Cesare Bocci “Clown nel cuore”
si divide la città del sorriso
con Enzo Iacchetti (Le foto)

MONTE SAN GIUSTO - Domenica di festa assieme ai ragazzi dell'Anffas. Nasi rossi e abbracci per il gran finale. L'attore marchigiano: "Mi avevano detto che sarebbe stata un’emozione, ma non immaginavo così grande"

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Premio “Clown nel cuore” a Cesare Bocci

 

(foto di Andrea Petinari)

Enzo Iacchetti, in veste di “sindaco della città del sorriso” si è commosso oggi pomeriggio a Monte San Giusto, ed è sceso ad abbracciare i ragazzi dell’Anffas seduti in prima fila per la serata conclusiva del festival Clown&Clown. “Sempre un piacere essere qui” ha detto Iacchetti, da sette anni ospite della festa. In questa edizione il premio “Clown nel cuore” è andato all’attore Cesare Bocci, che per l’associazione si è speso e si spende ogni anno. E questo è un momento speciale per l’Anffas che celebra i 50 anni. “Mi avevano detto tutti che sarebbe stata un’emozione – ha commentato Bocci – ma non immaginavo così grande”. Parlando dei ragazzi dell’ANFFAS ha poi aggiunto: “Tutti i bambini devono poterci venire e devono poter ridere”. E così alla fine, quando c’era tagliare il filo del palloncino a forma di cuore per lasciarlo volare libero nell’aria, Bocci ha chiesto una mano proprio a uno dei “suoi” ragazzi lì davanti. C’erano anche il presidente dell’Anffas Marco Scarponi e il sindaco Andrea Gentili. Un finale perfetto per un’edizione da ricordare (stamattina c’è stato anche un matrimonio – leggi l’articolo). Edizione che ha avuto come tema proprio la diversità nella sua accezione più estesa e positivaUn concetto che da sempre è insito nel Festival, ma che quest’anno ne è diventato il baluardo, in un’ottica di grande sensibilizzazione al rispetto reciproco. “Immaginando una società fondata sul valore della diversità – spiegano gli organizzatori – non ci sarebbe più un sistema cui uniformarsi, non ci sarebbe più una parte “giusta” ed una “sbagliata” della barricata, ma ci si riconoscerebbe solo come esseri umani, diversi, ma tutti depositari dei medesimi diritti e doveri. Portavoce di questo messaggio è ovviamente il clown, che spesso si diverte a capovolgere il nostro punto di vista per farci vedere il mondo paradossalmente sottosopra”.  Il tema della diversità è stato approfondito attraverso incontri con le scuole del territorio, spettacoli e istallazioni fotografiche durante l’intera settimana del Festival. Un momento particolarmente importante è stato l’incontro tra le varie comunità etniche presenti sul territorio organizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale.

GLI SPETTACOLI – Una delle principali caratteristiche che contraddistingue il Clown&Clown Festival è l’ideazione e l’organizzazione di grandi eventi di piazza, che coinvolgono un vasto pubblico in modo scenografico ed emozionante. Per cui, anche quest’anno, oltre allo spettacolare evento finale, ci sono stati anche gli “Hugs of Colors”, con i bambini e i ragazzi dell’Istituto Comprensivo L. Lotto ad invadere con la loro allegria la piazza della Città del Sorriso. Centinaia di bambini vestiti di bianco hanno immerso le loro mani in vernici naturali e si sono stretti in un abbraccio variopinto. L’evento, presentato da Nicola Virdis, ha visto anche la partecipazione di Marco Rodari, alias Claun il Pimpa, che ha portato la testimonianza delle sue missioni in zone di guerra per portare un sorriso a bambini e ragazzi con la sua Associazione “Per far sorridere il cielo”. Grandissimo successo anche per l’accoppiata Andrea Caschetto e Paolo Ruffini, che nel primo pomeriggio di sabato hanno dato vita ad un intenso incontro dal titolo #solocosebelle. Ruffini ha parlato della sua urgenza personale di nutrirsi di energia vita che lo ha spinto a lavorare con dei ragazzi con la sindrome di down e a dare vita al progetto “Un grande abbraccio”, che l’anno prossimo diventerà “Down Up”. Ruffini ha definito la sua presenza al Festival come un’urgenza e ha espresso la volontà di tornare con tutti i ragazzi del progetto. Intanto quest’anno ha portato Diana Del Bufalo, che è salita sul palco alla fine dell’intervento per esprimere il suo entusiasmo per la Città del Sorriso e per il Festival. Dal canto suo, Andrea Caschetto ha parlato della sua esperienza con la diversità: dal tumore, di cui non ricorda e non vuole ricordare il nome, alla felicità trovata grazie ai volti dei bambini degli orfanotrofi africani. Il suo invito ai presenti è stato quello di ricordarsi di essere sempre dei clown e a trasformarsi in persone felici. Un teatro gremito di persone che è stato anche il palcoscenico per presentare in anteprima il suo secondo “Come se io fossi te”. Caschetto ha scelto di devolvere i proventi della vendita dei volumi avvenuta a sostegno del Festival. Dopo il bagno di folla e le foto di rito, un fiume di persone, guidato dagli stessi Ruffini e Caschetto, a cui si è aggiunto anche Cesare Bocci, si è riversato alle porte della Città del Sorriso per partecipare alla ormai tradizionale “Esplosione di Colori”. Presentato da Francesco Giorda, l’evento ha visto migliaia di persone in t-shirt bianca dare vita ad una nuvola fatta di polveri colorate, a ritmo di musiche, giochi, e balli. L’immensa e scenografica nuvola variopinta ha avuto, quest’anno, anche un forte significato simbolico: i singoli colori si sono fusi in una immensa nuvola di colore, al di là di ogni diversità.

