Povera, e nuda vai, filosofia…
CULTURA - Gli insegnanti di filosofia continuano ad essere i trasmettitori della storia di un pensiero che ha origini antiche
di Donatella Donati
Nel VII sonetto del suo Canzoniere, il poeta Francesco Petrarca del XIV secolo si rivolge alla filosofia, intorno alla quale non regna la ricchezza tanto che essa è povera e nuda ed è seguita da pochi. Che grande fortuna perciò quella che le è capitata al teatro Lauro Rossi di Macerata pochi giorni fa, dove una folla di suoi seguaci l’ha applaudita fin quasi a far crollare il loggione. Altro che povera e nuda, è stata sontuosamente vestita con discorsi, applausi e sillogismi che l’hanno trasformata in un idolo nuovo del nostro tempo. Il sonetto di Petrarca è allusivo a una situazione per molti secoli vissuta dalla filosofia, perché “La gola, e l’ sonno, e l’oziose piume” di una cultura antifilosofica le hanno preferito il divertimento e l’ozio. Ma oggi i tempi sono cambiati. Dappertutto si aprono i caffè filosofici, non c’è spettacolo in cui non si dia la parola ad un filosofo, discussioni sul bene e il male, l’eterno e l’infinito, le categorie e l’unicità sono discussioni alla portata di tutti, e anche il barbiere facendo una distinta e accurata rasatura, mettendo il panno caldo sulle guance si chiede qual è il fine delle nostre azioni e si è giusto o ingiusto emettere ricevute fiscali, perché il diritto non ha bisogno di prove, in quanto diritto.
Intanto nei licei classici e scientifici professori e professoresse di filosofia continuano ad essere i trasmettitori della storia di un pensiero che ha origini antiche, addirittura precedenti lo stesso Socrate e si accalorano per trovare nella discussione la chiave dell’interesse degli studenti, ma quanto ci vuole per animare le discussioni ed entrare nella profondità del pensiero filosofico e il teatro. Ma il teatro manca nella scuola dove sono richiesti studio e applicazione. Brava l’amministrazione comunale di Macerata, che ha offerto un modello di insegnamento e di partecipazione che non potrà mai essere attuato. Vagabondo con i miei ricordi nell’istituto di filosofia dell’università La Sapienza di Roma. Rivedo e risento il professore di teoretica Pantaleo Carabellese con la cravatta senza nodo messa come se fosse un foulard, che si avvicinava alle file di nostri banchi e un giorno arrivato al mio sferra un pugno sul tavolinetto urlando : “Ma avete capito qual è il principio del Essere ?” Era teatro anche quello? Non lo so, perche Carabellese sul principio del essere aveva fondato tutta la sua filosofia e non sopportava la nostra sbalordita indifferenza per l’esistenzialismo. Nonostante tutta questa festosità, questo bailamme, questa sfrenata parodia crediamo sia meglio accogliere l’invito che Petrarca fa alla filosofia: “Non lassar la magnanima tua impresa”, rimanendo povera e nuda.


Ci sono più cose tra Piediripa e Sforzacoste che non ne sogni la filosofia…