
L’ulivo transennato ai Giardini Diaz
I Giardini Diaz tornano al centro del dibattito cittadino a Macerata. A sollevare nuove perplessità è una lettrice di Cronache Maceratesi che racconta l’ennesima “novità” trovata durante una passeggiata mattutina: una piccola area esterna, dove sorge un vecchio ulivo, transennata con strisce segnaletiche.
«Faranno fuori anche lui?» si chiede la lettrice, ricordando come «diverse presenze vegetali storiche dei giardini siano state rimosse nel corso degli ultimi lavori di riqualificazione. Non solo alberi: a mancare sono soprattutto le siepi, un tempo molto diffuse e fondamentali non solo per l’estetica, ma anche per la biodiversità del parco. Erano essenziali per la nidificazione degli uccellini da siepe, come il pettirosso. Prima era un brulicare di merli e altri uccelli, ora si vedono voli nascosti e si sentono pochi richiami», scrive. La cittadina ricorda anche una «famigliola di piante: un melograno, un giovane biancospino, due noccioli e un corbezzolo. Oggi, di quel gruppo rimane soltanto il melograno: al loro posto c’è il vuoto».
Pur riconoscendo una certa «grandiosità ai nuovi giardini», la cittadina sottolinea come il risultato appaia «freddo e schematico, più simile a una piazza biancogrigia, con un verde percepito come optional più che come elemento centrale». L’accostamento è anche con la rinnovata Terrazza dei Popoli, definita «stile Primo Novecento, con assurde panchine monoposto e senza i murales che la caratterizzavano». L’ulivo transennato diventa così simbolo di un timore più ampio: «quello che il parco perda progressivamente la sua identità naturale, la sua storia e la sua funzione di cuore pulsante della città – scrive la maceratese – si vuole tagliare dunque l’ulivo, a cui tante volte sono state appese strisce colorate come le bandierine buddiste di preghiera? Anche questa è storia, cultura locale. Non si fa piazza pulita di certe realtà vive senza studiarle ed empatizzare. I giardini devono essere giardini e non piazze, cuori pulsanti e non esibizioni di ideologie».
Ritorno ai Giardini Diaz: «Finalmente un’area giochi come nelle grandi città europee» (Foto)
Via dei Velini, Giardini Diaz, sottopasso Garibaldi: Macerata ritrova un pezzo di normalità
Giardini Diaz, critiche sullo stemma in cemento e non istituzionale. Interrogazione sull’area verde
Focus sui Giardini Diaz: «Soldi usati per un progetto antico, manca una visione innovativa»
Giardini Diaz, restyling completato: i cancelli riaprono tra 8 giorni (Foto)
Tagliate ancora?. Ma cosa avete in mente di fare del verde pubblico?
Alla terrazza dei popoli si potrebbe girare il seguito di the day after tomorrow per quanto è desolante
Citando il fantasioso concittadino che pochi giorni fa ha paragonato i Giardini Diaz a quelli delle grandi città europee, direi che in effetti al Djurgården di Stoccolma di ulivi non ce ne sono. Chissà, magari lo sostituiranno con un abete rosso
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Il parco di Montalbano?????
— Si prevedono ORRENDE COLATE DI CEMENTO E TAGLIO DI ALBERI!!!!!!!!
I Giardini son ….isti,
or qualcun ha decretato,
e pur senza fratte tristi,
il giudizio ormai è scontato;
siepi ch’eran d’uccellini
son sparite dallo sfondo,
forse sfugge che ai bambini,
sicurezza non nascondo;
che ancor d’ideologia,
quella che a qualcun non piace,
si va in cerca in ogni via,
per non ritrovar più pace;
che poi buon Buddismo pure,
sia local cultura nostra,
con rispetto per culture,
lontananza assai dimostra;
e di criticar ancora,
qualsivoglia cosa pure,
pur stantio appare ora,
misurate le chiusure… m.g.
” Fantasioso concittadino “….
ahahah…da premio Oscar…
Sei un grande…!!!!
Vedrai che fra non molto appare anche qui con altro fantasioso commento..