In libreria “E tutto iniziò a tremare”,
l’ultimo romanzo di David Miliozzi

MACERATA - Romanzo dal forte tratto autobiografico racconta la vita dell'autore a cavallo di due esperienze sconvolgenti ma antitetiche: la nascita di un figlio e le forti scosse di terremoto. L'autore: "L'idea iniziale era scrivere un libro sulla disabilità, ho avuto bisogno di nove anni per trovare lo stile che cercavo"

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David Miliozzi mostra il suo ultimo romanzo in vetrina alla libreria Del Monte di Macerata

di Marco Ribechi

E uscito “E tutto iniziò a tremare”, l’ultimo romanzo David Miliozzi, scrittore e consigliere comunale maceratese. Un lavoro che trae spunto da due eventi sconvolgenti nella vita dell’autore, l’attesa di un figlio e il terremoto che ha colpito la provincia, esperienze forse antitetiche ma accomunate da una fortissima dose di emozioni contrastanti, attesa e cambiamento. Una dichiarazione d’amore verso la vita, come afferma lo stesso autore: «Tutte le grandi emozioni ci fanno tremare, si trema per paura, ma anche per gioia – spiega Miliozzi – Racconto le emozioni, spesso belle, a volte brutte, della vita di ognuno di noi. Le nostre aspettative tradite, il dolore come crescita». Protagonista del libro è proprio David, insegnante di sostegno innamorato di Elisabetta da cui aspetta un bambino. David ama la sua famiglia nonostante il padre abbia una malattia nervosa che può renderlo insopportabile e in sua madre veda riflesse le proprie manie. Ama i suoi amici che si rifiutano di diventare adulti. E ama Romeo, il ragazzo che gli è stato affidato a scuola, anche se è un osso davvero duro. Attesa e memoria, futuro e passato si intrecciano in un presente di piccole e grandi scosse in cui l’amore incondizionato verso la vita conduce a un cambiamento previsto ma dagli esiti sconosciuti. «L’idea iniziale era quella di raccontare il rapporto tra un insegnante di sostegno e il suo alunno disabile – spiega Miliozzi –  Un romanzo sulla scuola, che capovolgesse alcuni pregiudizi sul rapporto tra normalità e disabilità. Non è facile raccontare la disabilità, non riuscivo a trovare la cifra stilistica giusta. Finché non ho deciso di concentrare il racconto sui nove mesi della gestazione, un periodo sospeso in cui l’attesa diventa la grande protagonista e ti porta a pensare e a provare emozioni uniche. Alla fine ho lavorato a questo romanzo nove anni per raccontare i nove mesi della gravidanza dal punto di vista del papà. I nove mesi che precedono la nascita del primo figlio, le aspettative, le gioie e le paure di un padre come tanti altri».

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“E tutto iniziò a tremare” in libreria

Nelle pagine però trova spazio anche il racconto del terremoto. «Mentre stavo lavorando a questo romanzo sono arrivate quelle terribili scosse di terremoto – continua l’autore –  Qui da noi la terra ha tremato, spaventosamente, ha fatto vacillare case, ospedali, chiese, sicurezze. L’imponderabile è risalito dal profondo della terra e noi stavamo qui sopra, impotenti e in attesa. Un fatto che ci porteremo dentro per sempre. Il terremoto è entrato in questo libro con prepotenza, l’attesa delle scosse si è intrecciata con l’attesa della vita. Il titolo E tutto iniziò a tremare vuole però sottolineare che sotto molti aspetti tremare significa anche essere vivi». A partire dai nomi dei personaggi la storia ha una forte connotazione autobiografica: «Amo la scrittura dichiaratamente autobiografica – prosegue Miliozzi – Nei miei romanzi ho sempre mescolato realtà e invenzione. Se un personaggio o un fatto della mia vita mi toccano profondamente e sono funzionali alla storia che voglio raccontare, diventano ispirazione. Il pudore non va d’accordo con l’espressione artistica, anche perché scrivere significa sempre andare oltre la propria vita. E poi sono convinto che qualsiasi forma d’arte sia necessariamente autobiografica. La vita, in un modo o nell’altro, entra sempre nell’arte». Nei prossimi mesi il romanzo sarà presentato a Roma, Napoli, Milano, Bologna, Verona, Torino. «La prima presentazione la voglio fare a Macerata – conclude l’autore –  la mia città, che è un vero e proprio personaggio nel libro, venerdì 17 novembre alle 17.30 nella sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti». David Miliozzi è insegnante e critico d’arte. Dirige la rivista «Le Variazioni critiche» e il sito Hyperexpressionism.org. Per Pendragon ha pubblicato i romanzi Senza parabrezza (2003), A un passo dal nulla (2005), Segni premonitori (2008).

 

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