La protesta dei pescatori a Roma:
“Sanzioni smisurate, una stangata”

Lacrimogeni e tafferugli nella capitale. Anche le marinerie di Porto Recanati e Civitanova hanno partecipato alla manifestazione davanti a Montecitorio contro la nuova normativa

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La manifestazione davanti a Montecitorio

 

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Anche operatori della piccola pesca e titolari di vongolare di Porto Recanati e Civitanova hanno partecipato alla manifestazione iniziata martedì e proseguita ieri a Roma, contro la nuova normativa che istituisce sanzioni giudicate eccessive sullo sbarco e sulla messa in commercio del pescato sotto-taglia minima. Una decina di bombe carta, lacrimogeni e tafferugli hanno movimentato il clima davanti Montecitorio. Il sistema pesca delle Marche conta oggi circa 800 battelli, per un equipaggio complessivo di 1.700 persone e ricavi nel 2015 per 65 milioni di euro. Coldiretti Impresapesca Marche chiede di rivedere il provvedimento disposto sulla base di una normativa comunitaria, che definisce “una stangata” per gli armatori: “Il sistema di multe progressive rischia, infatti, di scoraggiare gli acquisti di pesce da parte del commercio e della grande distribuzione organizzata (sui quali pesa il rischio sanzioni al pari dei pescatori), causando un generale crollo dei prezzi del pescato. Da qui l’appello a rivedere il provvedimento, anche sulla base della disponibilità emersa ai tavoli istituzionali avviati dalla Direzione Generale della pesca e acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole. Una necessità – sottolinea la Coldiretti – per non compromettere il valore della nuova legge che nel suo complesso viene incontro a molte delle richieste manifestate dalle marinerie italiane in particolare per quanto riguarda l’aumento delle sanzioni nei confronti della pesca di frodo messa in atto da pescatori non professionali.

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“Importante – continua la Coldiretti – anche l’eliminazione di sanzioni nel caso in cui in fase di controllo ed ispezione a bordo di barche da pesca professionale fosse rilevata la presenza di pescato sotto-taglia minima per le specie tutte le specie diverse dal tonno e pesce-spada anche se resta il divieto di sbarco. Apprezzabile è stato anche lo sforzo per reprimere le violazioni in materia di etichettatura dei prodotti ittici previsto nella norma. Oltre alla legge restano però irrisolti altri problemi per la marineria come il pagamento del fermo biologico 2015 e 2016, uno snellimento degli adempimenti relativi alle licenze di pesca con auspicata semplificazione, una diversa gestione delle politiche relative al mercato e alle Organizzazioni Produttori nel contesto della nuova P.C.P., e da ultimo, sul lato Regioni, il grave ritardo dell’attuazione del Feamp, con la prossima scadenza del 2018 entro la quale dovrebbero essere spese oltre il 60% delle disponibilità finanziarie dell’intero periodo”.

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Jessica Marcozzi e Elena Leonardi

A fianco dei pescatori anche i consiglieri regionali Jessica Marcozzi (Fi) e Elena Leonardi (FdI): “L’Amministrazione regionale si faccia immediatamente carico delle problematiche della marineria che con i suoi esponenti locali si è unita ai colleghi di tutta Italia nella protesta generale a Roma. Le attività produttive legate alla pesca, infatti, e non lo scopriamo certo oggi, stanno vivendo anni di profonda crisi. I pescatori, che con il loro duro lavoro tramandato di padre in figlio, hanno gettato le basi della storia illustre della nostra Regione, da sempre sono basilari per la produttività, l’eccellenza gastronomica, la forza lavoro e la tipicità regionale. Sono altresì sentinelle del nostro Adriatico perché con il mare lavorano, in mare vivono gran parte delle loro giornate fatte di impegno e dedizione, in mare, putroppo, hanno sacrificato le loro vite. Meglio di chiunque altro conoscono le dinamiche dell’Adriatico.

protesta_roma_bolkestein-4-400x267E invece, da anni, sono costretti a combattere con una burocrazia dalle maglie sempre più strette, con normative Comunitarie che piovono dall’alto, con un ricambio generazionale che, a causa della tassazione sempre più pressante, è in progressivo declino, con costo del carburante e accise che rendono sempre più spesso controproducente l’attività lavorativa, con i pagamenti dei fermi biologici, i mancati provvedimenti sulla semplificazione in materia di licenze di pesca. E ultima pesantissima tegola la Legge 154 che comporta per loro, sulla base di normative comunitarie, l’inasprimento delle multe. L’amministrazione si faccia dunque immediatamente carico della vicenda tutelando i nostri lavoratori e sollecitando il Governo centrale affinchè, non solo riveda la normativa ma si attivi per avviare un percorso normativo e economico a sostegno della categoria a cui manifestiamo tutta la nostra vicinanza e a cui ribadiamo la nostra piena disponibilità a farci carico delle sue problematiche”.

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