L’appello del prof Montanari:
«Salvate Camerino»

SISMA - Alla presentazione del libro fotografico “Adesso che fai? Vai via?” è intervenuto anche lo storico dell'arte: «Il patrimonio di questo territorio è fortemente a rischio se le istituzioni cittadine saranno lasciate ancora sole»

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L’arte risveglia l’anima della comunità di Camerino, ferita dal terremoto dello scorso anno. Nella chiesa del seminario diocesano, l’unica rimasta agibile in città e oggi utilizzata anche come “museo” per esporre le quattro più significative opere camerti, si è svolta la presentazione del libro fotografico “Adesso che fai? Vai via?”. La pubblicazione, edita dal fotografo Claudio Ciabochi di Fabriano, è stata presentata con la partecipazione dello storico dell’arte e docente universitario Tomaso Montanari, che ne ha anche scritto la prefazione. I lavori sono stati introdotti dai saluti dell’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro e dalla dottoressa Barbara Mastrocola, curatrice delle collezioni civiche e direttrice del Museo arcidiocesano. Un secondo appuntamento, voluto sia dall’arcidiocesi che dall’amministrazione comunale, e che si inserisce nel ciclo delle iniziative dedicate al patrimonio artistico camerte. Anche il volume presentato realizzato grazie anche al contributo di Ilaria Venanzoni, che ne ha curato alcune schede, è rivolto al ripristino di un’opera proveniente da Camerino, e più precisamente dalla Cattedrale del Duomo: “La pesca miracolosa”.

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«Sono stato accompagnato a visitare il centro storico di Camerino dalla dottoressa Mastrocola che mi ha spiegato come Comune, arcidiocesi e università abbiano lavorato per scongiurare predazioni – ha detto Montanari – Quello che ho visto in centro è devastante e sono rimasto sconcertato. Non credo che il Paese abbia capito la gravità di quello che è successo a Camerino: non esiste più la città e, a parte quel poco che si è fatto con le proprie forze, è tutto ancora fermo allo scorso anno. Non si può rischiare che si faccia la fine de L’Aquila, abbiamo tutti il dovere di gridare a tutto il Paese il danno che questa città ha subito. Il patrimonio artistico di questo territorio è fortemente a rischio se le istituzioni cittadine saranno lasciate ancora sole. Questa è una responsabilità politica, prima di tutti del ministero. Non bisogna mollare adesso, bisogna mettere il governo di fronte alle proprie responsabilità».


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