“Le mani, emozioni catturate”
dall’Accademia di Belle Arti

MACERATA - L'istituto ha presentato la nuova campagna di comunicazione e dell'offerta formativa. La direttrice Taddei: "L'anno scorso gli iscritti sono cresciuti del 20%"

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La nuova campagna Abamc: da sinistra Eleonora Sarti, Emanuele Bajo, Paola Taddei e Matteo Catani

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“Le mani lavorano e comunicano esperienza. Sono le sensazioni che riusciamo a catturare, le emozioni che riusciamo a vivere”. Così Paola Taddei, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, questa mattina ha lanciato la nuova campagna di comunicazione dell’istituzione maceratese. Al centro le mani che creano e che catturano, dal trattato aristotelico alle architetture metafisiche di De Chirico, e che da oggi sono anche le mani che attraversano il confine della realtà per afferrare l’energia creativa dell’Abamc. Quelle rese dall’abile lavoro dei docenti Matteo Catani ed Emanuele Bajo premono su quattro textures ispirate ai kimono giapponesi, fondendosi con i colori sgargianti del tessuto.

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Il libricino a ventaglio per presentare l’offerta formativa

Una campagna di rottura rispetto alle quattro precedenti dove al centro c’era la figura umana. Un cambio di direzione che ha interessato anche la presentazione dell’offerta formativa, diventata formato tascabile con il libricino a ventaglio che sintetizza perfettamente l’anima minimal e allo stesso tempo ricca di dettagli dell’accademia. L’anno scorso gli iscritti sono stati 1178. “Una crescita del 20%  – spiega Taddei – che rispecchia l’impegno per rimodulare e ampliare l’offerta dei nostri corsi. Il nuovo percorso di fotografia ad esempio è l’ottimizzazione dell’area design e del corso di illustrazione”. Alla campagna di comunicazione hanno lavorato anche gli studenti del biennio di Fotografia e di Digitale video: un’esperienza formativa e di dialogo tra i dipartimenti. Tutto nasce da uno scatto di due mani che spingono un telo bianco elastico. Con il lavoro di digital painting le textures sono state applicate e studiate nei minimi dettagli per restituire anche in grandi formati la sensazione del tessuto utilizzato. “I colori – dice Taddei – sono intensi e danno energia. Rappresentano uno stato d’animo molto forte che è il nostro. Quelle mani spingono e potrebbero anche rompere il tessuto per trovare nuove soluzioni creative”.

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