Commissioni, la maggioranza
blinda la lettura:
“Rispettiamo la privacy”
CIVITANOVA - Con 17 no, ieri notte si sono chiuse le porte della sala del Consiglio comunale. Lette le relazioni in seduta segreta, ancora occultata al pubblico la sintesi del lavoro delle commissioni. Tra le ragioni della chiusura criteri di autotutela e prudenza per paura di denunce. Corvatta: "hanno evitato di comparire di fronte alle commissioni, ora rifiutano la lettura pubblica"
di Laura Boccanera
(foto di Federico De Marco)
Ancora sconosciuto il contenuto delle relazioni delle commissioni di inchiesta consiliare su supermercati e assunzioni. La maggioranza ieri sera ha votato per proseguire la lettura in seduta segreta, di fatto venendo meno allo spirito con il quale si erano costituite le commissioni di indagine. Poco prima delle 2 del mattino le porte del consiglio comunale si sono chiuse, il vigile urbano l’ultimo ad uscire, dopo di che l’assise ha proseguito la lettura delle quasi 70 pagine di relazione al chiuso fino alle 4 del mattino aprendo il plico fino a quel momento secretato. Prima però quasi due ore di discussione per un intendimento che in realtà era già preso in partenza come il presidente del Consiglio comunale Claudio Morresi ha lasciato intendere e per come pure si è espresso il segretario comunale Sergio Morosi. Una misura che è apparsa esagerata, dal momento che, oggi, a lettura effettuata, i criteri di riservatezza per i quali il consiglio è stato blindato appaiono quasi una forzatura. Nel plico infatti, una lettera del presidente delle commissioni Giovanni Corallini spiegava che le relazioni contenevano solo le iniziali di eventuali persone citate e invitava alla riservatezza solo per alcuni documenti allegati alla relazione. Ma il Consiglio, messo ai voti, ha deciso comunque di procedere in segreto paventando la scure di improbabili denunce a pioggia sui consiglieri che avessero votato a favore per la lettura pubblica.
Quando si inizia a parlare delle commissioni il presidente del consiglio Morresi afferma che la volontà è quella di mettere ai voti la possibilità di proseguire in seduta pubblica, ma prima fa un excursus storico sulla nascita delle commissioni e sulle alterne vicende che hanno portato, a commissioni sciolte, la vicenda in consiglio. E poi spiega anche il perchè della segretezza, sebbene nel consiglio comunale della giunta Corvatta la lettura stava per approdare (e era all’ordine del giorno) in seduta pubblica: «Stante le raccomandazioni della lettera di Corallini non ce la siamo sentiti di fare una seduta pubblica, non per nascondere chissà cosa, ma solo per autotutela, comunque la metteremo ai voti». Rinforza il concetto il segretario Morosi che inserisce un ulteriore elemento di tutela: «ci sono allegati che possono avere certificati penali che rivestono questioni di privacy di un certo tipo. In una lettura pubblica nel momento in cui potrebbero ravvisarsi elementi che compromettono la moralità di una persona il danno già è stato fatto» – motiva la scelta del consiglio blindato. Tanto che il segretario si spinge addirittura oltre e ipotizza di chiedere il parere di un garante della privacy prima di concedere la relazione in caso di una richiesta di accesso agli atti: «se il consiglio delibera di andare in seduta segreta il plico viene riconsegnato al segretario e se emergeranno accessi agli atti – il primo già è stato presentato da Yuri Rosati ieri mattina – chiederò un parere all’autorità sulla privacy con una specifica pronuncia prima di concederli».
A nulla sono valse le rimostranze dei consiglieri di opposizione Pier Paolo Rossi che ha sottolineato come da regolamento le commissioni debbano contenere fatti, senza opinioni personali o valutazioni che potrebbero minare la credibilità di soggetti terzi e che i citati erano riportati con le iniziali, o quelle di Stefano Ghio, Yuri Rosati o Mirella Franco. Tanto che ad un certo punto del dibattito l’assessore Fausto Troiani ipotizza addirittura di non leggerle e mandare il plico in Procura. Prima del voto la seduta si sospende, la maggioranza si ritira in conclave e al rientro mette ai voti la proposta di aprire la lettura. Pasticcio formale del presidente che si avvita su come proporre il quesito e si dimentica dell’emendamento presentato dal consigliere Ghio che proponeva appunto la seduta pubblica.
Dà manforte per la seduta segreta il consigliere Alfredo Perugini: «questa è strumentalizzazione – dice – vanno anche salvaguardate dal punto di vista morale le persone. La commissione che ha indagato non è la Cia o il Kgb, dobbiamo anche ipotizzare che ci siano scritte delle fregnacce e perchè avvalorarle, non ci sto. Solo per soddisfare le caratteristiche di curiosità e gossip di qualcuno. Perchè non l’ha letta quell’amministrazione che ieri non l’ha portata e oggi vuole leggerla, sono assolutamente contrario, non perchè non voglio che il popolo non sappia, ma non si scherza con la pelle delle persone». Alla fine il punto non passa con i 17 no della maggioranza. Critico l’ex sindaco Tommaso Corvatta: «Sono esterrefatto – dice – molti consiglieri dell’attuale maggioranza non vogliono la lettura pubblica delle conclusioni. Dopo aver evitato di rispondere agli inquirenti sull’inchiesta sulla civita park, dopo aver evitato di comparire di fronte alle commissioni di indagine, adesso rifiutano la lettura pubblica. Così si da l’impressione di avere qualche cosa da nascondere. Io non ci sto. Ho testimoniato di fronte agli inquirenti, mi sono presentato quando chiamato alla commissione di indagine, e non voglio passare come quello che cerca di eludere la verità».







Vorrei ricordare al Dott. Corvatta le decisioni prese dall’ Anac e che la Corte dei Conti non ricordo si sia espressa come richiesto.
Le decisioni riguardano la richiesta di ribaltare le decisione già prese e in seguito ad una audizione richiesta. Quindi prima di parlare, al di là delle commissioni di inchiesta di cui è difficile capire le motivazioni della mancata lettura che tanto per quattro ore chi ci avrebbe perso sonno a sentirla, prima di assurgere a paladino leale di cui seguirne le orme, aspetterei.
Per quanto riguarda il consiglio, sarebbe stata sufficiente una voce che avrebbe scandito la famosa frase del Nazareno: “ Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
Così con il cuore gonfio di perdono per se stessi e per gli altri, si sarebbe fatto tutti, una bella figura e pure autobenedetta.
TESTO AUTENTICO DELLA DETERMINA ANAC AD USO DI SMEMORATI, ASCRITTI E ARCHIVIATI.
….L’audizione richiesta si è svolta innanzi al Consiglio dell’Autorità in data 6.7.2016. Il comune di Civitanova Marche è stato rappresentato dal dott. Pier Giuseppe Mariotti, Segretario Generale, dall’arch. Maurizio Scapeci, Dirigente del settore pianificazione territoriale, e dal prof. Giulio Silenzi, vice sindaco………
Questa in sintesi la conclusione dell’Anti Corruzione che rigetta il tentativo di ribaltare le decisione già prese e che erano le seguenti: Delibera di ravvisare nelle procedure del Comune di Civitanova Marche… le violazioni alle disposizioni vigenti in materia….. di disporre l’invio, da parte dell’Ufficio Vigilanza Lavori …….. di trasmettere il presente provvedimento alla Procura della Repubblica di Macerata ed alla Procura regionale della Corte dei Conti per i profili di competenza.
Il Presidente Raffaele Cantone.