Schianto mortale in moto,
33enne patteggia due anni
per omicidio stradale
MONTECOSARO - Il 22enne Michael Bisconti aveva perso la vita il primo agosto del 2016, ferito un 16enne di Monte San Giusto. Sotto accusa un giovane giostraio che avrebbe causato l'incidente svoltando senza dare la precedenza
di Gianluca Ginella
Incidente in moto nella notte del primo di agosto: un ragazzo di 22 anni era morto, un amico di 16 che stava con lui, era rimasto ferito (leggi l’articolo). I fatti risalgono al 2016. Sotto accusa è finito un 33enne di San Severino, Gildo Magrini, pastore evangelico che lavora come giostraio a Civitanova. Oggi il giovane ha patteggiato due anni davanti al gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. Era accusato di omicidio stradale. Magrini quindici minuti dopo la mezzanotte del primo agosto, era al volante della sua Volkswagen Golf e viaggiava lungo la provinciale 485, andando in direzione di Civitanova. Giunto a Montecosaro Scalo, nello svoltare a sinistra all’incrocio con via Pantaleoni, avrebbe omesso di dare la precedenza ad una moto che veniva dalla corsia opposta.
In questo modo, dice l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni, Magrini aveva tagliato la strada alla moto su cui si trovavano Michael Bisconti, 22 anni, originario di Montegranaro, e un passeggero di 16 anni, sangiustese. La moto, una Husqvarna 125, era finita contro la parte laterale anteriore destra dell’auto. I due ragazzi a causa dell’urto violento erano stati sbalzati dalla moto. Bisconti era finito prima contro il cofano e il parabrezza dell’auto, poi contro la ringhiera d’acciaio di una concessionaria. Il giovane, operaio al suolificio Sgm e volontario della protezione civile, era morto poco dopo lo schianto.
Il 16enne aveva riportato invece diverse fratture con prognosi superiore ai 40 giorni. Oggi Magrini, difeso dagli avvocati Luca Sartini e Alessandro Pettinari, ha patteggiato 2 anni, pena sospesa. Parte civile si erano costituiti sia i famigliari di Bisconi (assistiti dal legale Simone Mancini) che i parenti del 16enne, tutelati dall’avvocato Massimiliano Wolf.


