Macerata celebra 30 anni di Erasmus,
Corradini: “La diversità è una ricchezza”
FESTA DELL'EUROPA - Piccola cerimonia in piazza con gli studenti internazionali che sono nel capoluogo per studiare. Presente il rettore Unicam

I 30 anni di Erasmus in piazza della Libertà a Macerata

Da sinistra Flavio Corradini, Federica Curzi, Serena D’Amato e Ilir Hetaj
di Federica Nardi
“Come università non dobbiamo mai stancarci di incentivare i nostri studenti ad andare fuori. Perché le differenze non sono un ostacolo ma una ricchezza. E quando non ce la facciamo dobbiamo ringraziare chi l’Europa la porta qua”. Così il rettore dell’università di Camerino, Flavio Corradini, questo pomeriggio in piazza della Libertà a Macerata ha celebrato i 30 anni di vita dell’Erasmus, il programma di mobilità che permette di studiare all’estero a migliaia di ragazzi e ragazze.

Giovanni D’Amico
Con lui studenti dell’ateneo di Macerata e di Camerino provenienti da tutta Europa e anche l’assessore Federica Curzi, Ilir Hetaj e Serena D’Amato, rispettivamente presidente maceratese e vicepresidente nazionale dello European student network (Esn). “Ci occupiamo dell’accoglienza – spiega Hetaj – promuoviamo il territorio marchigiano e nazionale. Portiamo avanti, tra gli altri, anche il progetto Social Erasmus per rendere partecipi gli studenti nelle città dove sono ospitati”. E a raccontare il bello di “essere europei” è stato chi studia a Macerata e proviene dalla Spagna, dalla Turchia e dalla Repubblica Ceca. Ma anche dalla più vicina Palermo: “Volevo fare l’Erasmus ancora prima dell’università”, racconta Giovanni D’Amico, 21 anni, che da tre studia Scienze politiche a Macerata. Lui l’Erasmus l’ha fatto in Svezia. Un’occasione per viaggiare: “In quel periodo ho visitato la Polonia, la Finlandia, l’Estonia e la Russia. L’esperienza più bella della mia vita”. Da domani per celebrare l’Europa tornano anche gli aperitivi europei che a Macerata porteranno la cucina internazionale in tutti i bar che hanno aderito (la mappa dei bar).

La diversità è bella se non viene imposta. L’Islam è interessante se non vuole convertire con la forza. Gli Africani sono belli se rimangono in Africa, nelle loro terre sfruttate dalle vecchie e nuove potenze coloniali e dai governi africani tribali, incapaci, inetti, ladri e, all’occorrenza, criminali. I loro governanti vogliono governare indisturbati per il potere tribale e i soldi nelle banche occodentali. Se diamo aiuti, una buona parte finisce nelle loro tasche. Altri cinquanta anni di colonialismo “illuminato” sarebbero serviti per avere una classe burocratica nera all’altezza di mandare avanti la baracca. Mugabe, tanto per citare, è l’esempio deleterio dell’Africa che si gestisce da sola (a parole). Il governo sudafricano del partito di Mandela va avanti piuttosto bene perché esistono ed operano gli ex-colonialisti boeri e di altre nazionalità. Mandela aveva visto come Mugabe aveva ridotto il più bello e ricco paese africano della Rhodesia del Sud. Quindi pensò bene di creare una forma di collaborazione con gli ex-colonialisti (dopo la caduta dell’Unione Sovietica, che foraggiava insieme ad altri Paesi comunisti l’ANC di Mandela).
L’immigrazione afro-musulmana imposta secondo il Piano Kalergi, perché è ciò che gli Illuminati (o gli Illuministi di Macron) vogliono per distruggere la nostra civiltà europea, porterà a scontri e povertà nei futuri decenni.