di Laura Boccanera
Grande è la confusione sotto il cielo di Civitanova. Lo scacchiere politico continua a riservare sorprese. Dopo gli incontri fra la lista di “La nuova città” e quella di Morresi, Piero Gismondi fa sapere che in realtà ancora l’accordo non c’è. Mancherebbe una coalizione ampia necessaria per la vittoria. Nel frattempo però anche Uniti per le Marche, la civica di Costamagna guarda a Morresi per l’alleanze di moderati e riformisti e non è escluso che Gismondi e Costamagna potrebbero tornare a guardarsi negli occhi dopo che lo stesso Gismondi ne ha chiesto la destituzione da presidente del consiglio comunale. Dalle parti di Corvatta sembra che qualcosa si muova in direzione Pd. Il senatore Mario Morgoni in persona sarebbe andato a conferire col sindaco dichiarando l’appoggio dei democrat regionali e provinciali per il Corvatta bis. Sul fronte opposto cospirazioni e golpi in atto in Forza Italia. In sintesi questa la radiografia politica della giornata. Il centro cerca una coalizione ampia: Gismondi, da mesi in consultazione con le varie forze politiche non sembra aver trovato la quadra. La quadra sarebbe un’alleanza ampia che garantisca di arrivare al ballottaggio e giocarsi la vittoria. L’avvicinamento a Morresi e Insieme per Civitanova è reale, ma mancherebbe, non tanto una visione programmatica unitaria, quanto piuttosto numeri capaci di garantire il favore dell’elettorato. Lo stesso problema che secondo Gismondi avrebbero anche le liste civiche di Ghio, non appoggiate da nessun’altra forza politica. E alla ricerca dell’alleanza perfetta anche Corvatta non sembrerebbe più cosi “impresentabile”: «non abbiamo un veto su Corvatta – dice Gismondi – il problema è che anche la sua candidatura non assicura un’ampia coalizione». Nel frattempo la lista sta incontrando anche l’Udc locale. Una posizione che suscita l’ilarità del presidente del consiglio comunale del Pd Daniele Maria Angelini: «noi siamo legati a Corvatta – dice Angelini – con questo comportamento Gismondi non sta facendo una bella figura, scredita se stesso». Si muove su di un binario uguale e parallelo anche Uniti per le Marche alla ricerca dell’accordo con la lista di Claudio Morresi, un corteggiamento partito da lontano. Nello scenario di un possibile accordo la lista farebbe fare un passo indietro al candidato Flavio Rogani. Un’ipotesi che porterebbe Gismondi e Costamagna, sebbene quest’ultimo ha più volte dichiarato che non si candiderà direttamente, a sedere di nuovo dalla stessa parte dopo l’inasprimento dei rapporti fra i due. «In politica mai dire mai» – commenta laconico Costamagna. Dalle parti del Pd, sebbene ancora non sia ufficiale l’appoggio del Pd a Corvatta, oggi il senatore Mario Morgoni ha fatto visita a Corvatta e avrebbe confermato in via discrezionale il sostegno delle alte sfere del Pd alla ricandidatura del Corvatta bis.
Nel centrodestra invece si prospetta un colpo di scena in Forza Italia. C’è aria di tempesta nel partito entrato in collisione a causa dei dissapori del coordinamento locale con la segreteria regionale. Da un lato infatti la coordinatrice Consuelo Fortuna, Giovanni Corallini e i membri del direttivo sarebbero in contrasto con le scelte di Remigio Ceroni che vuole far rientrare dalla finestra Ottavio Brini e i suoi uomini fidati. Una soluzione inaccettabile per i locali. E alcuni rumors e indiscrezioni danno per verificata la voce che a Roma questo gioco delle tre carte abbia indispettito non poco i piani alti e che potrebbe esserci un “golpe” per legittimare le scelte di alleanza del coordinamento locale che aveva già scelto di allearsi con Lega e Fratelli d’Italia e mettere in minoranza lo stesso deus ex machina di Forza Italia Remigio Ceroni.
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Attendiamo più o meno fiduciosi che ci vengano spiegate le motivazioni politiche e ideali in base alle quali Tizio sceglie di allearsi con Caio invece che con Sempronio.
Beh, c’è anche la possibilità che si alleino Tizio, Caio e Sempronio. Senza dimenticare Ciccì e Coccò. La cosa che più mi incuriosisce e Morgoni. Dopo la pubblicità al referendum ( falsa, lui non può che aver votato no), come si dice: “Matto sci ma scemo no!”, anche se in questo caso intercambiando, il risultato sarebbe lo stesso, che va da Corvatta a dirgli che il popolo è con lui. Così come Comi, la Giannini, Ceriscioli, Semplicio, Cellì, Brodolò, Barabba, Ermete, Giuda e Ponzio Pilato. Ma Morgoni, ma di che alte sfere cianci, vi siete gonfiati con l’elio ma siete ancora troppo pesanti per raggiungere la stratosfera? Ma credete ancora di avere un ruolo, una personalità, del carisma a buon mercato, della dialettica acquistata ad una svendita di cialtroni? Ora vai da Corvatta, già confuso di suo che sta salutando con il braccetto alzato, sorriso smarrito, e in mondovisione, che dopo cinque anni ha fatto tutto quello che nessuno gli aveva chiesto, oltre a qualche figura barbina ai comitati di quartiere e alle sue politiche partecipate in zona Ceccotti e gli vai a mettere in testa di correre il Palio. Morgoni gli vai a dire che il Pd è con lui, ( come minimo dovrebbe perlomeno risponderti” e me cojoni “. Vai da lui che si era presentato da novello rivoluzionario con un altro partito, che diceva più sinistro della sinistra, da cui aveva preso le distanze subito il giorno dopo e gli altri, i suoi compagni di lotta dura senza paura, fascisti, borghesi, ancora pochi mesi, pagherete caro pagherete tutto; dopo averlo contestato, hanno continuato a stargli vicino votando sì a tutte le insalate di broccoli e patate uscite dai consigli comunali. No Morgoni, non ti puoi prendere gioco di lui, non puoi trascinarlo nella più vergognosa débâcle elettore del terzo millenio. Ti prego fa qualche passo indietro esci dal comune e attraversa la piazza sulle strisce pedonali che siamo in tanti a far colazione con Borghetti e brioche. Mi dispiace per il povero Costamagna che passa le notti con la penna in mano tracciando su foglio tutte le possibili alleanze che si potrebbero fare. Addirittura, sembra che da un suo calcolo siano usciti lui, Brini e Maradona.