Crolli alla chiesa
dove pregava San Francesco:
“I fedeli devono tornare”

APIRO - E' l'appello dell'attuale proprietario del santuario in località Favete fondato dallo stesso patrono d'Italia, dove da giovane operava i primi miracoli. La struttura è rimasta distrutta dal terremoto di ottobre. Al suo interno è presente un affresco del '400 che rischia di danneggiarsi

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Sauro Bartocci davanti ciò che è rimasto della chiesa di San Francesco

 

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La parte rimasta integra è la più antica, quella dell’abside

 

Una Chiesa fondata da San Francesco in persona, dove il patrono d’Italia operava i primi miracoli e faceva conoscere il suo nome ai fedeli. Una struttura vecchia di almeno sette secoli che sorge vicino ad una grotta inaccessibile dove Francesco si riposava. Quel santuario si trova ad Apiro, ma è inagibile dal terremoto di ottobre. E’ la storia della chiesa in località Favete di Apiro. Conosciuta ormai come la chiesa di San Francesco, la struttura è di proprietà di Sauro Bartocci. La sua famiglia custodisce la chiesa da generazioni. Sauro, legatissimo alla figura del santo, insieme alla sua famiglia e ai suoi operai (Bartocci gestisce un agriturismo e un maneggio nel posto) ha tolto e conservato tutte le macerie dell’antico edificio. Ogni singola pietra è stata messa da parte dall’uomo, così che si possa la più presto cominciare a ricostruire la chiesa esattamente come era fino a qualche mese fa. «Il problema – spiega Bartocci – è che all’interno della chiesa c’è un antico affresco che viene considerato un reperto unico nel nostro territorio. L’ignoto autore del Quattrocento ha raffigurato la Madonna del latte e diversi miracoli compiuti da Francesco. C’è anche una dedica a chi ha permesso la costruzione del santuario. Le intemperie, tuttavia, rischiano di rovinarlo per sempre e io ovviamente non posso metterci mano». Per il resto, Bartocci è disposto anche a ricostruire personalmente il resto della chiesa, «ma per il bene del posto e di San Francesco, sarei disposto a cedere la struttura a chi possa valorizzarla degnamente e possa renderla di nuovo fruibile a tutti, i fedeli devono tornare qui. Non essendo di proprietà della diocesi – conclude -, è difficile trovare dei fondi per ristrutturarla. Ma spero che il mio appello venga ascoltato».

(Leo. Gi.)

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L’affresco del ‘400 dipinto nell’abside della chiesa. Sotto l’immagine della Madonna del latte, sono rimaste leggermente visibili alcune raffigurazioni dei primi miracoli che sarebbero stati compiuti da San Francesco, tra cui il risveglio di un bambino morto


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