Roghi d’auto per vendetta:
quattro rinvii a giudizio

CIVITANOVA - Sette incendi sono contestati agli imputati, tutti erano avvenuti sulla costa. ll movente sarebbe la fine di una relazione amorosa. Oggi si è svolta l'udienza preliminare al tribunale di Macerata

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Le immagini del rogo del 30 giugno quando venne bruciata l’auto della donna

 

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Il procuratore Giovanni Giorgio illustra l’esito dell’indagine che ha portato agli arresti dei presunti autori degli incendi delle auto a Civitanova

 

di Gianluca Ginella

Incendi nati per vendetta, questo lo spunto dell’indagine della procura di Macerata che ha portato sotto accusa – a vario titolo – quattro persone che oggi sono state rinviate a giudizio dal gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. La vicenda, stando a quanto è stato ricostruito dagli inquirenti, nasceva dalla fine di una relazione sentimentale del 38enne Massimiliano Cimmino, un civitanovese che si sarebbe trasformato in mandante di una serie di roghi avvenuti a Civitanova e Porto Sant’Elpidio (un episodio) dal giugno all’ottobre del 2015. Cimmino deve rispondere anche di stalking verso una ex fidanzata (l’accusa parla di minacce telefoniche prima e poi i roghi dell’auto della donna, della madre e di conoscenti).

 

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L’avvocato Gian Luigi Boschi

Oltre a lui sono finiti sotto accusa davanti al Gup, anche il presunto esecutore degli incendi, il 30enne Erik Cardellini, civitanovese, e altre due persone che avrebbero fatto da intermediari tra Cimmino e Cardellini: il 33enne Roberto Dari, di Civitanova, e Ciro Di Palma, 53, residente a Civitanova. In un articolato capo di imputazione l’accusa (oggi sostenuta in udienza dal pm Luigi Ortenzi) ricostruisce la vicenda degli incendi. Cimmino quale promotore, Cardellini, come esecutore e Dari in veste di intermediario (per coordinare l’azione incendiaria e avere conferma dell’avvenuta esecuzione) avrebbero partecipato all’incendio di 5 auto. Tra queste quella usata dalla ex di Cimmino, quella della madre e quella di una amica della donna e altre due che avevano preso fuoco perché posteggiate vicino alle vetture incendiate.

 

Quattro incendi erano avvenuti a Civitanova (tra il giugno e il luglio del 2015), uno a Porto Sant’Elpidio (il 17 giugno 2015). A Cimmino, Cardellini e Di Palma (quale intermediario) viene contestato l’incendio di ulteriori due vetture. Fatto che risale al 16 ottobre 2015, a Civitanova, in via Guareschi. In tutto dunque sarebbero sette le auto bruciate. A Cardellini vengono inoltre contestati i furti di un motorino (a Porto Sant’Elpidio, l’1 settembre 2015) e di una Ford Ka (a Civitanova, il 24 settembre 2015) e il danneggiamento di un’auto, il 13 settembre 2015: sarebbe salito sul cofano per poi distruggere a calci il parabrezza.

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L’avvocato Vanni Vecchioli

Cimmino, Dari, Cardellini e Di Palma sono stati tutti rinviati a giudizio, per loro il processo si aprirà a maggio al tribunale di Macerata. Le parti offese non si sono costituite parte civile. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simone Santoro (per Cimmino), Vanni Vecchioli (Dari), Gian Luigi Boschi (per Di Palma) e Massimo Pistelli (Cardellini).  Per gli incendi nel dicembre del 2015 Cardellini e Cimmino erano stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Civitanova e del Reparto operativo di Macerata che si occuparono delle indagini, coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio e dal sostituto Enrico Riccioni (leggi l’articolo).


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