Vendite online, Marche fanalino di coda:
“Non c’è più tempo da perdere”

ECONOMIA - Confartigianato Macerata svela dati e strategie: solo il 5,8 percento delle piccole e medie imprese della nostra regione ha un canale su internet ma la domanda, soprattutto estera, è alta

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Da sinistra Renzo Leonori e Giuseppe Ripani

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Sara Servili

di Federica Nardi

(Foto di Lucrezia Benfatto)

La svolta in tempi di crisi può essere solo digitale per le piccole imprese artigiane delle Marche. “Non è più una possibilità ma un obbligo”, dice Giuseppe Ripani, responsabile Innovazione per Confartigianato Macerata. L’occasione: un tavolo con alcuni esperti e rappresentanti di imprese della confederazione che già hanno scommesso sull’online e che vogliono dire qualcosa di diverso rispetto ai dati “raccapriccianti” (così li definisce Sara Servili del gruppo Ict di Confartigianato) che puntano il dito contro un settore che non è stato in grado di cogliere le potenzialità della rete. Le piccole e medie imprese delle Marche sono ultime nella graduatoria nazionale per vendite online con una percentuale che nel 2016 si ferma al 5,8 percento contro un pubblico che invece sempre di più si rivolge a internet per fare acquisti (il 54,8 percento dei marchigiani, circa 4 punti in più della media nazionale).

Le aziende artigiane tra piccole e piccolissime (con più o meno 10 dipendenti), che hanno un sito e una strategia di vendita online sono pochissime. Una trentina per adesso dentro Confartigianato Macerata in tutti i settori, dalla moda al cibo fino alle costruzioni. I motivi di una tale reticenza sono soprattutto economici. Un addetto ai lavori “digitali” che si occupi di sito, ecommerce, social network e così via, tasse comprese, può costare alla piccola ditta dai 25mila ai 50mila euro l’anno. Così il sito internet o la vendita online vengono affidati ad amici, familiari, senza comprenderne l’importanza strategica. Oppure, peggio ancora, “ci chiedono di passare allo shop online quando sono alle strette con il fatturato – dice Massimo Maccari del gruppo informatico Sis di Tolentino – pensando che si possa vendere da un giorno all’altro. Invece è come aprire un negozio, serve programmazione”.

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Ma ci sono anche storie diverse e di successo. Come quella di Daniele Macellari, che ha digitalizzato l’impresa di famiglia dal 2006 puntando sull’online e sulle risorse umane per sfidare la crisi economica. O come quelle di Andrea Carpineti che su internet in 1 solo anno con la sua startup che permette di creare online e ordinare la scarpa che si vuole ha raggiunto 28 paesi in tutto il mondo. Andrea Miandro ha creato uno showroom online, Emanuele Conforti con “My Marca” ha preso in carico 50 piccole aziende marchigiane che non avevano un canale di ecommerce. La domanda interna langue ma quella estera, dove c’è fame di “Made in Italy”, offre opportunità di sviluppo enormi. Le parole chiave, che tutti ripetono come un mantra, sono “cultura, strategia e omnicanalità”. Non importa se si vende o meno online, canale che non si addice a tutte le realtà, ma è fondamentale “esistere su internet – dice Macellari – e starci in modo rappresentativo. Non c’è più tempo da perdere”. E per chi da solo non riesce, “Confartigianato aiuta l’impresa a scegliere ciò che è più adatto”, dice Paolo Capponi dell’ufficio export. Perché se è vero che nelle Marche va migliorata l’offerta di servizi online e la domanda da parte delle imprese di nuovi strumenti digitali, è anche vero che l’investimento in questo settore “permette di abbattere l’investimento futuro e di migliorare le pratiche aziendali”, spiega David Clementoni di “Italian artisan”. Confartigianato chiede però anche l’aiuto della Regione e dello Stato, “ad esempio – dice la confederazione – finanziando finalmente voucher consistenti di almeno 10mila euro e detassando almeno per un anno i proventi da commercio elettronico per le piccole e medie imprese”. Presenti all’incontro di stamattina anche il presidente provinciale di Confartigianato Renzo Leonori, Lorenzo Brini, esperto di web marketing e Federica Sclavi del gruppo Sis di Tolentino.

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