L’EVENTO FINALE – “Rimbalzi di gioia, un abbraccio finale”. E’ quest il titolo dell’attesissimo evento finale del Clown&Clown. I palloncini quest’anno non sono rimbalzati solo nella piazza, ma hanno abbracciato gran parte del centro storico del piccolo borgo marchigiano, per permettere la gestione in piena sicurezza delle migliaia di persone presenti. Un’organizzazione che si è risolta in un dialogo tra due folle: quella dentro e quella fuori al portale, che si sfidavano rilanciando con coreografie di piazza coloratissime e spettacolari. Come da tradizione, lo spettacolo ha visto gli immancabili palloncini, ma ha riservato alla folla anche nuove sorprese. Non più solo palloncini rossi, ma un trionfo di colori ha celebrato il tema della diversità e ha entusiasmato la folla che si è lasciata coinvolgere in un vortice di emozioni autentiche. E poi c’erano anche i “rocket baloons” che hanno preso il volo al ritmo incalzante della musica, e le nuvole di schiuma, una novità che arriva direttamente dal Giappone e ha dato vita ad un’atmosfera onirica e romantica. Una scenografia stupefacente, frutto della voglia di sperimentare e di stupire continuamente il pubblico ogni anno. Immagini davvero spettacolari da guardare, ma ancor più da vivere nel bel mezzo di quell’entropia positiva. Controlli serrati all’ingresso per questioni di sicurezza, l’organizzazione è stata comunque impeccabile ed è stato allestito un maxischermo poco distante, con un altro animatore e collegamenti da una piazza all’altra. I presenti sono stati invitati ad abbracciarsi e baciarsi, per celebrare l’amicizia, l’allegria e il tema di quest’anno.  Per finire, il naso rosso gigante che addobbava la torre in piazza è stato spento. Buona notte Clown&Clown e arrivederci all’anno prossimo.

(segue aggiornato) 

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Enzo Iacchetti e Cesare Bocci

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Enzo Iacchetti

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Paolo Ruffini con il sindaco Andrea Gentili di Monte San Giusto e Andrea Caschetto

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L’intervento del sindaco Andrea Gentili

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Il sindaco Andrea Gentili con la giunta

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Selfie di Paolo Ruffini coi fan

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Selfie con Paolo Ruffini

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Paolo Ruffini e Diana Del Bufalo

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Paolo Ruffini e Andrea Caschetto

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Marco Scarponi, presidente Anffas Macerata

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Il comico marchigiano Piero Massimo Macchini

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Paolo Ruffini

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Paolo Ruffini

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Paolo Ruffini improvvisa con una bambina del pubblico

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Paolo Ruffini e Diana Del Bufalo emozionati a fine serata

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Paolo Ruffini e Diana Del Bufalo

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Paolo Ruffini con i fan

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Lo spegnimento del naso rosso

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Cesare Bocci riceve il premio

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I controlli all’entrata della città

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I controlli all’entrata della città

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Enzo Iacchetti e Cesare Bocci

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Enzo Iacchetti e Cesare Bocci

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Enzo Iacchetti saluta i ragazzi dell’Anffas

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Enzo Iacchetti e Cesare Bocci ballano con la banda

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Cesare Bocci

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Il taglio del nastro del palloncino

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Cesare Bocci fa tagliare il nastro del palloncino ai ragazzi dell’Anffas


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