Referendum su inceneritore,
bocciata la mozione di Bisonni:
“Sciapichetti rimetta la delega”

ASSEMBLEA REGIONALE - Il consigliere tolentinate ha chiesto la consultazione popolare come unica via per fermare il termovalorizzatore previsto dalla legge nazionale: "Il no alla proposta mostra la nebulosità della politica in questo ambito, l'assessore parla di aumento della differenziata ma crescono anche i conferimenti in discarica"

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I risultati del voto

 

L’assemblea regionale respinge la proposta di mozione del consigliere del gruppo misto, Sandro Bisonni, che chiedeva alla Giunta di farsi promotrice di un referendum abrogativo della legge  concernente la possibilità di realizzare un impianto di incenerimento dei rifiuti urbani in territorio marchigiano. Favorevoli solo Bisonni,  i consiglieri del M5s e Mastrovincenzo. “Attraverso l’applicazione delle previsioni di legge – ha affermato Bisonni – si corre l’ulteriore rischio che vengano conferiti in un impianto della nostra regione anche rifiuti provenienti da altre regioni”. “L’unica possibilità che abbiamo davanti – ha concluso Bisonni, chiedendo all’assessore Sciapichetti di rimettere la sua delega nel settore della gestione dei rifiuti – è approvare la mozione e scongiurare l’ipotesi di realizzazione di un termovalizzatore”.

sciapichetti

Angelo Sciapichetti

Prima del voto che ha rigettato la richiesta di mozione, ha parlato l’assessore chiamato in causa da Bisonni. “Si è fatto molto sul fronte della raccolta differenziata spinta – ha detto Sciapichetti – tanto da giungere ad una media anche superiore (65,41%) a quella prevista dalla normativa nazionale”. “Pertanto – ha concluso – non è affatto vero che la politica regionale è stata con le mani in mano e, anzi, in ogni sede abbiamo detto No alla realizzazione degli impianti di termovalorizzazione”. Nel dibattito sono intervenuti il consigliere Enzo Giancarli e Andrea Biancani (Pd), Sandro Zaffiri (Lega nord), Piero Celani (Fi), Peppino Giorgini e Piergiorgio Fabbri (M5s), Luigi Zura Puntaroni (Lega nord), Luca Marconi (Udc), Gianni Maggi (M5s) e, infine, il presidente della Giunta regionale, Luca Ceriscioli: “Gli obiettivi ambientali – ha detto – sono raggiungibili se tutta la filiera è coinvolta nel progetto, dalle istituzioni fino al cittadino. Non credo utile il referendum nazionale ma sono disponibile ad una consultazione regionale”.

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Sandro Bisonni

Nelle Marche il conferimento in discarica dei rifiuti è in aumento. Nessun investimento è stato previsto per gli impianti di smaltimento. La Regione dice no al referendum contro l’inceneritore. Un insieme allarmante dato dai numeri e non dalle previsioni. Temevo – ha detto Bisonni – che la mia mozione sarebbe stata respinta. La Regione da un lato afferma una cosa ma nei fatti ne fa un’altra e anche se l’assessore  annuncia che nella nostra regione sale la percentuale della raccolta differenziata, la possibilità che il Governo nazionale, alla luce dei dati reali, imponga la costruzione di un inceneritore nel nostro territorio è certa. A stabilirlo saranno i numeri non le parole. All’aumento della percentuale di differenziata – afferma Bisonni – non corrisponde assolutamente la riduzione di materiale che va in discarica, condizione primaria per evitare l’inceneritore. I dati, infatti, sono molto chiari e registrano tra il 2015 e il 2016 un aumento dei rifiuti da smaltire che sono arrivati a quota 394 mila tonnellate contro i 100 mila che dovrebbero essere raggiunti per evitare l’inceneritore. Un dato che vede alzarsi, dopo anni di discesa, la quantità di rifiuti da smaltire segno inequivocabile che l’azione della Regione in questo ambito è in contro tendenza e quindi fallimentare. Per questo chiedo la remissione della delega dell’assessore. Inoltre il rifiuto al referendum per dire chiaramente “No” all’inceneritore, mostra palesemente la nebulosità della politica regionale in questo ambito. Basti pensare all’assenso dato dalle Marche, in sede di Conferenza Stato – Regioni, all’inserimento nella legge nazionale di ‘accordi interregionali volti ad ottimizzare le infrastrutture di trattamento dei rifiuti’ e al fatto ancora più eclatante che da anni non si investe più nell’ammodernamento e ampliamento delle strutture e degli impianti per la raccolta differenziata. Quindi è del tutto inutile affermare che siamo tra le regioni più virtuose se poi i rifiuti che vanno in discarica aumentano e avvicinano sempre di più l’inceneritore nelle Marche”.


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