Incendi a Civitanova, due arresti
Movente il rancore verso la ex

INDAGINE - Presi i presunti autori dei roghi alle auto bruciate nel corso negli ultimi mesi. Si tratta di Massimiliano Cimmino, 36 anni, di Formia ma residente in città ed Erik Cardellini, 28 anni di Porto Potenza
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Il procuratore Giovanni Giorgi illustra l'esito dell'indagine che ha portato agli arresti dei presunti autori degli incendi delle auto a Civitanova

Da sinistra: il colonnello Stefano Di Iulio comandante provinciale dell’Arma, il procuratore Giovanni Giorgio, il colonnello Leonardo Bertini comandante del Reparto operativo e il capitano Enzo Marinelli che comanda la compagnia di Civitanova

 

Gli attrezzi utilizzati per gli incendi alle auto

Gli attrezzi sequestrati nel corso delle indagini: una mazza da baseball e un accendino da campeggio che sarebbe stato usato per appiccare gli incendi. Inoltre si notano le scarpe rosse sequestrate a Cardellini

 

di Gianluca Ginella

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Un rancore nei confronti della ex fidanzata che non voleva frequentasse altri uomini: ci sarebbe questo dietro alcuni degli incidenti di auto avvenuti in estate a Civitanova. Due le persone finite in manette oggi, si tratta del 36enne Massimiliano Cimmino, di Formia, residente a Civitanova, ex della donna e presunto mandante, e del 28enne Erik Alexander Cardellini, operaio, residente a Porto Potenza ritenuto l’esecutore materiale dei roghi. Due gli incendi che vengono contestati nell’ordinanza con cui il Gip ha disposto la custodia cautelare per entrambi gli indagati (Cimmino è ai domiciliari, Cardellini andrà in carcere). Ma nell’indagine dei carabinieri del Reparto operativo di Macerata e della Compagnia di Civitanova, coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio e dal sostituto Enrico Riccioni, ci sono anche altri due incendi di vetture e di una locandina. Una operazione, chiamata Nerone, che ha consentito, secondo gli investigatori, di risolvere il mistero degli incendi di alcune vetture a Civitanova che avevano destano parecchio allarme: il timore era che dietro potessero celarsi azioni della criminalità organizzata ed estorsioni. Ma la vicenda, come hanno spiegato il colonnello Stefano Di Iulio, comandante provinciale dell’Arma e il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio è da ricondurre ad una questione personale.

Le immagini del rogo del 30 giugno che

Le immagini del rogo del 30 giugno e (l’ultima) di quello del 16 ottobre

Quella di un uomo che non aveva accettato la fine della relazione con la ex fidanzata e avrebbe iniziato a perseguitarla (la procura gli contesta oltre che il reato di incendio anche quello di stalking). L’uomo, il 36enne Cimmino, avrebbe commissionato incendi ad un conoscente, Cardellini (non è chiaro se vi siano stati compensi in denaro), non solo all’auto della ex ma anche di conoscenti. «L’indagine nasce in seguito a reiterati attentati incendiari verso alcune auto che si sono sviluppati questa estate – ha spiegato il colonnello Di Iulio –. Abbiamo cercato se vi fosse un comune denominatore e sentito testimoni, analizzato riprese di telecamere dove erano avvenuti gli incendi. Le indagini si sono sviluppate anche nelle province vicine e hanno portato ad un quadro indiziario verso due persone per le quali il procuratore ha chiesto due ordinanze di custodia che sono state eseguite dal Gip». Il giorno della svolta delle indagini è l’incendio del 30 giugno quando in via Mazzini, a Civitanova, due auto vengono avvolte dalle fiamme: una Fiat 500 da cui era partito il rogo e una Lancia Y che era in sosta lì vicino. Le auto erano davanti ad una banca. I militari hanno osservato le riprese di sorveglianza dell’istituto e attraverso quelle hanno notato un uomo che passava con il cappuccio in testa. Una cosa strana perché in pieno giorno e in piena estate. L’uomo aveva delle scarpe di colore rosso. In aiuto dei carabinieri è arrivata anche la testimonianza di una donna che aveva notato l’uomo con il cappuccio e che ha fornito elementi utili per arrivare a dargli una identità. Stando alle indagini l’uomo era Eric Cardellini. L’auto obiettivo del rogo era quella di una donna. Trovato questo primo tassello gli inquirenti hanno cercato legami con altri incendi e li hanno trovati. «Il comune denominatore era la ex fidanzata di Cimmino. Le vessazioni verso la donna si sono tradotte in atti intimidatori verso lei e verso persone a lei riconducibili» ha detto Di Iulio.

Di Iulio_Giorgio_Bertini_Marinelli_Foto LBI carabinieri, tra l’altro hanno scoperto che Cardellini possiede le stesse particolari scarpe di colore rosso che si vedevano nel filmato della banca. «Importanti sono stati i controlli sui telefoni di Cardellini e Cimmino – ha spiegato il procuratore Giovanni Giorgio, che si è complimentato per il lavoro svolto dai militari dell’Arma –. Non erano intestati a loro ma ad altre persone. E’ emerso che Cardellini era presente all’ora e nelle zone in cui si sono verificati gli incendi. Inoltre abbiamo appreso che Cimmino dopo l’incendio del 30 giugno si era presentato alla parte lesa dichiarandosi dispiaciuto e disposto a metterle a disposizione un’auto per aiutarla. In realtà voleva far presente che ormai ne dirigeva la vita. C’è poi una telefonata in cui diceva che l’avrebbe ammazzata. A seguito di una perquisizione gli è stata trovata una mazza da baseball che in una intercettazione diceva di avere in auto, per colpire la donna colpevole, una notte, di non essere tornata a casa entro le 24». La donna però «aveva negato di essere vittima di una intensa attività persecutoria, alla quale comunque siamo risaliti – ha continuato Giorgio –. Presumo che la signora sia rimasta terrorizzata. A causa della rottura del legame sentimentale l’uomo non voleva più che uscisse di casa che frequentasse altri uomini. Sullo sfondo di questa vicenda c’è il classico quadro del delirio da stalking».

Il rogo alla fiat 500 del 30 giugno si

Il rogo alla Fiat 500 del 30 giugno

Nell’ordinanza il gip contesta agli arrestati anche l’incendio, il 16 ottobre, di una Smart di proprietà un conoscente della donna. Su Cardellini: «A suo carico ci sono le celle telefoniche, i video, ma anche una particolare bicicletta che i carabinieri hanno visto e fotografato essere in suo possesso – ha continuato il procuratore –. La cosa che ci ha molto allarmato è che durante le intercettazioni una donna lo ha chiamato per commissionargli un incendio a danno di una persona. Lui si è scusato dicendo che non poteva provvedere perché e forze dell’ordine gli stavano sopra». Alla fine i carabinieri del Reparto operativo di Macerata, comandato dal colonnello Leonardo Bertini, e della Compagnia di Civitanova, comandata dal capitano Enzo Marinelli, hanno raccolto una serie di elementi tali da consentire di chiedere una misura cautelare per Cardellini e Cimmino. Entrambi devono rispondere di incendio e stalking (nel caso di Cardellini il reato di stalking è in concorso, in virtù dei 2 incendi). Altre due persone sono indagate, ritenute aver fatto da tramite nei rapporto tra Cardellini e Cimmino.

 In favore della donna la procura ha inoltre predisposto il meccanismo di tutela che garantisce un intervento immediato per la sua sicurezza.

Enzo Marinelli

Il comandante della Compagnia di Civitanova Enzo Marinelli

Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

Arresti incendi auto Civitanova 3



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