Casette a Villa Lazzarini,
“Scelta contraria alle norme”
TREIA - Opposizione all'attacco sul sito su cui sarà realizzata l'area che ospiterà le Sae
Casette per le persone sfollate di Treia a Villa Lazzarini, l’opposizione non ci sta. La minoranza chiede un’interrogazione sull’area agricola e di proprietà privata scelta per localizzare le Sae. «Il sindaco – si legge in una nota stampa scritta dal consigliere Francesco Sassaroli e i sostenitori Giovanna Matteucci, Michele Palazzesi, Giuliana Palanga, Loretta Zacconi e Domenico Ruffini -, per tutta risposta, dà avvio ai lavori, malgrado l’evidenza di una scelta contraria alle norme che regolano l’individuazione e l’acquisizione del sito destinato ad ospitare le Sae e noncurante delle denunce che ne sono scaturite». Secondo i contrari alla scelta della Giunta «la giusta tutela delle esigenze abitative dei terremotati della nostra comunità finisce per essere un danno economico per lo Stato e, di fatto, per le tasche di noi cittadini che paghiamo le tasse». «La scelta dell’area agricola e di proprietà privata individuata dal sindaco per la localizzazione delle casette tradisce il “principio di economicità”, “l’esigenza di limitare le modifiche all’uso dei suoli nei territori interessati” ed il criterio secondo cui deve essere assicurata “la preferenza alle aree pubbliche rispetto a quelle private”. Inoltre l’insediamento della casette in legno dovrebbe garantire la “prossimità dei nuclei familiari all’insediamento preesistente”. Rispetto ad un territorio comunale di circa 93,54 chilometri quadrati, quell’area è stata forse scelta perché i nuclei familiari richiedenti le casette in legno sono tutti già residenti nella frazione di Passo di Treia?» affermano i contrari citando l’ordinanza regionale che regola la scelta dell’area su cui edificare le Sae.
L’ordinanza stabilisce che qualora non si riesca ad individuare aree pubbliche e si debba ricorrere ad aree private, il bene dovrà essere restituito al proprietario al termine del contratto nelle condizioni di fatto e di diritto che aveva in precedenza. Ciò significa che il sito di proprietà privata trasformato, ed eventualmente arricchito da opere di urbanizzazione e di messa in sicurezza, «andrebbe ricondotto in ripristino con spese ingenti – si legge nella nota stampa -, tali da far apparire la procedura contrastante con i generali principi di proporzionalità, di ragionevolezza e di economicità. E’ evidente quindi che in tali casi sia opportuno procedere all’acquisizione dell’area al patrimonio pubblico». Sulla scelta di Villa Lazzari «il sindaco ha omesso – continua la minoranza – di dare atto che la Protezione civile ha consigliato di individuare aree alternative nella porzione di territorio posta a nord del fiume Potenza, dopo due consecutive indicazioni date dallo stesso Capponi di aree non idonee dal punto di vista idrogeologico. Inoltre il sindaco, non si è presentato all’appuntamento fissato per il sopralluogo e non ha mandato neppure un proprio rappresentante. In mancanza di un’indicazione utile data dal primo cittadino, la Direzione di comando e controllo (Dicomac) della Protezione civile ha suggerito all’Amministrazione comunale un’ampia area sita sul versante opposto a quello inondabile dal fiume Potenza. Nell’ambito di questa indicazione di massima, il terreno agricolo di proprietà privata e per di più gravato da un gasdotto, che impone ulteriori prescrizioni, è stato individuato dal Sindaco cui deve attribuirsi la totale paternità della scelta». Una scelta non comprensibile all’opposizione opposizione che infine sottolinea come «nell’area consigliata dal Dicomac, come pure in via del Vallato, esistono, in verità, fondi di proprietà pubblica parzialmente o totalmente urbanizzati e fondi macchiati dal Piano regolatore generale (Prg) a residenziale che, laddove scelti, avrebbero consentito un ingente risparmio».

