Regione e sindaci
contro il nuovo inceneritore:
“Si può ragionare su piccoli impianti”

AMBIENTE - L'assessore regionale Angelo Sciapichetti risponde alle preoccupazioni del M5S sui piani per lo smaltimento dei rifiuti in provincia. Il sindaco di Tolentino Pezzanesi, componente dell'assemblea territoriale d'ambito: "Primi cittadini contrari a un mega impianto, il discorso è diverso però per siti di dimensioni ridotte e di ultima generazione"
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Da sinistra Antonio Pettinari e Angelo Sciapichetti

 

di Federica Nardi

“L’inceneritore non è contemplato nel Piano regionale dei rifiuti, non è voluto dalla Regione e tanto meno dal sottoscritto”. Così l’assessore all’Ambiente Angelo Sciapichetti replica in una nota al Movimento 5 stelle che da più Comuni della provincia ha lanciato l’allarme sulle prossime decisioni dell’Assemblea territoriale d’ambito 3 (Ata), presieduta dal presidente della Provincia Antonio Pettinari, sul tema dello smaltimento dei rifiuti (leggi l’articolo). Sciapichetti dice che “la cartografia elaborata dalla Provincia non ha nulla a che vedere con l’istallazione di un ipotetico inceneritore. Specifica solamente dove, stando al nostro piano dei rifiuti, non possono essere collocati discariche e impianti di recupero di materiale”.

relazione-piano-rifiuri-provinciale-2017-03-01-alle-18.32.37-400x147La cartografia, risalente al dicembre 2016, in realtà nomina esplicitamente nella relazione allegata gli impianti di incenerimento, suddividendoli tra “impianti di incenerimento per rifiuti solidi urbani” e impianti di “coincenerimento”. E ne indica anche la migliore collocazione ipotetica, individuata nelle aree già destinate agli insediamenti produttivi. Il piano provinciale nasce, come sottolinea Sciapichetti,  per dire quali aree non sono idonee per vincoli di vario genere (ambientali, paesaggistici e così via), ma è la stessa relazione allegata alle cartografie a specificare, non solo per gli inceneritori ma per tutte le tipologie di impianti, che “le Province sono tenute a individuare le zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento” e “nel particolare lo studio è giunto a definire le aree idonee e quelle non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento di Rsu”. E la “metodologia di localizzazione – dice la relazione – è riferita alla realizzazione di nuovi impianti e alla modifica sostanziale o ampliamento di quelli esistenti”.

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Giuseppe Pezzanesi

A chiarire l’umore e la volontà dell’assemblea, che raccoglie diversi sindaci della provincia, è il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi: “La maggior parte di noi sindaci è contraria alla previsione di un grande inceneritore. Abbiamo a suo tempo chiuso il Cosmari proprio perché pensavamo che quel modello di inceneritore non andasse bene. Il discorso è diverso però per impianti più piccoli, di ultima generazione, come quelli che usano in nord Europa e che oltre a non essere per niente impattanti sulla salute e l’ambiente producono anche energia e consentono un corretto smaltimento dei rifiuti. Da tempo diciamo che è bene informarsi su queste nuove possibilità che offre la tecnologia”.

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Nella categoria B della relazione della Provincia ricadono gli impianti di incenerimento

 

In ogni caso a dimostrazione che il no della Regione resta tale (leggi l’articolo) Sciapichetti ricorda “il recente ricorso al Tar contro il decreto ministeriale che vedrebbe la necessità di un inceneritore sul territorio marchigiano”. Inoltre “gli impianti eventualmente da realizzare in provincia di Macerata son lungi dal poter essere definiti, considerato che il Piano d’ambito dell’Ato 3 non è stato né redatto, né tanto meno adottato. La fattibilità di qualunque progetto di impianto di gestione, pubblico o privato che sia, andrà comunque valutata anche in una ulteriore fase di verifica, in cui verranno presi in considerazione i fattori a scala di maggior dettaglio (Piano regolatore generale, distanze da funzioni sensibili, tutela di beni, vincoli ambientali, paesaggistici, ecc.). Non esiste pertanto una questione sulla collocazione dell’inceneritore – conclude l’assessore – che non è previsto dal Piano regionale dei rifiuti e che, se paradossalmente venisse proposto dal Piano d’ambito dell’Ato 3, sarebbe bloccato dalla Regione per difetto di conformità rispetto al Piano regionale”.

 

 

Nuovo inceneritore, in provincia 17 Comuni idonei



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