Presto un nuovo studentato ad Unicam,
arrivano i moduli per gli universitari

CAMERINO - "Vedo un po' di luce" dice il rettore Flavio Corradini. Intanto nella città ducale c'è allarme per una circolare che vieterebbe ai vigili del fuoco di prestare aiuto nel recupero di beni dalle case. Il 30 gennaio Vittorio Sgarbi sarà in città per un appello alla salvezza delle opere d’arte

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Vigili del fuoco al lavoro a Camerino

 

di Maurizio Verdenelli

A Camerino si sta lavorando freneticamente per ‘disinnescare’ la circolare in partenza dal ministero degli Interni, pronta sin da venerdì alla firma di un dirigente al quale si dovrebbe l’iniziativa di non autorizzare più il corpo dei Vigili del fuoco a sostegno dei privati (e non) per il recupero di beni all’interno di edifici e case di loro proprietà, dichiarati inagibili dal terremoto. A cercare di spegnere positivamente il ‘fuoco’ sul rogo di proteste e polemiche subito levatosi dopo l’allarme dato dal sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui nell’incontro con il viceministro Riccardo Nencini (leggi l’articolo) sono gli stessi Vigili del fuoco. Che ben si sono resi conto, essendone venuti a conoscenza per primi, della situazione che si verrebbe a creare se le disposizioni del dirigente del ministero retto da Marco Minniti, trovassero attuazione. A Camerino sono fiduciosi circa il canale politico aperto in queste ore per trovare soluzione all’incresciosa vicenda che ha trovato innesco su una conoscenza della realtà post sisma perlomeno approssimativa, visto che il postulato a tali provvedimenti troverebbe sostanza nella considerazione che ‘l’emergenza’ sia in fase di definizione.

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Tuttavia per il momento sia a livello di giunta regionale, sia a livello di Protezione civile siamo ancora alle prime battute. L’assessore Angelo Sciapichetti è al lavoro con il governatore e non ha ottenuto ‘nuove’ dal ministero, così l’ingegner Cesare Spuri “in uscita dalla Protezione civile”  per assumere a tempo pieno il recente incarico di direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione. “Sono comunque a disposizione dei comuni per ogni chiarimento, sopratutto sul decreto legge” assicura Spuri in merito alle tante problematiche sollevate in riferimento al punto fondamentale ‘totale’ del risarcimento dei danni subiti.

“Comincio a vedere adesso un po’ di luce” dice invece il rettore dell’università di Camerino, Flavio Corradini. Il suo racconto dei giorni drammatici di fine ottobre, sabato pomeriggio, al Coc di Camerino ha commosso il senatore Nencini  e l’assemblea dei sindaci ed amministratori. “Alla guida dell’auto salivo lungo via Roma,  mentre la pioggia ci sferzava contro e vedevo venire in direzione opposta, in fuga da Camerino  i nostri studenti con i trolley in mano. Ero insieme con il direttore generale: avevamo cuori spezzati davanti a quel dramma che metteva a rischio l’esistenza stessa di Unicam. Oltre millecinquecento ragazze e ragazzi se ne sono andati, ma oggi ho saputo che entro la settimana saranno pronti moduli abitativi dove molti potranno rientrare, a conclusione della pausa per le Feste. Sarà un processo graduale, ma rispetto al nulla di prima, tanto! Ugualmente ci riempie di speranza, mercoledì, l’arrivo della delegazione della Provincia di Trento per l’elaborazione, di concerto con i nostri tecnici, del progetto per lo Studentato. Parlo di nuovi alloggi per i nostri ragazzi che rivogliamo con noi, a Camerino, nella Città fuori le Mura che seppure con il tempo, rinascerà”.

camerino-musei-vdf-2-400x266“Il caso Camerino –aveva detto sabato il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti- è unico in tutta l’area dei 131 comuni del cratere sismico. E’ emerso che in questa vasta porzione del Centroitalia, ricchissima di antichi centri urbani, il centro storico camerinese è il più densamente abitato: è vivo a differenza di tutti gli altri che spesso sono soltanto una ‘vetrina’ della città, senza popolazione residente ed attività economica reale”. Il modello di rinascita della Città dei Varano, gettando alle ortiche meri progetto di conservazione destinati a non durare alla prossima scossa tellurica, sarà dunque fondamentale per tutti nel territorio ‘dei tre terremoti del 2016’.

In quest’area Dario Conti ha chiesto che vada in vigore una zona franca per far rinascere attività economiche importanti. Nel dibattito s’inserisce oggi l’avvocato Giuseppe De Rosa (direttore i ’Orizzonti della Marca’) che indica come utile il modello della Zes (Zona economica speciale): ce ne sono 70 nell’Unione europea. Un modello che a determinate condizioni e per un tempo non illimitato, prevede di poter attirare l’interesse di aziende europee con occupazione locale. Staremo a vedere. Da Roma in proposito, al momento, nessun segnale nonostante l’interesse del presidente Sergio Mattarella, ‘attenzionato’ ad Ussita dal sindaco, ing. Marco Rinaldi e dal prof. Giuseppe Rivetti, docente di Diritto tributario all’università di Macerata. A muoversi è ora soltanto il gruppo di lavoro di Unicam che non ha atteso la fine dell’Epifania per riunirsi e preparare una bozza di proposta di legge da presentare alla Politica a metà del mese.

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Sgarbi a Osimo (foto di Bruno Severini)

Intanto è saltata, oggi, la visita di Vittorio Sgarbi ai beni artistici ‘feriti’ di Camerino. La scorsa notte, raggiunto da una telefonata del sindaco di Venezia, il critico ha dovuto raggiungere la città lagunare. Inviando al suo amico Ivo Costamagna il seguente sms: “Ivo, sono dovuto partire per Venezia. Scusami con tutti a Camerino. Verrò lunedì 30 gennaio. Data confermata. Un abbraccio. A presto. Vittorio. P.S. Per l’orario ci sentiamo prima”.

Sgarbi è stato fino a domenica sera ad Osimo per la chiusura della mostra ‘Le stanze segrete’ (43.500 presenze) assumendo anche la presidenza del comitato di studi della mostra ‘Capolavori Sibillini’. Che vedrà dal 19 febbraio al 1. ottobre, a palazzo Campana, cento opere delle 11 (delle 12, eccetto Montefalcone) sedi della rete museale, diretta da Daniela Tisi.  Opere da San Ginesio, Loro Piceno, Montalto, Smerillo e da altri otto comuni dell’entroterra marchigiano saranno esposte nel bellissimo palazzo osimano che per sette mesi ha ospitato la collezione privata Cavallini-Sgarbi che apre, dopo Osimo, a Cortina.

(Seguono foto di Bruno Severini)

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