colonnata. Una vicenda nobilissima ed antichissima che Lorenza Ionni, su incarico della Pro Loco maceratese, ha riscoperto con ‘cifre’ araldiche riprodotte, insieme alle immagini di ‘ieri l’altro’ in bianco e nero, nel calendario. Dove appare un capolettera medievale che riproduce un contadino nell’atto di battere ghiande che suini mangiano avidamente, in una ‘madonna’ che offre cibo ai sopracitati animali e in un particolare del ‘Buon Governo’ di Ambrogio Lorenzetti che ora Siena celebra in una grande mostra fino al 21 gennaio prossimo.
Un bellissimo lavoro quello della signora Ionni che ha colto a piene mani in una bibliografia affollatissima: “Il ciauscolo” (Camera di Commercio di Macerata), ‘I prodotti tradizioni’ (Regione Marche), ‘La pista del maiale’ di Cesare ‘Cisirino’ Angeletti. E un corredo fotografico importante è quello tratto dall’archivio Salvucci ed inoltre da: Giammario Cardini, Giorgio Marcolini, Siro Buccolini, museo di Pievetorina, Luigi Speranza, Renzo Siro Buccolini, Gilberto Quacquarini, Luciano Bulgarini e Silvia Pazzelli.
E sbaglia chi pensa, a proposito di maiale e del suo succedaneo più popolare, il ciauscolo, che sia un patrimonio alimentare noto ed apprezzato soltanto nelle Marche, da Ancona in giù soprattutto. In conferenza stampa, oggi, la segretaria (e ‘direttrice’) della Pro Loco, Pina Ramaccioni ha rivelato: «Mio nipote, lo chef Jonathan Ramaccioni (ora a Suva, una delle isole Figi) fu richiesto dai titolari del grande albergo londinese dove operava di una ‘serata’ in onore della mitica pista maceratese. Fu un trionfo, gli inglesi andarono ‘matti’ anche per la coppa». Un segreto da esportare insieme a tutto il corredo storico che trae origine proprio nel cuore del ‘cratere sismico’ in quell’area norcina che comprende con la città di San Benedetto, Visso e Preci, patria quest’ultima dell’eccelsa scuola di chirurghi europei. «Già i norcini chiamati non a caso dalle nostre parti anche ‘pistaroli’ i quali castravano non solo i bovini per renderli più forti, ma pure i giovani che in campagna mostrassero attitudini canori a sostituire le donne che come noto in chiesa e nei teatri non erano ammesse», ha ricordato Ugo Bellesi, giornalista e delegato maceratese dell’Accademia della cucina italiana. «E da ragazzo –ha raccontato Orlando Calamante- sentivo ancora in campagna indicare qualcuno dalla bella voce così: ‘Canti come un castrato’».
La presentazione del calendario 2018 è stata anche l’occasione per fare il punto dell’agenda fittissima d’impegni della Pro Loco. «Abbiamo la Befana, il 6 gennaio, e la Pasquella con cinque eventi. Poi, l’11 febbraio, il tradizionale carnevale maceratese (che raccoglie migliaia e migliaia di adepti, ndr). Stavolta abbiamo difficoltà nel reperire la madrina. Avevamo posto la scelta su Francesca Fialdini, presentatrice de ‘Lo Zecchino d’oro’. Ma nonostante l’amicale interessamento di Barbara Capponi, la Fialdini ha declinato l’invito ed ora in ballo ci sono quattro o cinque nomi. Ma il nodo resta l’agibilità del percorso con i lavori in corso nel terminal dei bus a fianco ai Giardini Diaz. E soprattutto le nuove norme antiterrorismo che aggravando il peso della manifestazione che è stato sempre autogestito. Stavolta abbiamo proprio bisogno dell’aiuto del Comune altrimenti sarà durissima», ha dichiarato significativamente Pina Ramaccioni. ‘A rischio il carnevale, presidente Rapanelli?’ «Non ci vogliamo neppure pensare: ci stiamo rimboccando le maniche energicamente. Speriamo che chi sarà chiamato ad aiutarci, lo faccia come noi perché queste manifestazioni sono di tutti e per tutti».
L’incontro con la stampa, infine, è stata l’occasione per presentare il nuovo presidente e il nuovo organigramma della Pro Loco maceratese, ora presieduto da Romualdo Rapanelli. Igino Paolucci, successore dell’indimenticabile Pio Tacconi, resta presidente ad honorem conservando la carica di cassiere. («le due cariche risultavano incompatibili», sottolinea l’ing. Enrico Scoppa, portavoce storico dell’associazione). Con Pina Ramaccioni, segretaria generale e ‘motore’ di ogni iniziativa, nel comitato figurano Silvana Latini, vicepresidente; e i consiglieri Vittorio Cetraro, Daniele Latini, Matteo Ferri e don Franco Pranzetti. Tre nuovi ingressi: Ferri, Daniele e Silvana Latini. A dimostrazione come questa realtà a Piediripa resti forte e sentita in tutto il territorio comunale.
(foto archivio Salvucci)





