Dibattito con Nicola Gratteri:
i soldi sporchi della ‘ndrangheta
FIUMI D'ORO - Sabato 25 novembre alle 18, nell’Aula Magna dell’Itc "Gentili" di Macerata l'incontro con il magistrato, capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia e Crotone. Con lui ci sarà lo scrittore Antonio Nicaso. Parleranno del sempre più pericoloso radicamento della “mala pianta” pure nella nostra regione
Un importante ritorno a Macerata. Sabato 25 novembre alle 18, nell’Aula Magna dell’istituto tecnico commerciale “Gentili” (in via Cioci 6), torna Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro e della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia e Crotone. Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, Gratteri, che da oltre venti anni vive sotto scorta, è il magistrato italiano più competente in materia di ‘ndgrangheta, e, per questo, tra i più esposti.
Con lui ci sarà presente Antonio Nicaso, scrittore, docente universitario, giornalista, uno dei massimi esperti a livello internazionale della ‘ndrangheta, autore, anche insieme a Gratteri, di numerosi libri sulla criminalità organizzata calabrese e sulla sua crescente penetrazione in Italia, in Europa e in altri continenti. Gratteri e Nicaso saranno a Macerata su invito delle associazioni “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza” e la “Rondinella” di Corridonia e del Dipartimento Dipendenze Patologiche di Macerata, nonché dell’università di Macerata, e delle associazioni civitanovesi Sentinelle del Mattino e Comunità Civile.
Il dibattito, molto atteso, sarà coordinato da Giuseppe Bommarito e si svolgerà sul tema: “Fiumi d’oro. Come la ‘ndrangheta lava i soldi sporchi della cocaina. Riflessioni sulla situazione marchigiana” (proprio Fiumi d’oro è l’ultimo libro scritto a due mani da Nicola Gratteri e da Antonio Nicaso, uscito in questi giorni). I due relatori, dopo l’inquadramento in termini generali del fenomeno mafioso ‘ndranghetista, parleranno specificamente del sempre più pericoloso radicamento della “mala pianta” pure nella nostra regione, anche alla luce della sempre più palese e preoccupante presenza nel Maceratese, sia all’interno che nella fascia costiera, di diverse cosche della ’ndrangheta, operanti con personaggi spesso di notevole rilevanza criminale. Il tutto senza sottovalutare i pericoli di un accrescimento di tale presenza a causa del recente terremoto che ha colpito, oltre al Lazio e all’Umbria, anche le Marche, secondo lo scenario già drammaticamente registrato nel 2009 in occasione del sisma aquilano e nel 2012 allorchè ebbe a verificarsi il terremoto in Emilia.

