di Walter Cortella
Il già corposo repertorio della Cfd (Compagnia filarmonico-drammatica) di Macerata si è arricchito di un altro piccolo capolavoro, realizzato in co-produzione con l’associazione «La Torre che ride». Avevamo anticipato che un nuovo spettacolo era sul punto di fare il suo esordio. E così è stato. “Devo dirti una cosa”, la commedia brillante scritta dalla nota sceneggiatrice maceratese Valentina Capecci e diretta da Diego Dezi, ha debuttato in prima assoluta qualche giorno fa al teatro Cortesi di Sirolo e domenica scorsa è tornata subito in scena al Mugellini di Potenza Picena, nell’ambito della stagione teatrale del 2017.
L’interpretazione è affidata alla coppia Paola Cosimi e Giulio Latini, la scenografia, ideata dal regista Dezi è stata realizzata da Stefano Zagaglia, impegnato anche alla consolle. I due protagonisti hanno già recitato insieme, ma sempre in cast più corali. Li ricordiamo, infatti, in Così è (se vi pare) di Pirandello e ne Il marito di mio figlio di Falleri. Questa è la prima volta che si cimentano in un lavoro a due. Diciamo subito che la scelta del regista si è rivelata giusta sotto ogni profilo. Da tempo inseguiva il sogno di portare in scena il testo della Capecci, un testo che conosceva bene e nel quale intravvedeva la possibilità di trattare tematiche di un certo spessore con leggerezza, con un garbato senso del humour da ricercarsi, più che altro, nella curiosa situazione nella quale vengono a trovarsi i signori Galimberti, una matura coppia che non ha più nulla da chiedere alla vita. Il loro tranquillo, e anche un po’ monotono ménage famigliare, viene sconvolto dall’imprevedibile arrivo della cicogna. I due accolgono la sconcertante novità con reazioni del tutto differenti: la signora è in fondo stimolata da questa difficile e inebriante sfida che potrebbe dare un nuovo sprint alla sua esistenza, mentre il marito non nasconde i suoi timori, le sue perplessità e forse le sue paure di dover affrontare un futuro pieno di incognite.
I vari aspetti di questo nuovo evento vengono esaminati nel corso di una concitata conversazione che consuma quasi l’intera nottata e che porta marito e moglie a guardare con occhio a volte critico, a volte bonario il loro passato di sposi e di genitori. Il tema, come detto, è di un certo spessore e volendo potrebbe avere sviluppi anche drammatici, ma la stessa autrice preferisce tenersi alla larga da considerazioni troppo pesanti. La sua scrittura è frizzante, briosa e il compito di dare questa impronta alla commedia è affidato essenzialmente alla signora Galimberti, interpretata in maniera pressoché perfetta (e se non lo è, lo diventerà a breve) dalla brava Paola Cosimi, attrice dotata di una naturale teatralità e spiccato senso dell’umorismo. Si è mossa sulla scena con assoluta padronanza, perfettamente a suo agio in un ruolo per molti aspetti impegnativo. Anche Giulio Latini è stato senz’altro all’altezza della parte assegnatagli ed è riuscito a dare credibilità al suo personaggio (un avvocato penalista) portato, per una sorta di deformazione professionale, ad esaminare minuziosamente ogni particolare delle vicende, anche quelle personali, il che gli impedisce di essere positivo, creativo e di prendere la vita con ottimismo.
Anche lui, grazie alle felici intuizioni del regista, ha saputo rendere spiritoso e brillante il serioso uomo di legge. In conclusione, il duo Cosimi-Latini, particolarmente adatto per sua indole ad affrontare lavori effervescenti e garbatamente umoristici, ha fornito una interpretazione di prim’ordine, grazie al loro ricco bagaglio artistico, formatosi in lunghi anni di teatro. E non va dimenticato che lo spettacolo è solo all’inizio del suo (speriamo) lungo percorso. Le premesse per confezionare un prodotto di qualità ci sono tutte e col tempo (e le repliche) l’intesa sulla scena dei due protagonisti porterà di certo risultati di grande prestigio, nel solco della consolidata tradizione della Compagnia. Allo spettacolo ha presenziato l’autrice, salutata dal pubblico con un caloroso applauso. Decisamente positivo il suo giudizio sulla performance della formazione maceratese.
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