Lavori alla caserma,
carabiniere assolto dal peculato
e condannato per falso ideologico

APIRO - L'ex comandante della stazione, Raffaele Verna, è stato prosciolto, insieme al titolare della ditta cui erano state affidate le opere, dall'accusa più grave. Ha invece rinunciato alla prescrizione per la seconda imputazione. Il legale: "Siamo stati onesti e coraggiosi, credevamo di dimostrare di non aver fatto nulla. Aspettiamo le motivazioni e faremo appello"

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L’avvocato Andrea Natalini

 

di Gianluca Ginella

Carabiniere era finito sotto accusa per peculato e falso ideologico: assolto dalla prima accusa, è stato condannato a 8 mesi per la seconda imputazione dopo aver rifiutato di avvalersi della prescrizione. Sotto accusa c’era anche il titolare di una impresa che è stato a sua volta assolto dall’accusa di peculato mentre per il falso ideologico i giudici hanno dichiarato la prescrizione. La sentenza è arrivata oggi al tribunale di Macerata. I fatti riguardano l’appropriazione di denaro destinato a lavori di sistemazione della caserma di Apiro. Il difensore del militare: «Siamo soddisfatti per l’assoluzione dal peculato, che era l’accusa più grave, sull’altra attendiamo di leggere le motivazioni. Credo che siamo stati onesti e coraggiosi, credevamo saremmo riusciti a dimostrare di non avere fatto nulla».

L’ex comandante della stazione di Apiro, Raffaele Verna, 52, e il titolare della ditta Corim srl, Marco Pieri, 50, originario di Roma, erano sotto accusa al tribunale di Macerata per peculato e falso ideologico. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli (che ha chiesto la condanna a 4 anni per entrambi), Verna e Pieri (che con la sua impresa doveva compiere lavori di ristrutturazione nella caserma di Apiro) si sarebbero appropriati di una somma imprecisata, ma compresa tra i 6mila e i 31mila euro, che la prefettura di Macerata aveva destinato al pagamento delle opere alla stazione dei carabinieri. Secondo l’accusa i lavori sarebbero stati compiuti in minima parte e con un impiego minimo di materiali, invece sarebbero state svolte opere, come l’edificazione di un muretto, in una proprietà di Verna a Potenza Picena. In questo modo, dice l’accusa, gli imputati si sarebbero appropriati di risorse dello Stato, da qui l’accusa di peculato. I fatti risalgono al 2006. Inoltre veniva contestato a Verna e Pieri il falso ideologico per avere indicato alla prefettura che i lavori di ristrutturazione della caserma erano stati regolarmente compiuti e che quindi potevano essere pagati. Il Tribunale di Macerata ha assolto entrambi dall’accusa di peculato: «perché il fatto non sussiste».

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L’avvocato Giovanna Matteucci

Pieri, assistito dagli avvocati Barbara Antolini e Giovanna Matteucci, è stato prosciolto anche dall’accusa di falso ideologico, per intervenuta prescrizione. Verna, assistito dall’avvocato Andrea Natalini, aveva invece rifiutato di avvalersi della prescrizione ed è stato condannato a 8 mesi per il falso ideologico. «È andata bene, ci interessava principalmente l’assoluzione dal peculato – dice l’avvocato Natalini –. Per il falso ideologico, dico che noi siamo stati coraggiosi e onesti, credevamo di dimostrare che non avevamo fatto nulla, anche perché quietanzare le fatture era stato disposto da organi superiori. Mancavano da fare tre serrature e un listello di legno, lavori che poi sono stati fatti. Ringraziamo comunque il collegio per come siamo stati giudicati, attendiamo le motivazioni della sentenza e poi presenteremo appello». Verna attualmente è in servizio alla Compagnia dei carabinieri di Jesi.


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