Niente cassa integrazione ai pescatori,
la marineria contro l’Inps
CIVITANOVA - Presentata anche un'interrogazione parlamentare dall'onorevole Irene Manzi. Per il 2015 l'istituto di previdenza ha rigettato le domande dei pescatori che sono anche soci o proprietari di imbarcazione
di Laura Boccanera
Niente cassa integrazione per i pescatori che sono soci delle imbarcazioni su cui lavorano. La Federcoopesca Marche insorge contro una decisione dell’Inps relativa al 2015. Presentata in Parlamento un’interrogazione a firma della deputata maceratese Irene Manzi. Da Civitanova e dalle Marche parte una protesta di respiro nazionale e che riguarda centinaia di operatori del settore ittico. Molti pescatori infatti si sono visti rigettare le domande di cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga per l’annualità 2015. La motivazione è stata che i marittimi imbarcati su motopescherecci e vongolare soci delle società proprietarie e armatrici delle imbarcazioni non ne hanno diritto in quanto proprietari. Dal 2008, primo anno in cui è stato previsto il trattamento di cassa integrazione in deroga per i pescatori italiani, i soci o proprietari delle imbarcazioni da pesca avevano sempre ricevuto il trattamento economico, in quanto comunque anche essi sono a tutti gli effetti pescatori imbarcati su unità navali. Il diniego opposto dall’Inps per il 2015 è caduto sul settore pesca come un fulmine a ciel sereno. «Il diniego è illegittimo – scrive Giuseppe Micucci di Federcoopesca Marche – il rapporto che intercorre tra la società e le persone fisiche dei soci è un rapporto di lavoro subordinato e la dottrina e la giurisprudenza sono unanimi nel riconoscere la possibilità che fra società e soci si instaurino rapporti di lavoro subordinato distinti da quello societario e un socio, anche se amministratore, può benissimo assumere la qualità di dipendente della società stessa, a condizione che concorrano i requisiti del rapporto di lavoro subordinato. Nel settore della pesca tale evenienza è la regola, il socio, infatti, percepisce al pari di ogni altro lavoratore dipendente, una retribuzione di misura predeterminata, il cui pagamento avviene mediante i sistemi previsti dalle norme vigenti per i lavoratori subordinati e lo stesso è assoggettato al medesimo regime fiscale e contributivo dei lavoratori dipendenti. E’ la stessa Inps infatti che riconosce che anche gli armatori, in quanto membri dell’equipaggio, siano da ritenersi lavoratori dipendenti». La Federcoopesca ha attivato anche la politica sulla vicenda informando il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e l’assessore alla Pesca Manuela Bora così come i parlamentari marchigiani. L’onorevole Irene Manzi ha presentato proprio ieri un’interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro affinché intervenga sulla vicenda. Nel caso in cui le richieste dei pescatori non vengano accolte la marineria si riserva di attivare forme di protesta.

L’Inps è un osso duro.