Plebiscito per ‘Le Votaziò’
a Cecchi e Macedoni
MACERATA - Il celebre autore della commedia in dialetto e il suo regista ottengono il record di affluenza al teatro Don Bosco

(foto di Luciano Carletti)
A ‘Le Votaziò’, che si tenevano ieri a Macerata nel limitato arco di un pomeriggio soltanto, ha partecipato il 100% degli elettori. Per la verità, quasi. Perché solo 6 dei 370 aventi diritto non si è presentato alle urne. O meglio in platea e in galleria (lì si è registrato il …‘vuoto’) al teatro don Bosco che ha registrato il suo primo storico ‘pieno’ dopo il glorioso restauro di qualche anno fa. L’esito de ‘Le votaziò’? un’adesione plebiscitaria, bulgara, al listone unico Cecchi-Macedoni. Vale a dire il celebre autore della commedia in dialetto e il suo regista. Il quale all’intreccio originario ha innestato alcune modifiche da ‘Living Theatre’ e da pioniere post litteram, del voto femminile. Tutto accade nel corso dei ‘formidabili anni sessanta’ come ben indicato dalla scenografia (consulente Francesco Facciolli, vero deus ex machina, di suo padre Pino il manifesto/invito): tanti cartelloni ‘pubblicitari’ a riprodurre i marchi più in voga di quegli anni, con l’ispettore Rock in ‘primo piano’. Mentre i pantaloni a ‘zampa d’elefante’ di alcuni protagonisti ribadivano continuamente sulla scena quel periodo ‘formidabile’. Poi una scaletta musicale per far sognare i sessantottini presenti in aula: tra i cantanti Jimmy Fontana con ‘Paese mio’. A far corona all’indimenticabile Enrico Sbriccoli, tra gli altri Rocky Roberts, Mario Tessuto, Gianni Morandi, Adriano Celentano. Una festa ‘de noantri’, tutt’intorno la ‘Macerata cocca’ di Affede tutt’intorno.
Presenti massicciamente anche le generazioni giovani, da sottolineare per un trionfo totale della compagnia Fabiano Valenti di Treia. Potenziata da interpreti che hanno riscoperto di recente la giovanile passione per il teatro come Dante Guglielmi. Se poi si pensa che Dante da Penna San Giovanni, è uno ‘storico’ dirigente della sinistra maceratese l’ipotesi del compromesso storico sull’onda suggestiva ed evocativa di ‘Com’eravamo’, nel nome del democristianissimo Dante Cecchi, è stata ieri sera qualcosa di più, al Don Bosco. “Mio padre era un servitore della Cosa Pubblica, un moderato, un democristiano tuttavia senza far parte di qualsivoglia corrente” ha ricordato, commosso, il figlio Giovanni “e dunque si sarebbe trovato sulla stessa frontiera della valorizzazione del territorio con l’altro Dante: Guglielmi”. Che nella finzione è uno dei pochissimi a non rivestire vesti politiche. Nelle quali, avvolto dalla fascia tricolore, si è trovato perfettamente invece a suo agio il ‘capocomico’ e regista Fabio Macedoni, già vice a Treia del sindaco Franco Capponi, il politico di maggiore successo elettorale mai prodotto dall’ex Montecchio, l’ultima vandea bianca in provincia. Un’enclave come il paesino de ‘Le votaziò’ fieramente diviso tra la lista della Cerqua e de La campana: Capuleti e Montecchi poi riappacificata in sede di consiglio comunale dalla bella storia d’amore tra ’Fringuellu’, Gianfranco Piccinini e la fidanzata Lisetta (figlia del sindaco uscente e sconfitto) e cioè Virginia Ceccherini.
Proprio il balbuziente Fringuellu apre e chiude la scena: c’è l’attore anziano (Gaetano Tartarelli che è pure ‘Sbisciolò) il quale lascia la scena al giovane per poi ‘disegnare’ il the end insieme con la fidanzata, diventata da molti decenni, moglie (Antonella Macedoni, che è pure Gazzosa). Un’idea del regista: vincente come quella di ‘eliminare’ un consigliere al maschile (‘Fulminante’ secondo il testo di Cecchi) per far entrare in scena ‘Gazzosa’ barista, consigliera donna e chiave di volta dell’intera vicenda. Nel cast citazione di merito per Mariella Tartarelli, inarrestabile Fidarma.
La commedia è davvero riuscita ed ora s’appresta ad un tour nel Maceratese con gli ottimi auspici di un teatro Don Bosco entusiasta, dove l’unico politico presente in sala (protagonista sin da quegli anni) è stato, al solito, Adriano Ciaffi.
Ed ecco il cast (restante) de ‘Le votaziò’. Fabio Macedoni (Jacò), Sandro Corsalini (Sandro Corsalini), Vinginzì (Cristiano Lambertucci), Ivo Gismondi (Sarbaì), Franco Sileoni (Sor Angiulì), Mariella Tartarelli (Fidarma), Dante Guglielmi (Sor Ghirò), Fabrizio Germondari (Sor Peppe), Maria Orazi (Menneca), Euro Colcerasa (Strongecò). Tecnici audio, luci, scene: Nerio Ceccherini, Mario Paoli, Martina Paoli, Giuseppe Rinaldi. Ricerca e montaggio musicale: Martina Paoli. Costumi e materiali: Mariella Tartarelli. Trucco: Antonella Macedoni. Aiuto regia: Alice Menichelli.




























