Sequestrate 500 piante di marijuana,
arrestato 65enne terremotato
(foto/video)

OPERAZIONE - Scoperta dalla Guardia di finanza di Macerata una maxi piantagione nelle campagne di Fermo in contrada Gabbiano al confine con Mogliano. E' di 6,6 chili la droga già pronta per essere consumata. Ai domiciliari il "custode". Trovata anche una scacciacani
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Le immagini dell'operazione

 

 

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di Gianluca Ginella 

(foto di Fabio Falcioni)

Maxi piantagione di marijuana in un casolare tra le campagne di Mogliano e Fermo (località Gabbiano). Cinquecento le piante che sono state sequestrate dai militari delle Fiamme gialle della Compagnia di Macerata. I finanzieri hanno messo a segno il blitz ieri. I militari hanno trovato le piante in una serra allestita in maniera professionale all’interno di un casolare. Lampade, impianti per l’irrigazione, tutto il necessario per far crescere le piante. Quelle trovate avrebbero raggiunto la maturazione nel giro di un paio di mesi. Secondo i finanzieri la produzione era di 70 chili e 4 i cicli annui.

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Il colonnello Amedeo Gravina e il tenente Danilo Torti

Calcolando venisse venduta a 5 euro al grammo (per poi essere ceduta a 10 sul mercato), è probabile che la piantagione fruttasse circa 350mila euro per ogni ciclo di coltivazione. Possibile dunque che si arrivasse a circa 2 milioni e 800mila euro l’anno. Si tratta comunque di un calcolo indicativo. È invece di 6,6 chili la marijuana già pronta per essere consumata che è stata trovata. Per i finanzieri si tratta di ciò che rimaneva del passato ciclo di coltivazione. I finanzieri hanno inoltre arrestato un 65enne della provincia di Macerata, che viveva nel casolare e curava la coltivazione. Una sorta di custode. Si tratta di un terremotato che in seguito al sisma si era trasferito nel casolare. Ora è ai domiciliari. Nella sua casa trovata una pistola scacciacani Beretta, cui era stato tolto il tappo rosso in modo che sembrasse un’arma autentica.

Ulteriori indagini sono in corso per risalire ai complici, probabilmente i veri gestori e organizzatori della piantagione. Per curare le piante inoltre era stato allestito un allaccio abusivo alla corrente elettrica. Anche in questo caso realizzato da un esperto. Era di 300 euro al giorno il furto di energia. I finanzieri sono arrivati alla piantagione grazie ad una serie di pedinamenti e osservazioni sul territorio. Nel casolare è stata trovata non solo la piantagione, ma anche tutto il necessario per preparare le piante una volta giunte a maturazione e confezionare lo stupefacente. I risultati dell’operazione sono stati presentati dal colonnello Amedeo Gravina, comandante provinciale delle Fiamme gialle e dal tenente Danilo Torti, che dirige la Compagnia di Macerata.

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Trovata anche una pistola scacciacani

 

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